Nuovo fronte di tensione nel Golfo. Il Kuwait accusa l’Iran di aver lanciato droni contro obiettivi strategici sul proprio territorio, mentre Teheran mette in guardia i Paesi della regione dal sostenere gli Stati Uniti. Lo scontro, secondo Al Jazeera, rischia di allargarsi coinvolgendo direttamente gli alleati di Washington in Medio Oriente.
L’esercito kuwaitiano ha annunciato di aver intercettato e distrutto “droni ostili” entrati nello spazio aereo nazionale, definendo l’episodio un attacco iraniano contro diverse strutture considerate vitali. Lo riferisce Al Jazeera, citando fonti militari del Kuwait.
Secondo le autorità di Kuwait City, i velivoli senza pilota hanno provocato danni materiali dopo la caduta di frammenti: colpiti un edificio governativo nel nord del Paese e alcune proprietà civili appartenenti a una società sull’isola di Bubiyan. Non si registrano vittime.
Il ministero degli Esteri kuwaitiano ha condannato quella che ha definito una “continua aggressione” da parte dell’Iran, accusando Teheran di una “flagrante violazione della sovranità” del Paese. Il governo ha inoltre dichiarato di riservarsi il diritto di adottare “tutte le misure necessarie” per difendere la propria sicurezza, gli interessi nazionali e le risorse strategiche.
Teheran: “Chi aiuta gli Usa sarà travolto dalla guerra”
La risposta iraniana è arrivata attraverso il generale Ali Abdollahi, comandante del quartier generale centrale Khatam al-Anbiya, la principale struttura di coordinamento militare di Teheran. In dichiarazioni riportate dall’emittente iraniana IRIB e rilanciate da Al Jazeera, il generale ha affermato che le azioni degli Stati Uniti contro l’Iran aumentano il rischio di un conflitto regionale più ampio.
Abdollahi ha invitato i Paesi del Golfo a rivedere la loro cooperazione con Washington, sostenendo che gli Stati Uniti starebbero utilizzando le infrastrutture e le risorse degli alleati regionali come “scudo difensivo”. “I Paesi che diventeranno uno scudo per gli Stati Uniti saranno consumati dalle fiamme della guerra”, ha dichiarato.
Allerta degli Stati Uniti
La crescente instabilità ha spinto Washington a rafforzare gli avvertimenti ai propri cittadini. L’ambasciata americana ad Amman ha diffuso un’allerta invitando gli statunitensi presenti in Medio Oriente a mantenere “massima vigilanza”, definendo la situazione regionale “fluida” e il governo iraniano “imprevedibile”.
Secondo la rappresentanza diplomatica, Teheran avrebbe ampliato recentemente il raggio delle proprie operazioni, colpendo anche aree finora non coinvolte direttamente nel conflitto.
Gaza resta un altro fronte caldo
Mentre cresce la tensione nel Golfo, prosegue anche il conflitto a Gaza. Secondo il ministero della Sanità dell’enclave, citato da Al Jazeera, sette palestinesi sono stati uccisi e 76 feriti negli ultimi due giorni a seguito degli attacchi israeliani. Un’altra vittima è morta per ferite riportate in precedenti bombardamenti.
La crisi mediorientale appare dunque sempre più interconnessa: lo scontro tra Iran e Stati Uniti, gli attacchi contro gli alleati di Washington e la guerra a Gaza alimentano il timore di un effetto domino capace di coinvolgere l’intero equilibrio del Golfo.
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