Una girandola di incontri nelle stanze di Montecitorio: mercoledì, pranzo di un'ora e mezza tra Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratonianni; ieri Elly Schlein ha avuto un lungo colloquio con Fratoianni, per poi uscire dalla Camera con Bonelli. Dopo, un altro incontro con Riccardo Magi. Pochi passi in avanti, anche considerando l'ostenta distanza tra la segreteria dem e il leader M5S. Durante il dibattito in aula, Schlein assiste dai banchi del Pd all'intervento di Conte e lui si ferma in piedi nell'emiciclo ad ascoltare la dichiarazione di voto della leader dem.
L'approvazione della nuova legge elettorale ha definitivamente messo nero su bianco le nuove regole d'ingaggio per le prossime elezioni politiche. Tra queste, l'indicazione del candidato premier al momento della presentazione delle liste. Per questo, Conte continua a insistere che le primarie devono farsi "il prima possibile", "un attimo dopo" l'assemblea del Pd del 18 ottobre "programma e poi primarie".
Un altro nodo da sciogliere è l'innalzamento della soglia di firme per presentarsi la prima volta alle elezioni che condiziona fortemente le piccole forze centriste: Più Europa, Progetto Civico di Alessandro Onorato, Più Uno di Ernesto Ruffini e Franco Gabrielli. Tutti questi, dovranno raccogliere la cifra monstre di 6000 firme a collegio, a meno di creare una nuova componente in Parlamento con un simbolo già presente alle ultime politiche, come Centro democratico di Bruno Tabacci. E' questa l'ipotesi su cui si sta lavorando, come confermato da Tabacci su Repubblica: "Bisognerà fare una lista con tutti dentro, se si vuole superare la soglia del 3%. Magi, Maraio, Tabacci, Ruffini". Sarebbe stata sondata la disponibilità del M5D a "cedere" qualche deputato per formare la componente. E su Matteo Renzi con Casa Riformista, Tabacci afferma: "Renzi dice che metà lista sarà Italia Viva, l’altra metà di riformisti. Ha già deciso tutto”. E Bonelli la mette così: "Vedo molta offerta...e quindi potrebbero esserci due liste".
Sempre il leader di Avs dice: "Dobbiamo superare questa fase di valutazione diversa che c'è sulle primarie. E quindi, nel momento in cui l'area di centro si definirà, cosa che auspichiamo lo faccia rapidamente, a quel punto possiamo partire e chiudere la parte programmatica. Che facciamo ci riuniamo tutti e poi voi fate il titolo "al tavolo del centrosinistra 11 sigle?". "Io sono preoccupato dalle primarie - dice Bonelli - Non aiutano a unire ma amplificano le differenze. L'ho ribadito anche con Elly Schlein. Non è una questione contro la segretaria del Partito Democratico o contro Giuseppe Conte. È una reale preoccupazione che ho, che ho espresso e mi sono chiarito con lei".
Ieri sera, a Porta a Porta, a Conte è stato chiesto sulla vicenda relativa al rifiuto di Schlein di fare un passo indietro in favore di un terzo nome. "Io ho proposto, facciamo un passo indietro, sei disponibile a fare un passo indietro?" visto che "c'è una parte dell'elettorato del campo progressista che ha esposto qualche dubbio, qualche perplessità sulla possibile divisività" delle primarie. Ma Schlein da mesi ha escluso l'ipotesi del terzo nome: il candidato premier è il leader del partito maggiore o si fanno le primarie, la linea della segretaria del Pd.
Il probabile terzo nome sarebbe potuto essere il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ma Conte ripete: "Io non ho fatto nessun nome specifico". Sulle tempistiche, il leader M5S dice che le primarie "vanno fatte al più presto possibile". Igor Taruffi, braccio destro di Schlein risponde: "Ma voi sapete quanto ci vuole a organizzare le primarie?". Almeno due mesi, nelle previsioni del Pd. Insomma gazebo non prima di febbraio.
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