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Sono ancora nella fase di studio i negoziati tra i socialisti e il Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron. Nell'incontro di oggi a mezzogiorno all'Eliseo, il segretario del Partito socialista Olivier Faure si è mostrato aperto verso un "congelamento" della riforma delle pensioni e non più un'abrogazione.
Le richieste dei socialisti
Fermo restando l’apertura al dialogo anche su altri punti, c'è una richiesta ferma: un primo ministro socialista. La risposta dell'Eliseo, però, è altrettanto perentoria: "Niente premier fin quando i socialisti non romperanno con il Nuovo Fronte Popolare". Nella serata di ieri Macron aveva parlato alla nazione dicendosi determinato a restare all'Eliseo fino alla fine del mandato presidenziale, ovvero nel 2027. Il presidente aveva anche fatto sapere di essere pronto a schierare un "governo di interesse generale" e "una legge speciale" per prorogare la finanziaria 2024.
La legge speciale entro la metà di dicembre
Necessario "ricostruire la nazione", ha detto ieri sera il presidente francese senza mezzi termini, invitando tutti i cittadini e gli esponenti politici a "riportare saggezza ovunque ci sono rabbia e insulti", a "volere l'unità dove c'è la divisione". "Una legge speciale - ha detto Macron - sarà presentata entro metà dicembre in Parlamento. Questa legge, temporanea, consentirà, come previsto dalla Costituzione, la continuità dei servizi pubblici e la vita del Paese". Macron ha spiegato poi che questo provvedimento "applicherà per il 2025 le scelte del 2024. E conto davvero su una maggioranza che possa formarsi per adottarla in Parlamento". "L'unico calendario che mi interessa - ha ribadito - è quello della nostra nazione. Abbiamo davanti a noi 30 mesi fino al termine del mandato che voi mi avete affidato affinché il governo possa agire".
Le critiche alle opposizioni antirepubblicane
Macron ha poi criticato aspramente quelli che "non si sono rivelati all'altezza", e a chi si è alleato "per far cadere il governo Barnier". "L’estrema destra e l'estrema sinistra si sono unite in un fronte antirepubblicano", ha dichiarato suscitando l'immediata reazione di Marine Le Pen, che subito dopo la fine del discorso ha commentato: "La sfiducia non è antirepubblicana, è prevista dalla Costituzione". "So bene - ha poi aggiunto il Capo dell’Eliseo - che alcuni sono tentati di ritenermi responsabile di questa situazione. È molto più comodo, ma non mi assumo l'irresponsabilità di altri". Il Rassemblement National, ha proseguito, "ha votato una mozione di sfiducia che diceva il contrario del suo programma", preferendo "scegliere il disordine".
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
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