Guerra Siria, Kallas (Ue): "I nostri vertici diplomatici andranno a Damasco"

di

Annachiara Mottola Di Amato

Link to Inviato Onu ad al-Jolani: la transizione sia "credibile e inclusiva"Inviato Onu ad al-Jolani: la transizione sia "credibile e inclusiva"

"Ho dato istruzione al vertice diplomatico di andare in Siria e prendere contatto con la nuova leadership". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas arrivando al suo primo Consiglio Affari Esteri. "Oggi dobbiamo discutere quali altri passi dobbiamo prendere se la Siria andrà nella giusta direzione e dobbiamo discutere a quale livello vogliamo trattare con la nuova leadership", ha aggiunto.

L'incontro tra al-Jolani e l'inviato Onu

Abu Muhammad al-Jolani, il leader islamista siriano il cui gruppo ha guidato l'offensiva che ha rovesciato Bashar al-Assad, ha incontrato l'inviato delle Nazioni Unite Geir Pedersen, in visita a Damasco. Stando a quanto riportato da un comunicato sul canale Telegram dei ribelli il leader di Hayat Tahrir al-Sham ha discusso con Pedersen "dei cambiamenti avvenuti sulla scena politica che rendono necessario aggiornare" una risoluzione del 2015 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che fissava una serie di step da rispettare per arrivare a una soluzione politica in Siria, "per adattarla alla nuova realtà".

Inviato Onu: la transizione sia inclusiva

L'inviato delle Nazioni Unite per la Siria ha sottolineato al leader del gruppo islamista Hayat Tahrir al-Sham (HTS), Abu Mohammad al-Jolani, la necessità per una transizione "credibile e inclusiva". Geir Pedersen, arrivato ieri a Damasco, ha incontrato il premier ad interim Mohammad al-Bashir. L'inviato speciale ha presentato i risultati dell'incontro internazionale di Aqaba sulla Siria del 14 dicembre, "sottolineando la necessità di una transizione politica credibile e inclusiva guidata dai siriani, basata sui principi della risoluzione 2254 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Jolani: la priorità è concentrarsi su ricostruzione e sviluppo della Siria

Le Nazioni Unite, ha dichiarato Pedersen durante l'incontro, intendono offrire ogni tipo di aiuto al popolo siriano. Pederson ha evidenziato inoltre la necessità di aggiornare e allineare la risoluzione 2254 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite alla situazione attuale in Siria. In merito Jolani ha chiesto di concentrarsi sull'integrità territoriale, sulla ricostruzione e sullo sviluppo economico della Siria. Lo si legge in una nota diffusa dalle autorità di Damasco.  Jolani ha inoltre evidenziato l'importanza di creare condizioni di sicurezza per il ritorno volontario dei rifugiati in Siria e di fornire sostegno per facilitare questo processo.

La Russia ha evacuato almeno 400 militari da Damasco

La Russia ha evacuato almeno 400 soldati dalla regione di Damasco negli ultimi giorni in coordinamento con il principale gruppo ribelle che ha rovesciato il regime di Bashar al-Assad. Lo afferma un portavoce del gruppo Hts aggiungendo che ulteriori negoziati sono in corso per evacuare più soldati in tutto il Paese. Stando a quanto ha affermato Kamal Lababidi, membro di Hayat Tahrir al-Sham, i soldati russi erano di stanza nel quartier generale della quarta divisione dell'esercito siriano a Qudsayya, un sobborgo della capitale. Inoltre, la settimana scorsa anche i soldati russi di stanza presso l'ambasciata a Damasco hanno lasciato il Paese.

Turchia: in Siria "vogliamo uno Stato civile e democratico"

"Vogliamo uno Stato civile e democratico". Lo ha detto il ministro degli Esteri di Ankara, Hakan Fidan, in un'intervista all'emittente saudita Al Hadath, rendendo palese l'aspettativa della Turchia per la Siria dopo Bashar Al Assad. Fidan ha poi affermato che è irrealistico sperare che si possa creare nel breve periodo una situazione completamente democratica. Il processo, ne è consapevole, richiederà tempo ma la speranza di Ankara è un governo siriano che eviti di promuovere discriminazioni, non abbia legami con gruppi terroristici e garantisca un equo trattamento delle minoranze, oltre ad affrontare i diritti delle donne. La Turchia si è detta poi disposta a sostenere la nuova amministrazione a cui comunicherà le sue aspettative, continuando a monitorarla, ha proseguito Fidan. Secondo il ministro degli Esteri turco, inoltre, Russia e Iran, con cui Ankara vuole continuare a parlare in merito alla situazione in Siria, non tenteranno di essere coinvolte in nuovi conflitti sul territorio ma si adatteranno al nuovo ordine e la nuova amministrazione di Damasco non cercherà di entrare in conflitto con lo Stato ebraico.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

Breaking News

"Stiamo lavorando al nuovo sito web, ci scusiamo per qualche disagio eventuale per le prossime ore"