Gaza, bombardata l’unica chiesa cattolica: morti e feriti tra i civili

di

Aisha Harrison
Gaza, bombardata l’unica chiesa cattolica: morti e feriti tra i civili

Link to Tra le vittime dell’attacco israeliano almeno tre morti e dieci feriti. Colpito anche il parroco, che era in contatto quotidiano con Papa Francesco prima della sua morte. La chiesa ospitava centinaia di sfollati cristiani e musulmani. Israele si scusa per l’errore.Tra le vittime dell’attacco israeliano almeno tre morti e dieci feriti. Colpito anche il parroco, che era in contatto quotidiano con Papa Francesco prima della sua morte. La chiesa ospitava centinaia di sfollati cristiani e musulmani. Israele si scusa per l’errore.

In un attacco aereo che ha colpito il cuore della piccola comunità cristiana di Gaza, l’unica chiesa cattolica dell’enclave è stata bombardata dalle forze israeliane, causando la morte di almeno tre persone e il ferimento di altre dieci. Tra i feriti figura il parroco, punto di riferimento non solo per i cristiani, ma anche per molti musulmani che avevano trovato rifugio nel complesso ecclesiastico. La chiesa colpita è la parrocchia latina della Sacra Famiglia, storicamente l’unica della sua confessione in tutta la Striscia. Nei suoi locali erano accolte da settimane centinaia di persone — cristiani e musulmani — fuggiti dai combattimenti e dai raid che hanno devastato ampie zone del territorio.

Il sacerdote ferito, che nei mesi scorsi riceveva quotidianamente una telefonata da Papa Francesco — scomparso lo scorso aprile — era diventato simbolo di resistenza pacifica e di testimonianza spirituale nel conflitto. La vicinanza del pontefice alla comunità di Gaza è stata uno dei gesti più significativi del suo ultimo periodo di vita.

In una mossa insolita, le autorità israeliane hanno diffuso un comunicato in cui esprimono “profondo rammarico” per le vittime civili e per i danni arrecati al luogo di culto. Si parla di un errore operativo e si ribadisce l’intenzione di evitare danni alla popolazione non combattente.Nonostante le scuse, la comunità internazionale ha reagito con sconcerto. Le immagini della chiesa danneggiata e dei feriti tra le macerie hanno rapidamente fatto il giro del mondo. Diverse organizzazioni umanitarie e rappresentanti delle Chiese cristiane — cattoliche e ortodosse — hanno chiesto un’indagine indipendente e il rispetto dei luoghi di culto come spazi inviolabili.

Il patriarcato latino di Gerusalemme ha condannato l’accaduto con parole dure: “Colpire un luogo sacro che ospita civili inermi è un atto che ferisce l’umanità e la fede. Le chiese non sono obiettivi, sono rifugi di speranza.”

La distruzione della Sacra Famiglia rappresenta non solo un colpo al patrimonio religioso della regione, ma anche un nuovo drammatico simbolo della sofferenza condivisa dalle comunità di Gaza, unite oggi nel lutto e nella preghiera.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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