Elicottero precipitato in Bosnia, rientrate a Ciampino le salme dei quattro militari italiani. Mattarella rende omaggio alle vittime

di

Carlo Longo

L'aereo dell'Aeronautica militare è atterrato alle 12.13 con i feretri avvolti nel Tricolore. Ad accogliere i caduti il presidente della Repubblica, Giorgia Meloni e i ministri Crosetto e Tajani

Elicottero precipitato in Bosnia, rientrate a Ciampino le salme dei quattro militari italiani. Mattarella rende omaggio alle vittime

Sono rientrate in Italia le salme dei quattro militari morti giovedì scorso nello schianto di un elicottero Chinook in Bosnia-Erzegovina, durante un'operazione nell'ambito della missione internazionale Eufor Althea. Il velivolo C-130 dell'Aeronautica militare che trasportava i feretri è atterrato lunedì 2 novembre, alle 12.13, all'aeroporto militare di Ciampino, presso il 31° Stormo.

Ad attendere le bare, avvolte nella bandiera italiana, erano presenti il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il capo dello Stato ha reso omaggio alle vittime accarezzando uno a uno i feretri, in un momento di raccoglimento davanti ai militari caduti.

Le quattro vittime sono i sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi e due appartenenti al Corpo Militare della Croce Rossa Italiana, il tenente Franco Adriano Zecchillo e la sergente Laura Procacci.

Per l'accoglienza delle salme è stato predisposto un picchetto d'onore interforze composto da cento militari. I familiari delle vittime sono arrivati a Ciampino a bordo di un Falcon dell'Aeronautica e hanno atteso nell'edificio dell'Ufficio attività protocollare, dove era previsto un incontro riservato con le autorità.

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Proseguono intanto gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell'incidente. La Procura di Roma, con il pubblico ministero Francesco Saverio Musolino, ha aperto un procedimento contro ignoti per disastro colposo, omicidio colposo e lesioni.

Tra le ipotesi attualmente considerate dagli investigatori figura quella di un'avaria dell'elicottero, ma saranno gli accertamenti tecnici a stabilire se un guasto abbia effettivamente provocato la caduta del velivolo. Al momento, dunque, non è stata individuata una causa definitiva dello schianto.

Gli inquirenti hanno già raccolto le testimonianze dei tre piloti e di altri sopravvissuti, attraverso le forze dell'ordine inviate sul luogo dell'incidente. Non è escluso che alcune persone possano essere nuovamente ascoltate quando le condizioni di salute lo consentiranno.

La magistratura romana ha inoltre disposto l'autopsia sulla salma di Laura Procacci, da eseguire al Policlinico Tor Vergata. Per gli altri tre militari deceduti era già stato effettuato in Bosnia un esame esterno, dal quale sarebbero emerse lesioni riconducibili a un violento schiacciamento.

Parallelamente all'inchiesta ordinaria è in corso anche quella della Procura militare, che procede per l'ipotesi di perdita colposa di aeromobile.

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Tra i sopravvissuti c'è il tenente colonnello medico Flavio Favari, ricoverato nell'ospedale di Tuzla per le ferite riportate nell'incidente. Favari era il terzo componente della squadra sanitaria Medevac della Croce Rossa Italiana ed è l'unico superstite del team medico.

«È un miracolo che io sia ancora vivo. Ricordo solo che è stata questione di un secondo, di un impatto violentissimo», ha raccontato dall'ospedale.

Le sue parole restituiscono la rapidità dello schianto e la violenza dell'impatto. A bordo dell'aereo militare arrivato a Ciampino viaggiavano anche alcuni degli undici feriti, quelli le cui condizioni hanno consentito il trasferimento in Italia.

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Nel pomeriggio di lunedì è prevista l'apertura della camera ardente all'ospedale militare del Celio, a Roma, dove sarà possibile rendere omaggio ai quattro militari.

I funerali solenni si terranno martedì 3 novembre, alle ore 10, nella basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in piazza della Repubblica, a Roma.

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