Ciad: nasce un fronte comune interconfessionale per la pace e la stabilità

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Redazione

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Ciad: nasce un fronte comune interconfessionale per la pace e la stabilità

Ciad: nasce un fronte comune interconfessionale per la pace e la stabilità

Link to Storico accordo a N'Djamena tra leader musulmani, cattolici ed evangelici. Con il sostegno del governo, la nuova piattaforma interreligiosa punta a disinnescare i conflitti e a rafforzare la coesione sociale in un Paese stremato da povertà, terrorismo e cambiamenti climatici.Storico accordo a N'Djamena tra leader musulmani, cattolici ed evangelici. Con il sostegno del governo, la nuova piattaforma interreligiosa punta a disinnescare i conflitti e a rafforzare la coesione sociale in un Paese stremato da povertà, terrorismo e cambiamenti climatici.

 

Il Ciad si trova da anni al centro di una tempesta perfetta. Privo di sbocchi sul mare e geograficamente isolato, il Paese africano è intrappolato in una drammatica crisi umanitaria. A una povertà diffusa — dove l'agricoltura di sussistenza è minacciata dall'avanzata del deserto e dal prosciugamento del Lago Ciad — si aggiunge la pressione di oltre un milione di rifugiati (soprattutto dal Sudan) e un'insicurezza alimentare che stringe nella morsa della fame 3,5 milioni di persone. In questo contesto già fragile, i cambiamenti climatici esasperano i conflitti interni tra pastori nomadi e agricoltori stanziali per il controllo delle terre fertili, con il rischio costante che le tensioni socio-economiche sfocino in scontri identitari e religiosi. Sullo sfondo resta poi la minaccia esterna del terrorismo jihadista di Boko Haram e ISWAP nel bacino del Lago Ciad, che ha più volte suscitato la profonda preoccupazione e gli appelli alla pace di Papa Leone XIV. Proprio per rispondere a queste sfide e impedire la strumentalizzazione politica delle religioni, il 25 giugno  la capitale N'Djamena è stata teatro di una svolta istituzionale storica. I leader delle tre principali fedi del Paese hanno firmato lo statuto e il regolamento interno della nuova piattaforma interconfessionale per la pace:CNAIT: Consiglio nazionale per gli affari islamici del Ciad (comunità musulmana sunnita, storicamente maggioritaria al nord). CET: Conferenza Episcopale del Ciad (comunità cattolica).EEMET: Alleanza delle Chiese e delle Missioni Evangeliche del Ciad (comunità protestante).

"Continueremo a lavorare affinché tutti possano contribuire allo sviluppo umano e al raggiungimento del nostro obiettivo condiviso, ovvero costruire un Ciad unito, prospero e proiettato verso il futuro." — Mons. Edmond Djitangar Goetbé, arcivescovo di N'Djamena La cerimonia, presieduta dal vice primo ministro Limane Mahamat, ha sancito il passaggio da un semplice patto formale a un organismo legalmente riconosciuto. Lo Stato ciadiano garantirà alla piattaforma il sostegno previsto dalla legge, offrendo ai leader religiosi gli strumenti normativi per coordinare prevenzione dei conflitti, mediazione e promozione dello sviluppo.

L'accordo introduce e valorizza il concetto di "laicità collaborativa". Come spiegato da Tao Élysée (segretario dell'EEMET), non si tratta di annullare le differenze dogmatiche, ma di riconoscere il valore sociale e pacificatore della spiritualità all'interno di uno Stato laico. L'obiettivo comune, ribadito anche dallo sceicco Abdadayim Abdallah Ousman (CNAIT), è ricordare ai cittadini che l'identità nazionale viene prima delle divisioni: "Siamo innanzitutto ciadiani, chiamati a vivere insieme".

In una regione presidiata dalle armi, questo fronte comune rappresenta un baluardo sociale indispensabile: la stabilità del Ciad passa inevitabilmente dalla tenuta della convivenza quotidiana.

 

 

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