Caos al Consiglio europeo: niente aria condizionata per i dipendenti, ma gli uffici di von der Leyen restano al fresco

di

Carlo Longo

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Caos al Consiglio europeo: niente aria condizionata per i dipendenti, ma gli uffici di von der Leyen restano al fresco

Caos al Consiglio europeo: niente aria condizionata per i dipendenti, ma gli uffici di von der Leyen restano al fresco

Link to Polemiche al Consiglio europeo di Bruxelles durante l'ondata di caldo. L'aria condizionata è stata spenta nei piani occupati dai dipendenti della Commissione, mentre gli uffici dei commissari europei, compreso quello di Ursula von der Leyen, sono rimasti climatizzatiPolemiche al Consiglio europeo di Bruxelles durante l'ondata di caldo. L'aria condizionata è stata spenta nei piani occupati dai dipendenti della Commissione, mentre gli uffici dei commissari europei, compreso quello di Ursula von der Leyen, sono rimasti climatizzati

consiglio ueL'ondata di caldo che sta colpendo il Belgio ha provocato un caso politico nel cuore delle istituzioni europee. Nella sede della Commissione europea, il Palazzo Berlaymont di Bruxelles, l'impianto di climatizzazione è stato infatti disattivato nei primi sette piani dell'edificio, lasciando migliaia di dipendenti a lavorare con temperature elevate. Diversa la situazione ai piani superiori, dove si trovano gli uffici dei commissari europei e della presidente Ursula von der Leyen, rimasti invece regolarmente climatizzati.

L'episodio è avvenuto proprio mentre a Bruxelles si svolgevano le riunioni del Consiglio europeo, con i leader dei Ventisette impegnati nei principali dossier internazionali e nelle strategie comuni dell'Unione.

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Secondo quanto riferito dalla Commissione europea, la decisione è stata presa dopo un guasto al sistema di raffreddamento, aggravato dall'elevata richiesta di energia dovuta alle temperature eccezionali registrate in questi giorni.

Per evitare il blocco completo dell'impianto, i tecnici hanno deciso di mantenere attiva la climatizzazione soltanto negli ultimi sei piani del Berlaymont, dove hanno sede gli uffici dei 27 commissari europei e quello della presidente della Commissione, situato al tredicesimo piano.

Nei livelli inferiori, invece, l'aria condizionata è stata completamente spenta per diverse ore, costringendo il personale a lavorare in condizioni particolarmente difficili.

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La scelta ha provocato un'immediata reazione tra i funzionari europei.

Alcuni dipendenti, citati dalla stampa internazionale, hanno definito la situazione "una vergogna" e hanno parlato di una gestione "feudale" dell'emergenza, sottolineando come i disagi abbiano riguardato soltanto il personale amministrativo mentre gli uffici dei vertici della Commissione continuavano a beneficiare della climatizzazione.

Le proteste si sono rapidamente diffuse anche sui social network, dove numerosi utenti hanno criticato quella che è stata definita una disparità di trattamento all'interno dello stesso edificio.

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La vicenda assume un significato particolare perché arriva pochi giorni dopo che la Commissione europea aveva diffuso ai propri dipendenti alcune raccomandazioni per affrontare l'ondata di calore.

Tra i consigli figuravano l'inizio anticipato dell'orario di lavoro, una costante idratazione e la limitazione delle attività all'aperto nelle ore più calde della giornata. Indicazioni che non sono bastate a evitare il malcontento una volta interrotta la climatizzazione nei piani inferiori dell'edificio.

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L'episodio ha rapidamente assunto anche una dimensione politica.

Diversi commentatori hanno evidenziato il contrasto tra le politiche europee in materia di efficienza energetica e la gestione dell'emergenza all'interno del principale edificio della Commissione. Al centro delle critiche non vi è tanto il guasto tecnico quanto la scelta di mantenere il raffrescamento soltanto nelle aree riservate ai vertici istituzionali.

Per il momento la Commissione non ha commentato nel dettaglio le accuse di disparità di trattamento, limitandosi a spiegare che la riduzione della climatizzazione è stata una misura tecnica necessaria per garantire il funzionamento dell'impianto.

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L'episodio dimostra come le temperature record che stanno interessando gran parte dell'Europa stiano creando difficoltà anche all'interno delle principali istituzioni comunitarie.

Mentre i leader europei discutono di sicurezza, competitività e transizione energetica, il caso del Berlaymont ha finito per trasformarsi in un simbolo delle difficoltà pratiche legate alle ondate di calore sempre più frequenti. Una vicenda che, almeno per una giornata, ha spostato l'attenzione dalle grandi questioni geopolitiche a un problema molto più concreto: quello di lavorare senza aria condizionata nel pieno dell'estate europea.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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