Il nuovo decreto sicurezza è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Dopo gli scontri che hanno interessato Milano il 17 e 18 ottobre, il governo rende operative le misure annunciate nei giorni scorsi per contrastare la violenza durante le manifestazioni pubbliche e rafforzare gli strumenti di prevenzione della criminalità minorile.
Il provvedimento è il decreto-legge 22 ottobre 2026, n. 190, intitolato Disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica e contrasto alla criminalità minorile, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, Serie generale n. 246 del 22 ottobre.
Il testo, composto da dieci articoli, interviene sul Codice penale, sulle procedure di arresto, sulla disciplina della giustizia minorile e sulle misure di prevenzione. Prevede inoltre l'impiego di 500 militari aggiuntivi a Milano fino al 31 dicembre 2026.
Le disposizioni entreranno in vigore il 23 ottobre, giorno successivo alla pubblicazione. Il decreto dovrà essere convertito in legge dal Parlamento entro sessanta giorni, pena la perdita di efficacia.
Nuovo reato di violenza organizzata durante le manifestazioni
Una delle principali novità riguarda l'introduzione dell'articolo 420-bis del Codice penale, che disciplina la violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche.
La norma punisce con la reclusione da due a cinque anni e con una multa da 10mila a 20mila euro chi, durante una manifestazione, partecipa a un gruppo organizzato di almeno cinque persone e utilizza illegittimamente oggetti contundenti, petardi, razzi o altri strumenti offensivi, provocando un concreto pericolo per l'incolumità delle persone e danni alle cose.
Non è quindi sufficiente la semplice partecipazione a una manifestazione o la presenza in un gruppo numeroso: per l'applicazione della nuova fattispecie devono ricorrere le specifiche condotte e condizioni previste dalla legge.
Le pene aumentano da un terzo alla metà se gli autori agiscono con il volto coperto o adottano modalità che rendono difficile l'identificazione, oppure se le condotte sono rivolte contro infrastrutture e beni destinati a servizi pubblici.
Il provvedimento introduce inoltre sanzioni più severe per chi organizza, promuove o istiga, anche attraverso strumenti informatici, le condotte previste dalla nuova disposizione. In questi casi la pena va da quattro a dodici anni di reclusione.
Devastazioni e saccheggi, pene più severe durante i cortei
Il decreto modifica anche la disciplina dei reati di devastazione, saccheggio e danneggiamento.
Per la devastazione e il saccheggio commessi durante manifestazioni pubbliche su beni presenti in luoghi di vendita o deposito è previsto un aumento della pena da un terzo alla metà.
Un aggravamento analogo viene introdotto per il danneggiamento seguito da incendio, quando il fatto avviene durante una manifestazione.
Nasce inoltre il reato di danneggiamento commesso da un gruppo organizzato, disciplinato dal nuovo articolo 635.1 del Codice penale.
Quando il danneggiamento viene compiuto da un gruppo di almeno cinque persone, organizzato anche occasionalmente, la pena prevista per il reato aumenta da un terzo alla metà.
Le disposizioni puntano a colpire le azioni collettive violente che possono verificarsi durante cortei e raduni, distinguendole dall'esercizio pacifico del diritto di manifestare.
Minori tra 14 e 18 anni, cambia la valutazione dell'imputabilità
Particolarmente significativa è la modifica dell'articolo 98 del Codice penale, che riguarda la responsabilità penale dei minori tra i quattordici e i diciotto anni.
Il decreto introduce una presunzione relativa della capacità di intendere e di volere del minorenne, che può essere superata attraverso una prova contraria.
La nuova disposizione non modifica l'età minima dell'imputabilità, che rimane fissata a quattordici anni, ma interviene sul criterio attraverso il quale viene valutata la capacità del minore di rispondere penalmente delle proprie azioni.
Sono previste modifiche anche alle procedure della giustizia minorile, con nuove disposizioni sull'acquisizione degli elementi necessari alla valutazione dell'imputabilità e sull'applicazione di misure cautelari.
Il provvedimento estende inoltre specifici strumenti procedurali ai reati di violenza organizzata nelle manifestazioni e danneggiamento di gruppo.
Multe ai genitori fino a 2mila euro, anche per i figli non imputabili
Il decreto introduce nuove sanzioni amministrative a carico di chi esercita la responsabilità genitoriale quando un minore partecipa alla commissione di determinati reati.
L'articolo 5 stabilisce una sanzione da 500 a 1.000 euro, che sale da 1.000 a 2.000 euro in caso di reiterazione della condotta.
La misura può riguardare anche i genitori di ragazzi non imputabili, quindi di età inferiore ai quattordici anni.
La sanzione, tuttavia, non è automatica: la legge prevede che il genitore possa evitarla dimostrando di non aver potuto impedire il fatto.
Nei casi di reiterazione, il prefetto può inoltre segnalare al Tribunale per i minorenni l'opportunità di attivare percorsi personalizzati di sostegno alla funzione educativa.
Un'ulteriore disposizione riguarda il risarcimento dei danni provocati a beni pubblici.
Il prefetto può ordinare al genitore il pagamento di una somma destinata a risarcire lo Stato, le Regioni o gli enti locali. Contro l'ingiunzione è possibile presentare opposizione davanti al tribunale entro quaranta giorni dalla notifica.
Anche i soggetti privati danneggiati possono utilizzare gli atti del procedimento amministrativo per richiedere un decreto ingiuntivo.
Divieto di radunarsi per i gruppi violenti
Il decreto interviene anche sulle misure di prevenzione adottabili dal questore.
Quando almeno cinque persone tengono comportamenti intimidatori, gravemente molesti o violenti in luoghi pubblici o aperti al pubblico, può essere disposto un avviso orale accompagnato dal divieto di radunarsi con determinate persone in luoghi specificamente individuati.
La misura è subordinata alle condizioni e ai precedenti indicati dalla legge e può avere una durata massima di un anno.
Il divieto deve essere applicato tenendo conto delle esigenze di salute, famiglia, lavoro e studio del destinatario.
La disposizione può riguardare anche minorenni che abbiano compiuto quattordici anni, secondo le procedure previste dalla normativa.
Trattenimento preventivo negli uffici di polizia
Un altro intervento riguarda i poteri delle forze dell'ordine durante specifiche operazioni di prevenzione.
L'articolo 7 amplia i casi nei quali è possibile procedere all'accompagnamento e al trattenimento presso gli uffici di polizia, in presenza di circostanze concrete che facciano ritenere sussistente un pericolo per la sicurezza pubblica.
La norma riguarda luoghi caratterizzati da un consistente afflusso di persone e richiede elementi specifici, che possono comprendere il possesso di determinati oggetti o precedenti penali e segnalazioni per i reati individuati dal decreto.
Non viene quindi introdotto un potere indiscriminato di trattenere chiunque partecipi a una manifestazione.
L'applicazione della misura resta subordinata alle condizioni previste dalla legge e alle garanzie già stabilite dalla disciplina sull'accompagnamento negli uffici di polizia.
Milano, arrivano 500 militari aggiuntivi fino al 31 dicembre
Il provvedimento contiene una misura espressamente dedicata alla città di Milano.
L'articolo 8 dispone l'incremento di 500 unità del contingente delle Forze armate impiegato per il controllo del territorio, fino al 31 dicembre 2026.
L'intervento viene motivato con la necessità di rafforzare la sicurezza dopo i gravi incidenti avvenuti in città.
Per l'attuazione della misura è autorizzata una spesa di 4.933.831 euro nel 2026.
Il decreto consente inoltre al ministero della Difesa di utilizzare procedure di somma urgenza per acquisire servizi e forniture necessari all'impiego del personale.
L'arrivo dei militari si inserisce nel rafforzamento del dispositivo di sicurezza già annunciato dal governo, con particolare attenzione alle aree considerate più esposte al rischio di nuovi disordini.
Il decreto entra in vigore il 23 ottobre: ora il passaggio in Parlamento
Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del 22 ottobre, il decreto sicurezza supera la fase degli annunci ed entra nell'ordinamento come provvedimento avente forza di legge.
Le disposizioni saranno applicabili dal 23 ottobre, senza attendere il completamento dell'iter parlamentare.
Il testo dovrà però essere esaminato dalle Camere per la conversione in legge, durante la quale potranno essere introdotte modifiche.
Il governo ha scelto lo strumento del decreto-legge per intervenire immediatamente dopo gli scontri di Milano, introducendo nuove fattispecie penali, strumenti di prevenzione e misure rivolte alla responsabilità minorile.
Il confronto politico e giuridico si concentrerà ora soprattutto sulla proporzionalità delle nuove sanzioni, sulla disciplina dell'imputabilità dei minorenni e sull'equilibrio tra tutela dell'ordine pubblico e libertà di manifestazione.
La novità, intanto, è che le misure non sono più soltanto proposte: il decreto è stato pubblicato e la sua entrata in vigore è fissata per venerdì 23 ottobre.
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