Mancano poco più di due settimane al voto per le presidenziali in Brasile, ma la sfida sembra essere sempre più aperta. I sondaggi convergono nel delineare un rallentamento dell'attuale presidente, Luiz Inacio Lula da Silva, e una crescita di Flavio Bolsonaro.
Secondo quanto riportato da Quaest, Flavio Bolsonaro sarebbe al 42%, mentre il presidente uscente sarebbe al 40%. Al contrario, l'indagine svolta da BTG Pactual/Nexus restituisce invece un lieve vantaggio a Lula. In entrambi i casi, lo scarto è inferiore al margine d'errore. Nonostante la situazione di momentanea parità tra i due maggiori candidati alla presidenza brasiliana, i mercati finanziari hanno reagito positivamente alla scalata di Bolsonaro, ritenuto più favorevole dagli investitori.
Ma chi è il candidato che, sfidando Lula, punta a riportare la famiglia Bolsanaro al potere?
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Flavio Nantes Bolsonaro, nato il 30 aprile 1981 a Resende, è il primo figlio dell'ex presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, e di sua moglie, Rogéria Bolsonaro. Sin da bambino, la politica è stata una questione di famiglia: suo padre, Jair, è stato eletto nel 1988 al consiglio cittadino di Rio de Janeiro e, successivamente, alla Camera dei Deputati brasiliana nel 1990. Anche i suoi fratelli, Carlos e Eduardo Bolsonaro, hanno perseguito la carriera politica, solidificando la dinastia politica familiare.
Flavio si è laureato in legge all'università Candido Mendes e si è specializzato in politiche pubbliche all'University Research Institute of Rio de Janeiro. Alla carriera accademica, però, ha sempre associato la sua passione politica: nel 2002, all'età di 21 anni, è stato eletto deputato all'Assemblea Legislativa dello Stato di Rio de Janeiro, nella quale viene rieletto per quattro mandati consecutivi (2006, 2010 e 2014). In quegli anni, il suo profilo politico ha iniziato a delinearsi lungo delle direttrici chiare, enfatizzando diversi aspetti già cari a suo padre: sicurezza pubblica, supporto alla pena di morte e altre posizioni sociali conservative.
La svolta, per Jair e per la famiglia, è stata nel 2018: la loro influenza politica si è vertiginosamente espansa quando Jair corse per la Presidenza Brasiliana, vincendo le elezioni e salendo in carica il 1° gennaio 2019. Negli stessi mesi della campagna elettorale del padre, anche Flavio si candidò alle elezioni per il Senato Federale brasiliano, vincendo ed entrando in carica nel febbraio 2019. Quell'elezione ha portato Flavio a fare il salto da Rio de Janeiro alla scena politica nazionale.
Durante la presidenza di suo padre, Flavio è diventato una figura molto influente, guidando la corrente associata al Bolsonarismo, il movimento conservatore che si formò intorno alla figura di Jair Bolsonaro. La sua posizione è cresciuta notevolmente nel 2022, anno nel quale suo padre perse le elezioni presidenziali per il secondo mandato contro Luiz Inácio Lula da Silva, meglio noto come Lula. Da quell'anno, poi, suo padre venne interessato da una serie di casi legali che posero definitivamente fine alla possibilità per una sua futura ricandidatura per la presidenza brasiliana.
Nel giugno 2023, a Jair Bolsonaro venne negato di candidarsi fino al 2030 per abusi di potere e dei mezzi di informazione nella campagna presidenziale 2022. Nel 2025, invece, l'ex presidente ricevette una condanna di 27 anni di prigione per il suo ruolo nel tentato colpo di stato alle fine del suo primo mandato. Da quel momento, la questione su chi dovesse ereditare il suo movimento politico divenne estremamente importante prima delle elezioni presidenziali 2026.
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All'inizio, Flavio Bolsonaro non era l'unico possibile successore di suo padre. Infatti, il governatore di Sao Paolo, Tarcísio de Freitas, un ex ministro del governo di Jair, era una delle figure conservatrici più acclamate per la successione. Tuttavia, nel dicembre 2025, Flavio Bolsonaro ha annunciato che suo padre aveva scelto lui per la corsa presidenziale 2026. Da quel momento, anche se ha promesso continuità al movimento politico bolsonariano, Flavio ha comunque provato a differenziarsi da suo padre sotto il profilo stilistico, presentandosi come un conservatore più calmo e moderato.
Alla fine, alla convention nazionale del partito liberale del 25 luglio 2026, Flavio Bolsonaro è stato ufficialmente nominato come candidato alla presidenza. Quell'evento ha reso pubbliche le sue alleanze internazionali, con la presenza del presidente argentino, Javier Milei, e il videomessaggio ricevuto dal primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. Da candidato di destra, il figlio dell'ex presidente gode anche di buoni rapporti con l'amministrazione Trump. Rapporti che preoccupano, e non poco, il suo principale avversario, tanto che Lula ha annunciato che prenderà la parola all'Assemblea generale dell'ONU per chiedere al Tycoon di "non interferire" nelle elezioni brasiliane.
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Nonostante la candidatura ufficiale alla presidenza del Brasile, sulla figura di Flavio pendono gravi accuse giudiziarie. Come riportato da Reuters, a poco meno di un mese dalla prossime elezioni, "l'11 settembre [...] le autorità giudiziarie hanno reso noto che il candidato Bolsonaro è sotto indagine per corruzione, riciclaggio di denaro", evasione fiscale e altri irregolarità che si sarebbero verificate quando il Flavio chiese risorse economiche all'ex banchiere Vorcaro per finanziare un film biografico sulla carriera dell'ex presidente Jair Bolsonaro.
Il caso ha acquisito rilevanza pubblica quando la Corte Suprema ha reso pubblico il sommario del caso 'Banco Master', una trama legata all'ex banchiere Daniel Vorcaro e alla sua banca - ora in carcere con l'accusa di frode - e connessa con la produzione del film. Lo scandalo finanziario 'Banco Master', nel quale risultano coinvolte diverse istituzioni del paese (politica, Corte suprema e sistema bancario), occupa ormai le cronache brasiliane da mesi.
I fatti riguardanti Flavio Bolsonaro, invece, erano già emersi nei mesi scorsi, mentre da pochi giorni è arrivata la notizia ufficiale dell'indagine, dopo che la Corte suprema ha parzialmente revocato il segreto istruttorio. Il giudice della Corte Suprema titolare del caso è André Mendonça, nominato da Jair Bolsonaro.
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Le prossime elezioni del 4 ottobre 2026 hanno dunque una duplice valenza: da un lato, rappresentano il banco di prova del Bolsonarismo e del suo potenziale ritorno al potere; dall'altro, sono un test su come Flavio Bolsonaro possa trasformare il movimento politico ereditato da suo padre in una nuova elezione alla presidenza brasiliana.
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