Ford, account X violato: comparsi tweet pro Palestina

di

Emilia Morelli
Ford, account  X violato: comparsi tweet pro Palestina

Link to Subito dopo l’eliminazione dei tweet, Ford ha diffuso una dichiarazione per chiarire l’accaduto. «Il nostro account X è stato temporaneamente compromesso e i tre post precedenti non sono stati autorizzati né pubblicati da Ford»Subito dopo l’eliminazione dei tweet, Ford ha diffuso una dichiarazione per chiarire l’accaduto. «Il nostro account X è stato temporaneamente compromesso e i tre post precedenti non sono stati autorizzati né pubblicati da Ford»

fordLa sera del 30 dicembre, tre tweet controversi sono stati pubblicati sull’account ufficiale X (ex Twitter) di Ford Motor Company. I messaggi, che recitavano "Palestina libera", "Israele è uno Stato terrorista" e "All Eyes on Gaza", hanno suscitato un’ondata di commenti e condivisioni prima di essere rimossi nel giro di pochi minuti. Questi post, apparsi in rapida successione nell’arco di tre minuti, hanno polarizzato le reazioni degli utenti: alcuni criticavano duramente la casa automobilistica per una presa di posizione così schietta e divisiva, mentre altri applaudivano il gesto come un atto di coraggio.

Link to La reazione di Ford: un account compromessoLa reazione di Ford: un account compromesso

Subito dopo l’eliminazione dei tweet, Ford ha diffuso una dichiarazione per chiarire l’accaduto. «Il nostro account X è stato temporaneamente compromesso e i tre post precedenti non sono stati autorizzati né pubblicati da Ford», ha spiegato un funzionario dell’azienda a Newsweek. Lo stesso messaggio è stato poi pubblicato sul profilo ufficiale dell’azienda, accompagnato dalla precisazione che quanto apparso non rappresenta in alcun modo le opinioni di Ford Motor Company. L’azienda ha inoltre assicurato che sono in corso indagini, in collaborazione con la piattaforma X, per risalire agli autori dell’attacco.

Link to Un’eredità storica che amplifica la polemicaUn’eredità storica che amplifica la polemica

La vicenda ha assunto un risalto particolare a causa del passato del fondatore dell’azienda, Henry Ford. Negli anni Venti, Ford aveva esplicitato posizioni antisemite, utilizzando il quotidiano Dearborn Independent per diffondere teorie cospirative contro gli ebrei, un comportamento che all’epoca suscitò scandalo e critiche. Sebbene l’azienda abbia da tempo preso le distanze da quelle posizioni, l’eco di quell’eredità storica ha reso i tweet pubblicati – sebbene frutto di un hackeraggio – ancora più controversi.

Link to Tra indignazione e dibattitoTra indignazione e dibattito

I tweet hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza degli account aziendali sui social media e sulle implicazioni politiche di messaggi pubblicati – anche involontariamente – da brand globali. Ford, nel tentativo di riparare il danno d’immagine, ha ribadito la propria neutralità su questioni così divisive e ha promesso maggiore vigilanza per evitare il ripetersi di episodi simili. Tuttavia, l’incidente rimane un esempio di come l’hackeraggio possa rapidamente trasformarsi in un caso mediatico, soprattutto quando tocca temi politici estremamente delicati.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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