I rapporti diplomatici tra Israele e il Regno Unito precipitano a livelli mai toccati prima. Il governo israeliano ha disposto la chiusura del consolato generale britannico a Gerusalemme, revocandone lo status diplomatico, come ritorsione per le recenti restrizioni commerciali imposte da Londra sui prodotti provenienti dagli insediamenti nei Territori occupati. A riferirlo è il quotidiano britannico The Times.
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La decisione è stata formalizzata dal ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa'ar, che ha motivato la stretta accusando l'esecutivo laburista di alimentare una «retorica ostile basata su false accuse, tra cui quella di "pulizia etnica" ai danni dei palestinesi».In base al provvedimento, venti funzionari diplomatici britannici — compreso il console generale — dovranno cessare le proprie funzioni e lasciare Israele. La presenza diplomatica del Regno Unito nella storica sede di Gerusalemme Est verrà ridotta ai minimi termini: in via di compromesso, a un ristretto contingente di appena sette funzionari sarà concesso di operare con un «raggio d'azione estremamente limitato». «Non avremmo voluto arrivare a questo punto, ma le scelte del governo laburista ci hanno costretto», ha dichiarato Sa'ar su X.
La sede consolare gestiva storicamente i servizi per la popolazione palestinese e curava i rapporti bilaterali del Regno Unito con Gerusalemme, la Cisgiordania e la Striscia di Gaza. Da Londra, il ministro degli Esteri Ed Miliband ha annunciato che l'ufficio proseguirà comunque l'attività indipendente con la denominazione di «Missione del Regno Unito» al servizio del popolo palestinese. Miliband ha inoltre escluso, per il momento, misure di ritorsione diplomatica simmetriche contro la rappresentanza israeliana nel Regno Unito, lasciando aperto il canale negoziale.
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La rottura diplomatica è arrivata in un clima di forte agitazione interna per il Regno Unito. Sempre secondo quanto riportato dal Times, la polizia metropolitana di Londra ha arrestato 11 persone nel corso di una serie di manifestazioni e contromanifestazioni svoltesi in occasione del terzo anniversario degli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023.
Cinque manifestanti sono stati fermati per incitamento all'odio razziale e violazione delle condizioni di sicurezza durante un sit-in spontaneo all'esterno della sede del Board of Deputies of British Jews, dove sono stati intonati cori inneggianti all'intifada. Altri sei arresti sono scattati durante un corteo studentesco nel centro di Londra, dove si sono registrati momenti di forte tensione e scambi di insulti con contro-manifestanti schierati con bandiere israeliane, costringendo gli agenti a creare cordoni di separazione.
Il governo e le organizzazioni della comunità ebraica hanno condannato fermamente la scelta di scendere in piazza in una data simbolica del massacro, denunciando una crescente ondata di antisemitismo nel Paese. Secondo i dati del Community Security Trust citati dal quotidiano, gli episodi di antisemitismo nel Regno Unito hanno registrato un balzo del 20% nella prima metà dell'anno, confermando come le ripercussioni del conflitto mediorientale continuino a lacerare in profondità anche il tessuto politico e sociale britannico.
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