Link to Nuova bufera su Alex Schwazer. Il campione olimpico della marcia è risultato positivo all'Epo in un controllo effettuato in Germania ed è stato sospeso in via cautelare. L'atleta respinge le accuse: “Sono innocente, ma non ho più la forza di difendermi”Nuova bufera su Alex Schwazer. Il campione olimpico della marcia è risultato positivo all'Epo in un controllo effettuato in Germania ed è stato sospeso in via cautelare. L'atleta respinge le accuse: “Sono innocente, ma non ho più la forza di difendermi”
Secondo quanto comunicato dalle autorità antidoping tedesche, nelle analisi sarebbe stata rilevata la presenza di eritropoietina (Epo), la sostanza già al centro della prima squalifica che colpì Schwazer nel 2012 alla vigilia delle Olimpiadi di Londra.
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La positività sarebbe emersa a seguito dei controlli effettuati dopo i Campionati tedeschi di maratona di marcia disputati nell'area di Francoforte alla fine di aprile. In quell'occasione Schwazer aveva ottenuto una prestazione di altissimo livello, completando la prova in poco più di tre ore e facendo registrare il miglior tempo europeo dell'anno.Il risultato aveva rilanciato le ambizioni sportive del quarantunenne atleta, tornato alle competizioni dopo aver scontato gli otto anni di squalifica derivanti dalla controversa vicenda del 2016.
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Schwazer ha reagito immediatamente alle accuse respingendo ogni addebito. Durante una conferenza stampa convocata poche ore dopo la diffusione della notizia, l'ex campione olimpico ha ribadito la propria estraneità ai fatti.“Sono innocente”, ha dichiarato il marciatore, aggiungendo però di sentirsi profondamente provato da una vicenda che riporta alla mente le battaglie giudiziarie e sportive degli ultimi anni. Secondo alcune ricostruzioni, l'atleta avrebbe affermato di non avere più la forza di affrontare un nuovo lungo confronto con il sistema antidoping internazionale.
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La notizia assume un significato particolare perché arriva dopo una delle vicende più controverse dello sport italiano. Nel 2016 Schwazer fu squalificato per otto anni dopo una seconda positività. Negli anni successivi il caso ha dato origine a un lungo contenzioso giudiziario, culminato nel 2021 con l'archiviazione da parte del Tribunale di Bolzano di un procedimento penale per frode sportiva, con i giudici che parlarono di possibili anomalie nella gestione dei campioni biologici.Nonostante quelle conclusioni in sede penale, le autorità sportive internazionali hanno sempre mantenuto valida la squalifica, confermata anche dal Tribunale Arbitrale dello Sport.
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Se la positività dovesse essere confermata anche nelle successive fasi del procedimento, per Schwazer si tratterebbe della terza contestazione antidoping della carriera. Un epilogo che rischierebbe di compromettere definitivamente il tentativo di rilancio sportivo avviato dopo il termine della lunga squalifica conclusa nel 2024.Negli ultimi mesi il marciatore era tornato a gareggiare ottenendo risultati di rilievo e alimentando un acceso dibattito tra chi vedeva nel suo ritorno una seconda possibilità e chi continuava a considerare il suo passato incompatibile con un pieno reinserimento nel mondo dell'atletica.
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La sospensione annunciata dalla NADA rappresenta per il momento un provvedimento cautelare. Nelle prossime settimane verranno effettuate ulteriori verifiche e l'atleta avrà la possibilità di presentare le proprie controdeduzioni.Resta però l'impatto di una notizia che scuote nuovamente l'atletica italiana. A distanza di quasi vent'anni dall'oro olimpico di Pechino e dopo una lunga battaglia per ricostruire la propria immagine sportiva, Alex Schwazer si trova ancora una volta al centro di una vicenda destinata a dividere opinione pubblica e mondo dello sport.
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