Dazi. Nuova offensiva commerciale di Washington, indagini su oltre dodici partner economici

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Aisha Harrison

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Dazi. Nuova offensiva commerciale di Washington, indagini su oltre dodici partner economici

Dazi. Nuova offensiva commerciale di Washington, indagini su oltre dodici partner economici

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L’amministrazione americana ricomincia la guerra dei dazi, annunciando l’apertura di una nuova serie di indagini commerciali nei confronti di oltre una dozzina di partner economici,. Le verifiche saranno condotte dall’Office of the United States Trade Representative sulla base della cosiddetta Sezione 301 della legislazione commerciale americana, uno strumento che consente a Washington di esaminare pratiche considerate sleali e, se necessario, di adottare misure ritorsive. Nel mirino l'Unione Europea, il Messico e la Cina, Singapore, Svizzera, Norvegia, Indonesia, Malesia, Cambogia, Thailandia, Corea del Sud, Vietnam, Taiwan, Bangladesh, Giappone e India.

Secondo il rappresentante commerciale degli Stati Uniti Jamieson Greer, le indagini, riferisce la Nbc, si concentreranno su economie che mostrano «capacità produttive strutturalmente eccessive» in diversi comparti manifatturieri, spesso accompagnate da consistenti e persistenti surplus commerciali oppure da capacità industriali inutilizzate. A giudizio di Washington, tali condizioni potrebbero celare pratiche commerciali scorrette e distorsioni del mercato internazionale.

Parallelamente, l’amministrazione statunitense prevede di avviare anche una seconda indagine relativa all’importazione di beni prodotti con lavoro forzato. Negli Stati Uniti tali prodotti sono già vietati dalla legislazione federale, un divieto rafforzato nel 2021 con l’adozione dello Uyghur Forced Labor Prevention Act, mirato in particolare alle merci provenienti dalla regione cinese dello Xinjiang.

Nel frattempo Washington ha già imposto una tariffa generale del 10% su tutti i partner commerciali. Questa misura è stata adottata dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato a fine febbraio numerosi dazi specifici imposti da Trump, stabilendo che il presidente aveva ecceduto i propri poteri quando aveva utilizzato l’International Emergency Economic Powers Act per introdurre rapidamente tariffe su decine di Paesi.

La nuova tariffa è stata imposta sulla base della Sezione 122 del Trade Act del 1974, che ne consente l'adozione  temporanea  per un massimo di 150 giorni. L’obiettivo dell’amministrazione è concludere le nuove indagini prima della scadenza di questo periodo, in modo da decidere eventuali misure permanenti.

La decisione statunitense rischia tuttavia di provocare forti proteste da parte dei partner commerciali coinvolti, molti dei quali avevano già negoziato negli ultimi mesi accordi o intese preliminari con Washington. Tra questi figura il Accordo Stati Uniti-Messico-Canada, siglato durante il primo mandato di Trump, il cui futuro potrebbe ora essere rimesso in discussione.

Anche l’Unione Europea aveva raggiunto un’intesa commerciale preliminare con gli Stati Uniti nell’estate scorsa, ma il processo di ratifica è stato sospeso dopo la decisione della Corte Suprema e le nuove tensioni sui dazi. Il presidente della commissione commercio del Parlamento europeo, Bernd Lange, ha parlato apertamente di «caos tariffario», denunciando un clima di crescente incertezza per l’economia globale.

Le nuove indagini annunciate da Washington potrebbero quindi aprire la strada a una nuova ondata di dazi e a un ulteriore irrigidimento delle relazioni commerciali internazionali.

 

 

 

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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