Link to Il decreto nasce in un clima già teso, ulteriormente alimentato dai fatti di Torino. Ospite a Dritto e rovescio, Meloni ha espresso «indignazione» per la scarcerazione di tre fermati dopo il corteo violento.Durissimo il giudizioIl decreto nasce in un clima già teso, ulteriormente alimentato dai fatti di Torino. Ospite a Dritto e rovescio, Meloni ha espresso «indignazione» per la scarcerazione di tre fermati dopo il corteo violento.Durissimo il giudizio
Il Consiglio dei ministri del 5 febbraio ha messo la sicurezza al centro dell’iniziativa di governo, con Giorgia Meloni che se ne è assunta la paternità politica e narrativa. Da Palazzo Chigi ha preso forma un decreto-legge di 33 articoli affiancato da un disegno di legge di 29 che l’esecutivo ha presentato come un passaggio organico della propria azione, non come risposta emergenziale.«Non sono misure spot, ma un ulteriore tassello della strategia che questo governo porta avanti fin dal suo insediamento — ha scritto la premier sui social — Uno Stato che non gira la testa dall’altra parte, che difende chi ci difende e che restituisce sicurezza e libertà ai cittadini».
Parole che delineano con nettezza l’asse politico del provvedimento: rafforzamento dell’ordine pubblico, tutela delle forze dell’ordine, prevenzione della violenza — soprattutto giovanile — e riaffermazione della presenza dello Stato nei contesti più esposti al degrado e alla conflittualità urbana.
Tra le misure più rilevanti: Stretta sul porto di coltelli e armi improprie, con ampliamento degli oggetti vietati e pene più severe. Divieto di vendita ai minori, anche online, di strumenti da punta e taglio.Sanzioni ai genitori di minori trovati con armi abusive. Perquisizioni immediate sul posto da parte delle forze di polizia. E il cosiddetto fermo preventivo: accompagnamento in questura fino a 12 ore durante manifestazioni considerate a rischio, in presenza di elementi concreti di pericolosità. Uno strumento pensato per disinnescare violenze prima che esplodano.
Si amplia anche l’arresto in flagranza differita, possibile entro 48 ore grazie a prove video-fotografiche, esteso a nuovi reati commessi nelle manifestazioni o contro categorie sensibili come docenti e personale ferroviario. Altro capitolo politicamente centrale: la tutela giudiziaria di forze dell’ordine e cittadini in presenza di cause di giustificazione — dalla legittima difesa all’adempimento del dovere.
In questi casi, se la causa appare evidente, il pubblico ministero potrà evitare l’iscrizione immediata nel registro degli indagati, avviando verifiche preliminari. Lo Stato anticiperà inoltre le spese legali per il personale in divisa. «Ma non chiamatelo scudo penale — ha precisato il ministro della Giustizia Carlo Nordio — Non c’è nessuna impunità per nessuno».
Il decreto nasce in un clima già teso, ulteriormente alimentato dai fatti di Torino. Ospite a Dritto e rovescio, Meloni ha espresso «indignazione» per la scarcerazione di tre fermati dopo il corteo violento.Durissimo il giudizio: «Questa non è gente che vuole manifestare le proprie idee, sono strutture organizzate per fare male: avevano catapulte, jammer, chiodi nelle bombe carta». La premier ha parlato apertamente di «doppiopesismo» ricordando il caso dell’agente che a Rogoredo sparò a uno spacciatore armato — poi risultato con pistola a salve — finendo indagato per omicidio volontario, mentre per i violenti di Torino non è stato contestato il tentato omicidio.«Se c’è un pezzo della filiera che si ferma — ha concluso — diventa tutto inutile».Dichiarazioni che riaprono il fronte politico con una parte della magistratura.
Alla vigilia dell'approvazione del decreto non era mancato il richiamo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella al rispetto dei profili costituzionali. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha parlato di «interlocuzione molto proficua» con il Quirinale, ribadendo che il fermo preventivo «non è una misura liberticida». Il decreto entrerà in vigore subito dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale — con norme già applicabili anche in vista degli eventi di Milano-Cortina. Nordio ha collegato il provvedimento alla prevenzione di derive violente ricordando le proprie inchieste sul terrorismo degli anni Settanta: «Fenomeni nati anche da insufficiente attenzione dello Stato».
l centrodestra rivendica compattezza. Matteo Salvini parla di «dalle parole ai fatti», pur rilanciando la proposta leghista della cauzione per gli organizzatori dei cortei. Antonio Tajani assicura il rispetto della Costituzione, mentre Maurizio Lupi definisce il pacchetto «efficace ed equilibrato». Di segno opposto le reazioni delle opposizioni: Giuseppe Conte accusa il governo di voler «soffocare il dissenso»; Riccardo Magi parla di «svolta illiberale»; Angelo Bonelli denuncia un «vulnus al diritto di manifestare»; il Pd attacca definendo il decreto «propaganda e paura».
Accanto al decreto sicurezza, il Governo ha approvato altri provvedimenti: Disegno di legge sul disagio giovanile: nasce una rete territoriale tra scuole, famiglie e istituzioni per prevenzione educativa e inclusione sociale.Decreto su commissari e infrastrutture: accelerazione su Ponte sullo Stretto, Gran Sasso, A24-A25, Metro C di Roma e opere Milano-Cortina. Parità salariale: recepita la direttiva UE sulla trasparenza retributiva uomo-donna. Norme europee su consumatori green e batterie. Contratti pubblici: aumenti per dirigenti sanitari e nuove misure per quelli della Presidenza del Consiglio. Esame della Relazione 2026 sui rapporti con l’UE e via libera a leggi regionali.
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