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Oggi, a tre anni di distanza, l’obiettivo sembra in parte raggiunto. Se nel 2021 il gas importato via tubo dalla Russia rappresentava il 40% del totale europeo, nel 2023 questa percentuale è crollata all’8%. Tuttavia, mentre le importazioni di gas naturale via terra diminuiscono, l’Europa registra un aumento significativo di gas naturale liquefatto (GNL) proveniente sempre dalla Russia.
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Un dato sorprendente Secondo i dati della società indipendente Rystad Energy, nel 2024 l’Europa ha raggiunto un record storico nelle importazioni di GNL russo: 17,8 milioni di tonnellate, oltre 2 milioni di tonnellate in più rispetto al 2023. Matteo Di Castelnuovo, esperto di energia dell’Università Bocconi, ha commentato: “Il gas russo è uscito dalla porta ed è rientrato dalla finestra”.Prima della crisi energetica, l’Europa si affidava poco al GNL, preferendo il gas via tubo per il costo inferiore e la mancanza di necessità di infrastrutture specializzate come i rigassificatori. Ma l’invasione dell’Ucraina e la successiva crisi hanno portato l’Unione Europea ad aumentare gli acquisti di GNL per sostituire le forniture via terra, in parte provenienti proprio dalla Russia.
Gli effetti sul mercato e il prezzo del gas Le crescenti importazioni di GNL si sono scontrate con un contesto di domanda elevata. Il freddo intenso dell’inverno e una performance sotto le attese delle energie rinnovabili hanno aumentato il consumo di gas, portando le riserve europee a livelli più bassi del previsto (61% della capacità a gennaio 2025).
Di conseguenza, il prezzo del gas sul mercato di Amsterdam ha oscillato intorno ai 50 euro per megawattora, un dato più basso rispetto al picco degli ultimi anni, ma comunque superiore ai livelli pre-guerra. L’esperto Di Castelnuovo sottolinea come questo aumento sia strutturale: “L’Europa ha perso la fornitura più economica sul mercato, quella via tubo dalla Russia, e si affida sempre più al costoso GNL”.
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Un nuovo fronte di discussione Le importazioni record di GNL russo hanno riacceso il dibattito sull’opportunità di includere anche questa fonte energetica tra le sanzioni contro Mosca. Dieci Stati membri dell’Unione Europea hanno già presentato una proposta a Bruxelles per vietare l’importazione di gas naturale liquefatto dalla Russia, sottolineando come le entrate energetiche siano strettamente collegate alla capacità di Mosca di sostenere la guerra in Ucraina.Tuttavia, non tutti i Paesi condividono questa linea. La Slovacchia, tra le nazioni più dipendenti dal gas russo, si oppone fermamente. “La Russia è sempre stata un partner affidabile per quanto riguarda le forniture energetiche”, ha dichiarato il premier slovacco Robert Fico.
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Un’opportunità (costosa) Nel caso in cui l’Europa decidesse di vietare completamente il gas russo, il principale sostituto potrebbe essere il GNL proveniente dagli Stati Uniti. Donald Trump ha già delineato un piano per aumentare drasticamente l’estrazione di gas e petrolio, promettendo di “sprigionare l’energia americana” per rifornire il mercato europeo.Tuttavia, affidarsi al gas americano presenta sfide significative. Il GNL degli Stati Uniti è più costoso rispetto al gas via tubo da altri fornitori come Norvegia, Algeria o Libia. Inoltre, l’espansione dell’export americano non sarà immediata: gli esperti stimano che il mercato del GNL potrebbe raggiungere un’offerta superiore alla domanda solo a partire dal 2025.
Le resistenze in Europa Non tutti i Paesi europei sono pronti a puntare sul GNL americano. In Germania, per esempio, il 90% delle importazioni di GNL proviene già dagli Stati Uniti, e il governo tedesco non intende aumentare ulteriormente questa quota. “Obbligare Stati e aziende a dipendere da un unico fornitore è l’opposto di un’economia di mercato”, ha dichiarato il ministro dell’Economia tedesco Robert Habeck.
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La transizione energetica verso fonti rinnovabili resta il principale obiettivo per l’Unione Europea. Tuttavia, nel breve periodo, il gas – e in particolare il GNL – continuerà a giocare un ruolo cruciale per garantire l’approvvigionamento energetico. La sfida per Bruxelles sarà trovare un equilibrio tra la riduzione della dipendenza energetica dalla Russia e la sostenibilità economica e ambientale delle nuove forniture.(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
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