Link to [object Object]
Si è spenta oggi all’età di 100 anni Maria Sole Agnelli, sorella dell’Avvocato Gianni e figura discreta ma influente della famiglia torinese. Nata nel 1925, fu sindaco di Campello sul Clitunno e protagonista dell’equitazione italiana. La sua vita, divisa tra l’impegno civile, la passione per i cavalli e un’eleganza mai ostentata, rappresenta un capitolo singolare nella storia del Novecento italiano
Si è spenta oggi all’età di 100 anni Maria Sole Agnelli, sorella dell’Avvocato Gianni e figura discreta ma influente della famiglia torinese. Nata nel 1925, fu sindaco di Campello sul Clitunno e protagonista dell’equitazione italiana. La sua vita, divisa tra l’impegno civile, la passione per i cavalli e un’eleganza mai ostentata, rappresenta un capitolo singolare nella storia del Novecento italiano
di Ennio Bassi
Si è spenta oggi, all’età di cento anni, Maria Sole Agnelli, ultima figlia vivente di Edoardo Agnelli e Virginia Bourbon del Monte, e testimone diretta di un secolo che ha visto l’Italia trasformarsi profondamente, dentro e fuori i confini del potere industriale e culturale del Paese. La sua morte segna la fine di una generazione che ha accompagnato, in silenzio ma con consapevolezza, l’ascesa e le trasformazioni della famiglia Agnelli, autentico simbolo della modernizzazione italiana.
Nata a Torino il 9 agosto 1925, Maria Sole visse un’infanzia tra le atmosfere ovattate della nobiltà industriale piemontese e le residenze di campagna, in particolare a Villar Perosa, località simbolica per gli Agnelli. Era la terzogenita tra sette fratelli: Clara, Susanna, Gianni, Giorgio, Cristiana e Umberto. Cresciuta in un ambiente colto e cosmopolita, preferì sin da giovane un profilo defilato rispetto alla sovraesposizione che avrebbe caratterizzato soprattutto suo fratello Gianni, il celebre “Avvocato”.
Se l’eleganza e il riserbo furono la cifra costante della sua vita pubblica, non mancarono però momenti in cui Maria Sole scelse di mettersi in gioco in prima persona, soprattutto nel campo dell’impegno civile. Dopo il primo matrimonio con il conte Ranieri Campello della Spina, morto prematuramente nel 1959 e da cui ebbe quattro figli, nel 1960 sposò in seconde nozze il conte Pio Teodorani-Fabbri, scomparso nel 2022, dal quale nacque il suo quinto figlio.
Proprio nel 1960 decise di impegnarsi attivamente nella vita politica locale, candidandosi — e vincendo con larghissimo consenso — alla carica di sindaco di Campello sul Clitunno, in Umbria, località legata alla famiglia del primo marito. La sua elezione fu sorprendente: raccolse 850 voti su 1.200 aventi diritto, senza nemmeno tenere un comizio o lanciare una campagna elettorale. Fu una scelta simbolica e concreta al tempo stesso, che testimoniava quanto il suo legame con il territorio fosse profondo e autentico.
Durante il suo decennio da sindaca, Maria Sole Agnelli si dedicò con impegno alla gestione del comune, affrontando con pragmatismo e attenzione i temi della viabilità, dell’edilizia scolastica, dei servizi pubblici. Ma fu soprattutto la tutela del patrimonio ambientale e storico a guidare la sua amministrazione: le Fonti del Clitunno, già decantate da Plinio e Carducci, furono al centro di interventi di recupero e valorizzazione. Senza proclami, con una discrezione quasi aristocratica, Maria Sole contribuì a un modello di amministrazione che coniugava tradizione e apertura, radicamento locale e visione d’insieme.
Alla fine del mandato, nel 1970, scelse di non ricandidarsi, tornando alla vita privata ma mantenendo legami forti con la comunità umbra e con le istituzioni locali. Un’uscita di scena in piena coerenza con lo stile che l’aveva sempre contraddistinta.
Un altro fronte in cui Maria Sole Agnelli lasciò il segno fu quello dell’equitazione, una delle sue grandi passioni. Gestì con dedizione una delle più prestigiose scuderie italiane del secondo dopoguerra, contribuendo alla rinascita dell’equitazione sportiva nel Paese. La sua attività culminò nel 1972 con la medaglia d’argento ottenuta da Woodland, un suo purosangue, ai Giochi Olimpici di Monaco. Era un successo che parlava non solo di sport, ma di cultura del cavallo, di competenza tecnica e di cura per l’eccellenza — qualità che erano nel suo DNA.
Nonostante il cognome ingombrante, Maria Sole ha sempre vissuto lontano dai riflettori. Non fu imprenditrice come i fratelli, né attrice protagonista della mondanità italiana. Ma fu figura autorevole e rispettata, presente nei momenti decisivi della vita familiare — dalle commemorazioni pubbliche alle grandi scelte ereditarie — senza mai sovrapporsi, senza mai esporsi inutilmente.
Nel suo modo di intendere il ruolo di “Agnelli”, c’era forse qualcosa di antico e aristocratico, ma anche di profondamente moderno: il senso della responsabilità, il rispetto per le istituzioni, la sobrietà nell’agire. Per chi l’ha conosciuta, Maria Sole Agnelli rappresentava l’anello di congiunzione tra la vecchia Europa aristocratica e l’Italia che cambiava sotto la spinta del miracolo economico.
La sua scomparsa chiude idealmente un’epoca. Un secolo di storia, vissuto con grazia, misura e una fermezza che non aveva bisogno di parole. Una figura femminile rara, capace di esercitare autorevolezza senza potere formale, di lasciare il segno senza cercare visibilità.
La camera ardente sarà allestita a Torino nei prossimi giorni. Le esequie, riservate alla famiglia e ai collaboratori più stretti, si svolgeranno in forma privata, secondo le volontà dell’interessata.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati