Legge elettorale, oggi in Aula: la maggioranza cerca l’intesa sulle preferenze

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Redazione

Alla Camera parte l’esame della riforma tra tensioni e trattative nel centrodestra. La mediazione di Fratelli d’Italia prevede un capolista bloccato e fino a tre preferenze per gli altri candidati. Le opposizioni annunciano battaglia sul premio di maggioranza e sui passaggi più controversi del testo.

Legge elettorale, oggi in Aula: la maggioranza cerca l’intesa sulle preferenze

Oggi entra nel vivo alla Camera la partita sulla nuova legge elettorale. Dopo mesi di confronto e quattrocento emendamenti sul tavolo, l’Aula avvia l’esame delle modifiche al testo in un clima di forte tensione politica, con la maggioranza impegnata a trovare un accordo definitivo sul nodo più delicato: le preferenze.

La mediazione proposta da Fratelli d’Italia punta a un sistema misto: un capolista bloccato scelto dai partiti e fino a tre preferenze espresse dagli elettori per gli altri candidati, con il vincolo dell’alternanza di genere. Un compromesso pensato per conciliare la linea della premier Giorgia Meloni, che ha rivendicato la necessità di restituire ai cittadini la scelta dei parlamentari, con le perplessità di Forza Italia e Lega, più caute sull’introduzione delle preferenze.

La proposta, contenuta in un emendamento firmato da FdI, Noi moderati e Udc, non è ancora stata sottoscritta dagli alleati azzurri e leghisti, ma rappresenta il tentativo di chiudere una partita che rischia di creare frizioni nella coalizione.

Il nuovo meccanismo prevede che ogni partito presenti nei collegi una lista di sette candidati: il primo nome sarebbe bloccato, mentre gli altri sei verrebbero scelti attraverso il voto degli elettori. Secondo le simulazioni, il sistema consentirebbe a una parte significativa dei parlamentari di arrivare in Parlamento grazie alle preferenze, soprattutto nei partiti più grandi.

Un altro punto della riforma riguarda il cosiddetto listino del premio di maggioranza. Un emendamento della maggioranza stabilisce che i candidati inseriti nel listino debbano comunque presentarsi anche nei collegi territoriali, come capilista o secondi di lista, così da mantenere un legame con il voto degli elettori.

La giornata si annuncia però ad alta tensione. Le opposizioni preparano battaglia in Aula e puntano sul voto segreto sui passaggi più controversi, con l’obiettivo di mettere alla prova la compattezza della maggioranza. Nel mirino soprattutto il premio di maggioranza, ritenuto eccessivo, e l’impianto complessivo della riforma.

Il Movimento 5 Stelle insiste invece sulle “preferenze vere”, chiedendo la possibilità di indicare liberamente due nomi e una revisione del premio previsto per la coalizione vincente.

Per il centrodestra la priorità è evitare spaccature e arrivare a un testo condiviso. Ma il voto sulla legge elettorale resta una partita decisiva: non riguarda soltanto le regole del prossimo Parlamento, ma gli equilibri politici della legislatura e la futura competizione tra partiti.

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