Eni abbassa il prezzo del diesel: il gasolio scende a 2,21 euro al litro

di

Corinna Pindaro

Eni riduce di 4 centesimi il prezzo consigliato del diesel, che scende da 2,25 a 2,21 euro al litro. Il taglio arriva dopo l'aumento legato alla fine dello sconto sulle accise e il calo delle quotazioni internazionali

Eni abbassa il prezzo del diesel: il gasolio scende a 2,21 euro al litro

Eni torna ad abbassare il prezzo del diesel. A ventiquattr'ore dall'aumento provocato dalla fine dello sconto sulle accise, la compagnia ha deciso di ridurre di 4 centesimi al litro il prezzo consigliato del gasolio, portandolo a 2,21 euro.

Una correzione che arriva mentre le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati stanno tornando a scendere e che, almeno sulla rete Eni, assorbe buona parte dell'aumento fiscale scattato il giorno precedente.

Il movimento è particolarmente significativo perché avviene in una giornata nella quale il prezzo medio nazionale del diesel continua invece a salire: sulla rete stradale il gasolio self service si attesta a 2,261 euro al litro, 1,7 centesimi in più rispetto al giorno precedente.

La ragione è semplice. Da lunedì è terminato il taglio temporaneo dell'accisa sul diesel e le compagnie stanno adeguando i propri listini. Eni aveva inizialmente fatto lo stesso, portando il tetto da 2,19 a 2,25 euro. Oggi, però, ha fatto parzialmente marcia indietro.

Link to Eni taglia 4 centesimi sul dieselEni taglia 4 centesimi sul diesel

A rilevare il nuovo movimento è Staffetta Quotidiana, che monitora quotidianamente i prezzi dei carburanti.

Il prezzo del gasolio consigliato da Eni ai distributori passa così da 2,25 a 2,21 euro al litro.

Secondo Staffetta, la decisione sarebbe legata anche al nuovo forte calo delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati. Non si tratta dunque di un nuovo intervento fiscale del governo, ma di una scelta commerciale della compagnia.

Ed è una distinzione importante.

Lo Stato non ha ripristinato lo sconto sulle accise. La tassazione sul diesel è tornata ai livelli ordinari. È Eni che, di fronte alla nuova situazione del mercato internazionale, ha scelto di ridurre il prezzo consigliato.

Link to Cosa è successo in appena 24 oreCosa è successo in appena 24 ore

Per capire il nuovo prezzo bisogna ricostruire quello che è accaduto negli ultimi giorni.

Dal 28 settembre Eni aveva introdotto sulla rete Enilive un price cap di 2,19 euro al litro per il gasolio e di 1,99 euro per la benzina.

La compagnia aveva annunciato l'iniziativa per trenta giorni, con la possibilità di prolungarla fino alla fine dell'anno in base all'andamento del mercato e degli approvvigionamenti.

Ma quel tetto era stato costruito tenendo conto anche dell'agevolazione fiscale allora in vigore.

Lo sconto sulle accise del gasolio, progressivamente ridotto nelle settimane precedenti, è terminato il 5 ottobre.

Dal 6 ottobre l'accisa è quindi tornata al livello ordinario, determinando un aggravio fiscale di circa 6 centesimi al litro, Iva compresa.

Di conseguenza Eni aveva aggiornato il proprio price cap sul diesel: da 2,19 a 2,25 euro al litro.

La benzina era invece rimasta a 1,99 euro.

Link to Oggi la retromarcia: da 2,25 a 2,21 euroOggi la retromarcia: da 2,25 a 2,21 euro

L'aumento è durato appena un giorno.

Con il nuovo ribasso deciso da Eni, il riferimento sul gasolio scende infatti di quattro centesimi, da 2,25 a 2,21 euro al litro.

Rispetto al precedente tetto di 2,19 euro, applicato quando era ancora in vigore lo sconto fiscale, restano quindi soltanto due centesimi di differenza.

In sostanza, il fisco ha aggiunto circa sei centesimi al litro, ma la decisione commerciale presa oggi dalla compagnia ne assorbe circa quattro.

Il risultato è che il diesel Eni rimane sopra il livello precedente alla fine dell'agevolazione, ma molto meno di quanto sarebbe accaduto se l'intero aumento fiscale fosse rimasto incorporato nel prezzo.

Link to Attenzione: 2,21 euro è un riferimento massimo, non necessariamente il prezzo che si pagaAttenzione: 2,21 euro è un riferimento massimo, non necessariamente il prezzo che si paga

C'è però una precisazione importante per gli automobilisti.

Il valore indicato nell'ambito dell'iniziativa Eni funziona come tetto, non come prezzo obbligatorio da applicare in ogni distributore.

Questo significa che un impianto può vendere il gasolio anche a meno di 2,21 euro.

Il meccanismo serve a impedire che, negli impianti interessati dall'iniziativa, il prezzo superi il limite stabilito dalla compagnia; non obbliga invece ad aumentare il carburante qualora il prezzo praticato sia già più basso.

Per sapere quanto si pagherà effettivamente un litro di diesel resta quindi necessario verificare il prezzo esposto dal singolo distributore.

Link to IP e Q8, invece, hanno aumentato il dieselIP e Q8, invece, hanno aumentato il diesel

La scelta di Eni risalta ancora di più se confrontata con quella delle altre grandi compagnie.

Con il ritorno dell'accisa piena, IP e Q8 hanno adeguato verso l'alto i propri prezzi del gasolio, recependo l'aumento fiscale.

Secondo Staffetta Quotidiana, il tetto di IP è salito a 2,250 euro al litro, mentre quello di Q8 è arrivato a 2,254 euro.

Eni aveva inizialmente seguito lo stesso movimento, ma con il taglio annunciato oggi torna sotto questi livelli.

Il quadro resta comunque molto fluido perché le compagnie stanno reagendo contemporaneamente a due forze che spingono in direzioni opposte: da una parte il ritorno dell'accisa piena, che aumenta il costo alla pompa; dall'altra il calo delle quotazioni dei prodotti raffinati, che consente di ridurre i listini.

Link to Il diesel nazionale continua però a salireIl diesel nazionale continua però a salire

Per ora il ribasso Eni non è sufficiente a invertire il dato nazionale.

Questa mattina il prezzo medio del gasolio in modalità self service sulla rete stradale italiana è arrivato a 2,261 euro al litro, contro i 2,244 circa del giorno precedente.

In autostrada la media sale ulteriormente a 2,287 euro al litro.

La benzina self, invece, si attesta mediamente a 2,040 euro al litro, in lieve calo.

Il diverso andamento dei due carburanti è legato proprio alla fiscalità: mentre sul diesel è venuto meno lo sconto temporaneo sulle accise, sulla benzina non si è verificato lo stesso aumento.

Link to Migliaia di distributori sono già sotto i nuovi tettiMigliaia di distributori sono già sotto i nuovi tetti

Il mercato resta comunque molto differenziato da impianto a impianto.

Secondo i dati elaborati da Staffetta Quotidiana, alla vigilia del nuovo aggiustamento erano 8.733 i punti vendita italiani con il gasolio sotto 2,20 euro al litro e 14.126 quelli che lo vendevano a meno di 2,26 euro.

Per la benzina, invece, 11.018 distributori su oltre 21mila applicavano un prezzo inferiore ai due euro al litro.

Numeri che mostrano perché il price cap non vada confuso con il prezzo medio nazionale.

Il primo stabilisce il limite massimo adottato da una compagnia nell'ambito della propria iniziativa commerciale. Il secondo fotografa invece quanto viene effettivamente praticato nell'insieme dei distributori italiani, comprese altre compagnie e pompe bianche.

Link to La battaglia dei prezzi partita da EniLa battaglia dei prezzi partita da Eni

Il nuovo taglio si inserisce in una competizione sui prezzi cominciata alla fine di settembre.

Eni era stata la prima grande compagnia ad annunciare un tetto nazionale, fissando dal 28 settembre il diesel a un massimo di 2,19 euro e la benzina a 1,99 euro.

L'iniziativa aveva prodotto rapidamente una reazione a catena.

IP aveva iniziato ad abbassare progressivamente i propri listini, mentre Q8 aveva annunciato un intervento con modalità differenti e un sistema definito dalla società «modulare». Anche Tamoil e altri operatori avevano successivamente introdotto misure per contenere i prezzi.

L'effetto era stato visibile già nei primi giorni: il 29 settembre il prezzo medio nazionale del diesel self era sceso a 2,335 euro, 3,4 centesimi in meno rispetto al giorno precedente.

Poi è arrivata la fine dello sconto fiscale e il quadro è nuovamente cambiato.

Link to Ora tutto dipende dalle quotazioni internazionaliOra tutto dipende dalle quotazioni internazionali

Il taglio deciso oggi da Eni dimostra quanto velocemente possa cambiare la situazione.

La fine dello sconto sulle accise ha esercitato una pressione al rialzo sui prezzi. Ma contemporaneamente la discesa delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati sta creando lo spazio per nuovi ribassi commerciali.

Ed è proprio su questo secondo fattore che Eni è intervenuta.

Per gli automobilisti il risultato immediato è che il diesel Eni, dopo essere salito ieri da 2,19 a 2,25 euro, oggi scende nuovamente a 2,21 euro al litro.

Non torna quindi ancora al livello precedente, ma recupera quattro dei circa sei centesimi aggiunti con il ritorno dell'accisa piena.

E mentre il prezzo medio nazionale del gasolio continua per ora a salire, la mossa di Eni riapre anche la competizione tra le compagnie.

Se il calo delle quotazioni internazionali dovesse proseguire, la partita dei prezzi alla pompa potrebbe quindi non essere finita.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

Breaking News