Link to L’intesa rafforza anche la posizione degli Stati Uniti nel controllo e nella supervisione dei dati digitali dei cittadini e l’interferenza diretta del governo negli affari societari apre questioni di principio sul confine tra potere pubblico e mercato privato.L’intesa rafforza anche la posizione degli Stati Uniti nel controllo e nella supervisione dei dati digitali dei cittadini e l’interferenza diretta del governo negli affari societari apre questioni di principio sul confine tra potere pubblico e mercato privato.
Secondo quanto riportato dal NYT e e da altri quotidiani di rilievo, gli investitori coinvolti nell’accordo che ha portato alla creazione di una TikTok sotto controllo statunitense verseranno una somma complessiva di 10 miliardi di dollari al Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti — una cifra che sta suscitando scalpore per la sua entità e per il modo in cui è stata negoziata.
Questa somma — descritta dal governo come una sorta di “transaction fee” per il ruolo svolto dall’amministrazione nel favorire l’accordo — è stata pagata in parte dagli investitori già al momento della chiusura del deal, avvenuta nel gennaio scorso, con un anticipo di circa 2,5 miliardi di dollari. Il resto sarà versato in una serie di tranche nei prossimi mesi. Tra loto figurano nomi di primo piano come il colosso tecnologico Oracle, la società di investimento Silver Lake e il fondo degli Emirati MGX, ciascuno dei quali detiene circa il 15 % della nuova entità americana.
Un accordo nato da preoccupazioni per la sicurezza nazionale
L’accordo è arrivato al termine di un lungo braccio di ferro politico e normativo. Il Congresso degli Stati Uniti aveva approvato una legge che imponeva ai servizi digitali controllati da “avversari stranieri” di cedere il controllo o affrontare un bando totale; TikTok, di proprietà della cinese ByteDance, era stata esplicitamente inclusa in tale normativa. Per evitare il divieto, TikTok ha accettato di costituire una nuova società statunitense — il TikTok USDS Joint Venture LLC — con investitori a maggioranza americana e con un ridotto ruolo di ByteDance (che manterrà poco meno del 20 %).
Il ruolo della Casa Bianca e il “fee-plus”
Quello che ha attirato l’attenzione è stato il ruolo centrale del governo federale nel negoziare l’accordo. Tump ha infatti incaricato il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, di guidare personalmente la trattativa. Da tempo il presidente aveva annunciato che, oltre alla creazione di una nuova TikTok, gli Stati Uniti avrebbero ottenuto un “tremendous fee” per aver facilitato l’intesa. Critici indipendenti e analisti del settore sottolineano come una commissione di tale portata sia senza precedenti nel contesto usuale delle operazioni finanziarie private. Nel mondo degli investimenti, le commissioni per l’intermediazione di grandi fusioni e acquisizioni raramente superano l’1 % del valore di una transazione — cifra che, nel caso di un valore di circa 14 miliardi di dollari per la nuova TikTok, renderebbe il pagamento governativo di 10 miliardi quasi del 70 % del valore complessivo dell’operazione.
Una strategia economica e geopolitica
L’operazione riflette una tendenza più ampia: l’amministrazione ha infatti negoziato in altri casi accordi economici e presenze governative in settori strategici, tra cui partecipazioni in aziende tecnologiche e termini particolari nei salvataggi o nelle fusioni industriali. Supporter dell’amministrazione sostengono che l’intesa non solo risolve preoccupazioni di sicurezza nazionale, ma rafforza anche la posizione degli Stati Uniti nel controllo e nella supervisione dei dati digitali dei cittadini. D’altra parte, critici osservano che l’interferenza diretta del governo negli affari societari apre questioni di principio sul confine tra potere pubblico e mercato privato.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
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