di Corinna Pindaro
Il 22 luglio sarà esaminato il Decreto Covid, la proposta del Governo è quella di rendere il Green Pass obbligatorio in tre fasi. Durante la prima fase, il cui probabile avvio è il 26 luglio o il 1 Agosto, il Green Pass sarà necessario per partecipare ad eventi pubblici, entrare nei ristoranti e nei bar al chiuso: in questa prima fase sarà sufficiente aver ricevuto la prima dose di vaccino. Durante la seconda fase, invece, sarà necessario il completamento del ciclo vaccinale e sarà in vigore dal 1 settembre. L’obbligatorietà diventerà stingente con la terza fase, che dovrebbe partire dal 15 settembre e prevederà il Green Pass obbligatorio per tutti i trasporti pubblici, sia quelli locali che quelli a lunga percorrenza.
La soluzione proposta dal Governo risponde all’esigenza di immunizzare la popolazione. Occorre che la maggior parte della popolazione abbia ricevuto la prima dose entro Agosto. Inoltre, secondo quanto si apprende da fonti governative, vi è l’intenzione di restringere l’accesso alle frontiere rendendo necessario il passaporto vaccinale.
L’idea del Green pass obbligatorio, ad oggi, trova il consenso non solo del ministro della Salute Roberto Speranza ma anche il presidente del Consiglio Mario Draghi. Il quale viene descritto come molto preoccupato per l’aumento dei contagi, certificato ieri dal bollettino del ministero: ieri 3.558, circa 2.500 in più del giorno prima, anche se con un forte aumento dei tamponi e un numero contenuto di decessi (dieci) e nuovi ricoveri in terapia intensiva.
Da quel che emerge il governo non sembra per ora voler esaudire la richiesta di Confindustria sul Green Pass obbligatorio anche sui luoghi di lavoro, criticata oggi dal leader della Cgil Maurizio Landini. Si discute, invece, della possibilità di renderlo obbligatorio solo al di fuori delle zone bianche. Anche se rimane sul tavolo il problema di chi, per scelta, ha deciso di rinviare l’immunizzazione ad agosto. Il Green Pass sarà quindi obbligatorio dalla fine di luglio o dal primo di agosto nella prima fase. Poi a seguire verranno le altre. Si ragiona anche sull’ipotesi, ventilata dalle Regioni, di renderlo obbligatorio a scuola solo in caso di focolaio. La scuola e lo sport, secondo le intenzioni del governo, dovrebbero essere per ora escluse dal provvedimento.
(Associated Medias)- Tutti i diritti sono riservati
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