Link to All'ordine del giorno ci sono innanzitutto i conflitti in Ucraina e Medio Oriente, poi il tema delle migrazioni, la competitività dell’Unione europea, il semestre europeo con l’approvazione delle raccomandazioni specifiche per Paese, i cambiamenti climaticiAll'ordine del giorno ci sono innanzitutto i conflitti in Ucraina e Medio Oriente, poi il tema delle migrazioni, la competitività dell’Unione europea, il semestre europeo con l’approvazione delle raccomandazioni specifiche per Paese, i cambiamenti climatici
I leader dell'UE si riuniscono a Bruxelles per i lavori del Consiglio europeo. Diversi i temi presenti sul tavolo di discussione: Ucraina, Medio Oriente, competitività, migrazione e affari esteri. Alla riunione straordinaria partecipa anche il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che presenterà il 'Piano della Vittoria'. La riunione è stata preceduta ieri dal primo vertice Ue-Consiglio di cooperazione del Golfo nel corso del quale i leader hanno trovato un'inedita intesa politica su una dichiarazione congiunta finale che contiene riferimenti chiari alla Russia e all'Iran.
I temi del Consiglio europeo
Sul tavolo della riunione in programma oggi e domani ci sono innanzitutto i conflitti in Ucraina e Medio Oriente, poi il tema delle migrazioni, la competitività dell’Unione europea, il semestre europeo con l’approvazione delle raccomandazioni specifiche per Paese, i cambiamenti climatici, in vista delle conferenze di Cali e Baku, e alcune questioni specifiche di politica estera. Tra cui gli sviluppi delle situazioni in Georgia, Moldova, Venezuela e Sudan.
"Per noi la Nato è un ombrello di sicurezza, è l'unica speranza. Se i partner non rispetteranno le promesse per noi sarà molto difficile nei confronti della Russia", ha detto Zelensky in conferenza stampa dopo il confronto con i leader a Bruxelles. Poi ha aggiunto: "La maggioranza dei leader Ue ha espresso pieno supporto al piano di pace e sono contento che abbiamo una strada chiara davanti. Sono molto grato a tutti per il sostegno al nostro percorso verso l'Ue: ci hanno supportato con aiuti finanziari e militari sin dall'inizio della guerra". E rispondendo a una domanda ha ribadito: "Non aggiungerò altro sul colloquio che ho avuto con Trump rispetto a quanto già detto, quel colloquio era tra me e lui. Abbiamo parlato della Nato, io gli ho presentato le mie argomentazioni" per l'ingresso dell'Ucraina "e lui ha detto che era d'accordo. Significa quel che significa". Il cancelliere tedesco Olaf Scholz invece non ha risposto "né sì né no" alla possibilità di invitare l'Ucraina nella Nato, "ci stiamo lavorando".
Le armi a lungo raggio
Per quanto riguarda invece le armi a lungo raggio, Zelensky ha dichiarato: "La Germania non ce le ha mai date e quindi devo fare un passo indietro. Io rispetto le sue opinioni - ha aggiunto - e può scegliere se darcele o no, ma non può raccomandare se attaccare o no perché non ce le ha date. Io credo che ci possa dare le armi e non dare il permesso, dimostrando la volontà di sostegno al piano per la vittoria". L'autorizzazione, in questo scenario, arriverebbe in un secondo momento, "quando la Russia dirà se è pronta a fermare la guerra o no".
Zelensky: "Mosca prepara 10mila nordcoreani per la guerra"
"Dalle informazioni di intelligence ci risulta che" la Russia "stia preparando 10mila soldati dalla Corea del Nord, di diversi reparti, per mandarli a combattere. Sarebbe il primo passo verso una guerra mondiale", ha detto ancora Zelensky. "A causa delle gravi perdite e della difficoltà nella coscrizione, Mosca sta cercando di coinvolgere altri in questa guerra".
Zelensky: "Fare presto sui 50 miliardi, servono per i droni"
Qualche ora prima di arrivare al vertice di oggi a Bruxelles, Zelensky aveva sottolineato come sia imperativo che i leader dell'Ue decidano in fretta sul prestito da 50 miliardi concordato in ambito G7 perché le risorse servono per costruire i droni con cui l'Ucraina combatte la sua guerra. "Il momento è adesso, spero che nessuno blocchi questa iniziativa, ne abbiamo bisogno il prima possibile", aveva aggiunto, specificando che il "piano per la vittoria" serve per "rafforzare l'Ucraina" anche dal punto di vista "diplomatico".
Scholz: "Hub rimpatrio? Per noi non sono la soluzione"
Interpellato sul tema dei centri di rimpatrio dei migranti e sul modello del protocollo Italia-Albania, il cancelliere tedesco Olaf Scholz al suo arrivo al Consiglio europeo ha replicato: "Concetti" che possono assorbire "pochissime piccole gocce, se si guardano i numeri, non sono realmente la soluzione per un Paese grande come la Germania". L'Ue, ha sottolineato, ha bisogno di "espulsioni conformi al diritto europeo". "È ora che il sistema comune europeo di asilo venga attuato più rapidamente. Se facciamo progressi in termini di efficienza, ad esempio per quanto riguarda la direttiva sui rimpatri, e se tutti noi osserviamo insieme le regole che abbiamo, faremo molti passi in avanti", ha aggiunto il cancelliere, indicando l'intenzione di voler sottolineare "con forza" questi punti al tavolo del Consiglio europeo con gli altri leader.
Il vertice Ue-Consiglio di cooperazione del Golfo
Arrivati al tavolo dell'Europa Building con priorità e posizioni diverse - la condanna alla Russia in cima all'agenda Ue, il conflitto in Medio Oriente il focus per i Paesi arabi - i leader sono riusciti ad arrivare a un testo di compromesso. Sul fronte della guerra in Ucraina in primis."L'aggressione della Russia qui in Europa è molto sentita", ha scandito Ursula von der Leyen facendo leva sul "concetto di sovranità" importante anche per gli sceicchi, in cambio di un sostegno incondizionato per mettere Vladimir Putin all'angolo, impossibile però da ottenere. Alla fine, dopo una lunga opposizione al riferimento su Mosca, il cenno c'è stato: Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi hanno sostenuto la risoluzione dell'Assemblea generale dell'Onu che condanna l'aggressione russa a Kiev, richiamando anche a "una pace globale, giusta e duratura in Ucraina" da raggiungere "il prima possibile".
Intesa anche sul Medio Oriente
L'intesa è arrivata anche sul Medio Oriente, con entrambe le parti impegnate a ribadire con forza la necessità di un cessate il fuoco e a lanciare ripetuti appelli per una soluzione a due Stati come strada maestra per la pace. Forte il richiamo dei Paesi del Golfo - trascinato dall'emiro qatariota Al Thani - a "uno sforzo collettivo" per "creare uno Stato palestinese" lungo le linee del 1967. La condanna delle operazioni militari di Israele a Gaza e in Libano - e degli attacchi all'Unifil - sono state nette. Decise però anche le richieste nei confronti dell'Iran a cui è stato chiesto di "impegnarsi" alla de-escalation astenendosi da possibili nuovi attacchi missilistici e rispettando "gli obblighi" sul nucleare
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
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