“L’industria italiana gode di ottima salute, anzi, fa da locomotiva in Europa. Il dato Istat conferma una più che positiva dinamica del ciclo economico relativo all’output dell’industria che, grazie a un eccellente effetto trascinamento sul 2022, ci induce a rivedere al rialzo le stime sul Pil per l’anno appena chiuso e a rafforzare le aspettative per l’anno appena aperto”, ha affermato commentando i dati Istat, Renato Brunetta, il ministro della PA aggiungendo, “se si dovesse registrare nell’ultimo trimestre 2021 una crescita attorno al +1% dovremmo rivedere al rialzo, ancora una volta, le previsioni di crescita dell’economia italiana dal +6,3% al +6,4% o perfino al +6,5%”.
Meno florida risulta l’analisi fornita da Bankitalia per quanto riguarda il prossimo futuro e le aspettative di inflazione e crescita. “I giudizi sulla situazione economica generale nel quarto trimestre del 2021 e le attese sulle proprie condizioni operative nei primi tre mesi del nuovo anno sono meno favorevoli rispetto al periodo precedente. La dinamica della domanda resterebbe robusta, ma i ritardi nelle catene di fornitura e la recrudescenza della pandemia comporterebbero rischi al ribasso sull’attività per più della metà delle imprese”, si legge nell’indagine. I problemi che contribuiscono a frenare le prospettive di crescita evidenziati da Bankitalia attengono all’incertezza dei fattori economici e politici e l’aumento del prezzo del petrolio, problemi di approvvigionamento delle materie prime e gli strascichi delle ondate pandemiche.
(Associated Medias)- Tutti i diritti sono riservati