Da Roma a Milano, una nuova giornata di mobilitazione per Gaza. I manifestanti chiedono aiuti umanitari, il ritiro dell'esercito israeliano e sanzioni contro Israele. A Torino tensioni con la polizia e fantocci di Trump e Netanyahu dati alle fiamme. Polemiche per gli slogan che celebrano il 7 ottobre.
La Palestina torna al centro delle piazze italiane. Sabato 10 ottobre migliaia di persone hanno partecipato a cortei e presìdi organizzati in oltre cinquanta città per chiedere la fine delle operazioni militari israeliane a Gaza, l'ingresso degli aiuti umanitari e una maggiore pressione internazionale sul governo di Benjamin Netanyahu.
La mobilitazione, promossa dalle principali associazioni palestinesi presenti in Italia, ha attraversato il Paese da nord a sud. A Roma i manifestanti hanno sfilato dal Colosseo fino all'università La Sapienza, a Milano hanno attraversato il centro, mentre a Napoli è arrivata anche l'attivista svedese Greta Thunberg.
Una giornata segnata soprattutto da manifestazioni pacifiche, ma non priva di episodi controversi. A Torino si sono verificati momenti di tensione tra manifestanti e forze dell'ordine. In diverse città, inoltre, alcuni striscioni hanno celebrato il 7 ottobre 2023, il giorno degli attacchi di Hamas contro Israele, riaccendendo il confronto politico sul confine tra solidarietà alla popolazione palestinese e giustificazione della violenza.
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L'iniziativa è stata promossa dal Movimento degli Studenti Palestinesi, dai Giovani Palestinesi d'Italia, dall'Associazione dei Palestinesi in Italia e dall'Unione Democratica Arabo-Palestinese.
All'appello hanno risposto collettivi universitari, associazioni, organizzazioni sindacali e diverse realtà politiche, tra cui Potere al Popolo e alcune articolazioni territoriali del Movimento 5 Stelle.
La manifestazione è stata organizzata intorno a una piattaforma di richieste che comprende la cessazione delle operazioni militari israeliane, la fine dell'occupazione, lo sblocco degli aiuti umanitari e l'adozione di sanzioni economiche e diplomatiche contro Israele.
Gli organizzatori sostengono che, nonostante il progressivo ridimensionamento dell'attenzione mediatica, la situazione della popolazione palestinese continui a richiedere una mobilitazione internazionale.
Non si tratta soltanto di chiedere la fine dei combattimenti. La protesta punta anche a modificare le relazioni politiche ed economiche tra i governi europei e Israele, attraverso misure di pressione che i promotori considerano necessarie per ottenere risultati concreti.
Link to Roma, il corteo dal Colosseo alla SapienzaRoma, il corteo dal Colosseo alla Sapienza
Nella Capitale alcune migliaia di persone hanno attraversato il centro storico, partendo dal Colosseo nel pomeriggio, dopo un breve ritardo causato dalla pioggia.
La destinazione era piazzale Aldo Moro, davanti all'università La Sapienza, uno dei luoghi che negli ultimi anni hanno ospitato iniziative studentesche e proteste legate al conflitto israelo-palestinese.
In testa alla manifestazione uno striscione che collegava la fine del genocidio, denunciato dai promotori, alla fine del sionismo. Poco più indietro è comparsa anche la scritta «7 ottobre giornata della Resistenza».
Tra le bandiere palestinesi sono state segnalate alcune bandiere di Hezbollah, organizzazione politico-militare libanese designata terroristica, nella sua componente militare, dall'Unione europea.
A spiegare le ragioni della manifestazione è stata Maya Issa, rappresentante del Movimento degli Studenti Palestinesi in Italia.
Secondo Issa, l'obiettivo è riportare l'attenzione pubblica sulla Palestina e chiedere che anche nei confronti di Israele vengano adottate sanzioni internazionali, analogamente a quanto avvenuto nei confronti della Russia.
Il corteo romano ha quindi assunto un carattere sia umanitario sia politico, con richieste rivolte direttamente al governo italiano e alle istituzioni europee.
Link to Torino, tensioni con la polizia e fantocci bruciatiTorino, tensioni con la polizia e fantocci bruciati
Gli episodi più significativi sul fronte dell'ordine pubblico si sono verificati a Torino.
La manifestazione, organizzata dal coordinamento cittadino Torino per Gaza, ha raccolto diverse migliaia di partecipanti e l'adesione di oltre sessanta realtà tra movimenti, sindacati, associazioni e forze politiche.
Il momento di maggiore tensione si è verificato quando una parte del corteo ha tentato di avvicinarsi a piazza Castello, incontrando il cordone delle forze dell'ordine.
Sono seguiti contatti fisici, spinte e colpi tra alcuni manifestanti e gli agenti. La polizia ha effettuato interventi con i manganelli, prima che la situazione tornasse progressivamente sotto controllo e fosse consentito l'accesso parziale alla piazza.
Al termine della manifestazione sono stati incendiati due fantocci raffiguranti Donald Trump e Benjamin Netanyahu.
L'episodio ha suscitato critiche politiche, anche per la presenza di messaggi che esprimevano sostegno alla giornata del 7 ottobre.
La consigliera regionale piemontese di Fratelli d'Italia Alessandra Binzoni ha condannato gli slogan, accusando alcuni partecipanti di giustificare il terrorismo.
Gli organizzatori, da parte loro, hanno ribadito la natura politica della mobilitazione e la volontà di continuare a manifestare a sostegno della popolazione palestinese.
Link to Milano, in piazza la richiesta di interrompere gli accordi con IsraeleMilano, in piazza la richiesta di interrompere gli accordi con Israele
A Milano il corteo è partito da piazza della Repubblica per raggiungere piazza San Babila.
La manifestazione, promossa dai Giovani Palestinesi di Milano, ha visto la partecipazione di centinaia di persone, con la presenza di rappresentanti di associazioni, collettivi studenteschi, sindacati e forze politiche.
Tra le richieste principali figurano l'interruzione degli accordi con Israele, l'embargo e la fine dell'occupazione dei territori palestinesi.
Ad aprire il corteo uno striscione con lo slogan inglese From the river to the sea, Palestine will be free, accompagnato da messaggi contro la guerra e il sionismo.
Anche nel capoluogo lombardo sono comparsi cartelli controversi. Uno di questi accostava il 7 ottobre alla Liberazione italiana del 25 aprile, utilizzando inoltre espressioni violente contro fascisti e sionisti.
La presenza di questi messaggi ha alimentato le critiche verso una parte della manifestazione, pur senza rappresentare necessariamente le posizioni di tutti i partecipanti.
Link to Greta Thunberg al corteo di NapoliGreta Thunberg al corteo di Napoli
A Napoli, tra i partecipanti alla mobilitazione, è arrivata anche Greta Thunberg.
L'attivista svedese, conosciuta inizialmente per le proteste contro il cambiamento climatico e successivamente impegnata anche nelle iniziative internazionali per Gaza, ha raggiunto il corteo nell'area della stazione ferroviaria.
La sua presenza ha attirato l'attenzione di manifestanti e giornalisti.
Nel corso di una conferenza stampa, Thunberg ha rivolto un messaggio ai giovani, invitandoli a trasformare la rabbia e l'insoddisfazione in partecipazione e iniziativa politica.
La partecipazione dell'attivista ha dato alla manifestazione napoletana una visibilità che ha superato i confini locali, collegando le proteste italiane alle mobilitazioni internazionali per la Palestina.
Link to Bologna, studenti e associazioni in piazzaBologna, studenti e associazioni in piazza
Anche Bologna ha partecipato alla giornata nazionale.
Collettivi studenteschi e associazioni hanno raggiunto piazza Nettuno, esponendo bandiere palestinesi e cartelli contro la guerra.
Tra gli slogan scanditi durante la manifestazione anche messaggi contrari al riarmo e al coinvolgimento dei giovani nei conflitti.
La protesta bolognese ha dunque intrecciato la solidarietà alla popolazione palestinese con una contestazione più ampia delle politiche militari e degli investimenti nella difesa.
Il corteo si è inserito in una giornata che ha visto iniziative analoghe anche in altre città, tra cui Palermo, confermando una mobilitazione diffusa sul territorio nazionale.
Link to Le polemiche sugli slogan del 7 ottobreLe polemiche sugli slogan del 7 ottobre
Uno degli aspetti più discussi della giornata riguarda gli striscioni che hanno presentato gli attacchi del 7 ottobre 2023 come un atto di resistenza.
Quel giorno Hamas e altri gruppi armati palestinesi attaccarono il territorio israeliano, uccidendo circa 1.200 persone e sequestrandone oltre 250, secondo i dati israeliani.
Le vittime comprendevano numerosi civili. Le violenze e la presa di ostaggi sono state oggetto di indagini internazionali per possibili crimini di guerra e contro l'umanità.
È su questo punto che si concentra una parte delle contestazioni politiche alle manifestazioni del 10 ottobre.
La richiesta di proteggere i civili palestinesi e garantire l'accesso agli aiuti umanitari è distinta dall'approvazione degli attacchi contro civili israeliani. Alcuni messaggi comparsi nei cortei hanno invece sovrapposto i due piani, suscitando reazioni critiche.
Il tema pone una questione più ampia per le mobilitazioni: come mantenere al centro la tutela dei diritti della popolazione palestinese senza legittimare violenze contro i civili, indipendentemente da chi le abbia commesse.
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La nuova giornata di proteste arriva a tre anni dall'inizio della guerra a Gaza, scatenata dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023 e la successiva offensiva israeliana.
Il conflitto ha provocato un numero elevatissimo di vittime palestinesi, distruzioni diffuse e una crisi umanitaria che ha coinvolto la popolazione civile della Striscia.
Le operazioni militari israeliane e le restrizioni all'ingresso degli aiuti sono state al centro di ripetute denunce da parte di organizzazioni umanitarie e organismi delle Nazioni Unite.
Israele sostiene di agire per contrastare Hamas e difendere la propria sicurezza, respingendo le accuse di genocidio. Diversi organismi internazionali hanno invece denunciato gravi violazioni del diritto internazionale, mentre procedimenti giudiziari relativi al conflitto restano oggetto di esame.
È in questo contesto che si inseriscono i cortei italiani.
Per gli organizzatori, le iniziative diplomatiche e le dichiarazioni dei governi non sono sufficienti senza misure concrete per fermare le violenze e garantire la protezione della popolazione.
Le manifestazioni del 10 ottobre mostrano che la questione palestinese continua a mobilitare una parte della società italiana, dalle università alle associazioni, dai sindacati alle organizzazioni politiche.
Una partecipazione ampia, attraversata però anche da contraddizioni e polemiche, soprattutto quando la denuncia delle violenze a Gaza si accompagna a messaggi che giustificano quelle del 7 ottobre.
La giornata si chiude così con due elementi distinti: migliaia di cittadini che chiedono la fine della guerra e maggiori tutele per i palestinesi, e una discussione politica sugli slogan e sugli episodi che hanno segnato alcune delle manifestazioni.
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