Dietro una delle più grandi storie di successo dell'imprenditoria italiana si nasconde un fallimento. Prima di costruire Bending Spoons, la società che oggi conquista Wall Street e punta a diventare una delle principali aziende tecnologiche europee, i suoi fondatori hanno dovuto fare i conti con una startup che non è mai decollata. Da quell'insuccesso, però, è nato un modello di business che ha trasformato un piccolo gruppo di ingegneri in miliardari e portato l'azienda a quotarsi al Nasdaq con una valutazione che sfiora i 20 miliardi di dollari.
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La storia inizia nel 2010, quando Luca Ferrari, Francesco Patarnello e Matteo Danieli, appena laureati in ingegneria, decidono di fondare una startup chiamata Evertale.
L'idea è innovativa: sviluppare un'applicazione basata sull'intelligenza artificiale capace di creare automaticamente un diario digitale delle attività degli utenti. Il progetto convince gli investitori e riesce a raccogliere circa un milione di dollari, ma il mercato non risponde come sperato. Dopo tre anni di tentativi, il verdetto è impietoso: ricavi praticamente inesistenti, liquidità in rapido esaurimento e un modello di business che non funziona. Lo stesso Luca Ferrari definirà in seguito Evertale un "fallimento".
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Invece di arrendersi, i fondatori decidono di ripartire.
Con appena 40 mila dollari rimasti in cassa e l'ingresso di Luca Querella e Tomasz Greber, nel 2013 nasce Bending Spoons. Il nome è ispirato a una celebre scena del film Matrix, nella quale un bambino piega un cucchiaio con la forza del pensiero, simbolo della capacità di superare quelli che sembrano limiti invalicabili.
L'esperienza del primo fallimento cambia radicalmente l'approccio dei fondatori. Da quel momento ogni decisione viene presa sulla base dei dati, della disciplina finanziaria e dell'efficienza operativa.
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Inizialmente Bending Spoons sviluppa applicazioni per smartphone, ottenendo buoni risultati con prodotti come Remini, Splice e 30 Day Fitness.
La vera svolta, però, arriva quando l'azienda cambia strategia: invece di creare continuamente nuovi prodotti, decide di acquistare piattaforme digitali già affermate ma in difficoltà, migliorarne tecnologia e redditività e reinvestire i profitti in nuove acquisizioni. È un modello che molti osservatori definiscono una sorta di "private equity del software".
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Negli ultimi anni Bending Spoons ha costruito un portafoglio sempre più ricco.
Tra le operazioni più importanti figurano le acquisizioni di Evernote, Meetup, WeTransfer, Issuu, Brightcove, Komoot, Vimeo, Eventbrite e persino AOL, marchi storici della tecnologia internazionale che la società milanese punta a rilanciare attraverso una profonda riorganizzazione.
Il metodo adottato è sempre lo stesso: razionalizzazione dei costi, investimenti sull'ingegneria del software, utilizzo intensivo dell'intelligenza artificiale e revisione delle strategie commerciali. Un approccio che ha garantito una crescita molto rapida, ma che ha anche suscitato critiche per i consistenti tagli al personale successivi ad alcune acquisizioni.
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Il percorso di crescita ha raggiunto il suo momento simbolico con la quotazione al Nasdaq, uno dei principali mercati azionari dedicati alle società tecnologiche.
L'offerta pubblica iniziale ha raccolto miliardi di dollari e ha attribuito a Bending Spoons una valutazione vicina ai 20 miliardi di dollari, consacrando i fondatori tra gli imprenditori italiani più ricchi nel settore tecnologico. Per molti analisti rappresenta una delle più importanti IPO europee degli ultimi anni.
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Nel prospetto informativo depositato per la quotazione, Luca Ferrari racconta apertamente come proprio il fallimento di Evertale abbia rappresentato il momento decisivo della loro crescita imprenditoriale.
Da quell'esperienza sono nate alcune regole che ancora oggi guidano l'azienda: affrontare rapidamente gli errori, prendere decisioni basate sui numeri, puntare sull'eccellenza dei talenti e costruire un'organizzazione capace di migliorare continuamente. Un approccio che ha permesso alla società di passare da pochi dipendenti a una delle realtà tecnologiche più influenti d'Europa.
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La storia di Bending Spoons dimostra come un fallimento possa trasformarsi nel punto di partenza di un successo globale.
Quella che nel 2013 sembrava una startup con poche possibilità di sopravvivere è diventata, in poco più di un decennio, una delle aziende italiane più conosciute nel mondo della tecnologia. Un percorso costruito non evitando gli errori, ma imparando da essi e trasformandoli nel motore di una crescita che oggi porta il marchio italiano fino a Wall Street.
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