Israele intensifica le operazioni contro Hezbollah nel sud del Libano

di

Ennio Bassi

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Israele intensifica le operazioni contro Hezbollah nel sud del Libano

Israele intensifica le operazioni contro Hezbollah nel sud del Libano

Link to L'Idf rivendica l'accerchiamento di una rete di tunnel mentre proseguono i negoziati con BeirutL'Idf rivendica l'accerchiamento di una rete di tunnel mentre proseguono i negoziati con Beirut

hezbollahLe Forze di difesa israeliane (Idf) affermano di aver circondato una vasta rete di tunnel attribuita a Hezbollah nel Libano meridionale, nell'area del crinale di Ali al-Taher, a circa dieci chilometri dal confine con Israele. Secondo l'esercito israeliano, il complesso sotterraneo sarebbe utilizzato dall'unità Badr del movimento sciita come centro operativo per coordinare e lanciare attacchi contro Israele e al suo interno sarebbero rimasti intrappolati decine di miliziani.

L'operazione si inserisce nel quadro delle tensioni lungo il confine tra i due Paesi. Dopo l'estensione della cosiddetta "linea gialla", che delimita la zona cuscinetto nel sud del Libano, nuovi raid israeliani sono stati lanciati in seguito alla morte di quattro militari, rimasti uccisi nell'esplosione di un carro armato. Parallelamente, a Washington proseguono i colloqui tra Israele e Libano sulla proposta statunitense di trasferire alcune aree oggi controllate dall'Idf all'esercito libanese. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha però ribadito che non è previsto alcun ritiro delle truppe, posizione confermata anche dal premier Benjamin Netanyahu, secondo cui gli obiettivi militari non sono ancora stati raggiunti.

Sul fronte di Gaza è intanto iniziata la fase operativa della forza internazionale di stabilizzazione promossa dagli Stati Uniti. Quattro ufficiali marocchini hanno raggiunto il quartier generale della missione a Kiryat Gat, in Israele. Il contingente dovrebbe essere composto anche da militari provenienti da Indonesia, Kazakistan, Albania e Kosovo, mentre il Marocco prevede di contribuire con un ospedale militare da campo nella Striscia.

Sempre riguardo a Gaza, il Consiglio di sicurezza nazionale israeliano ha esaminato nuovamente il piano per la cosiddetta "emigrazione volontaria" dei palestinesi. Secondo il Mossad, tuttavia, nessun Paese avrebbe finora manifestato disponibilità ad accogliere i civili della Striscia e il progetto non avrebbe registrato progressi concreti.

Sul piano internazionale, la Cina ha inaugurato nella provincia dello Shandong quello che presenta come il più grande impianto al mondo per la produzione di boro-10 ad alta purezza, materiale strategico impiegato nei reattori nucleari, nelle applicazioni mediche e nelle tecnologie avanzate. Pechino considera il progetto un passo importante verso l'autosufficienza nei materiali critici.

In Europa, i leader di Germania, Francia, Italia, Polonia e Regno Unito si sono riuniti a Berlino nel formato E5 per discutere del rafforzamento della difesa europea, del sostegno all'Ucraina e del ruolo della Nato in vista del prossimo vertice dell'Alleanza. Parallelamente, ad Antibes è in programma il vertice intergovernativo tra Italia e Francia, con al centro temi legati alla cooperazione industriale, alla difesa, allo spazio e agli sviluppi delle principali crisi internazionali.

Prosegue infine il conflitto in Sudan, dove le Forze di supporto rapido (Rsf) stanno concentrando uomini e mezzi nei pressi di El Obeid, città strategica del Nord Kordofan. Oltre agli scontri militari, nelle aree controllate dal gruppo paramilitare è iniziata la circolazione di nuove banconote emesse da un sistema finanziario parallelo, alimentando i timori di una crescente frammentazione istituzionale del Paese.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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