L'Ue prepara la stretta sui social per i minori: limiti d'età e accesso graduale alle piattaforme

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Corinna Pindaro

La Commissione europea prepara una stretta sull'accesso dei minori ai social network. Dopo l'estate arriverà una proposta con limiti d'età, accesso graduale e sistemi di verifica per proteggere bambini e adolescenti

L'Ue prepara la stretta sui social per i minori: limiti d'età e accesso graduale alle piattaforme

L'Unione europea accelera sulla tutela dei minori online. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato che, dopo l'estate, Bruxelles presenterà una proposta legislativa destinata a introdurre regole più rigide per l'accesso dei bambini e degli adolescenti ai social network. L'obiettivo è limitare l'esposizione dei più giovani ai rischi della rete attraverso un sistema di accesso progressivo basato sull'età e su strumenti più efficaci di verifica dell'identità.

L'iniziativa nasce dalle raccomandazioni formulate da un gruppo di esperti incaricato dalla Commissione europea di studiare gli effetti dell'utilizzo delle piattaforme digitali sui minori. Il rapporto evidenzia come un uso precoce e prolungato dei social possa favorire ansia, depressione, disturbi del sonno, problemi di concentrazione e ritardi nello sviluppo dei bambini più piccoli.

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Tra le ipotesi al centro della proposta europea c'è l'introduzione di una soglia minima comune per l'accesso ai social network.

Secondo il modello illustrato dalla Commissione, i bambini sotto i 13 anni potrebbero utilizzare soltanto servizi fortemente limitati e, in alcuni casi, esclusivamente sotto la supervisione di un adulto. Per le fasce di età successive verrebbe invece previsto un accesso graduale, con restrizioni destinate ad attenuarsi man mano che cresce l'età dell'utente.

Von der Leyen ha spiegato che l'obiettivo non è vietare la tecnologia ai più giovani, ma definire regole proporzionate all'età, analogamente a quanto avviene per la guida, il consumo di alcol o altre attività soggette a limiti anagrafici.

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Uno dei pilastri della riforma sarà il rafforzamento dei sistemi di verifica dell'età.

La Commissione ha già sviluppato una soluzione europea per la verifica anagrafica che consente agli utenti di dimostrare la propria età senza condividere altri dati personali. Lo strumento, compatibile con il futuro portafoglio europeo di identità digitale, potrà essere adattato anche per certificare soglie diverse, come i 13 o i 16 anni, garantendo al tempo stesso la tutela della privacy.

L'intenzione è evitare che i minori possano aggirare facilmente i limiti dichiarando un'età diversa al momento dell'iscrizione alle piattaforme.

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Le nuove regole non riguarderanno soltanto gli utenti.

Bruxelles punta infatti a rafforzare anche gli obblighi a carico delle grandi piattaforme digitali, che dovranno progettare servizi più sicuri per bambini e adolescenti secondo il principio della "sicurezza by design". Tra le misure allo studio figurano limiti alle funzionalità più addictive, una maggiore protezione della privacy e sistemi più efficaci per impedire ai minori di accedere a contenuti inappropriati.

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L'iniziativa europea si inserisce in una tendenza già avviata in diverse parti del mondo.

Negli ultimi mesi Paesi come Australia, Regno Unito e Francia hanno annunciato o introdotto norme più severe sull'accesso dei minori ai social network, mentre anche altri governi stanno valutando interventi analoghi. L'obiettivo dell'Unione europea è ora definire una disciplina comune valida per tutti i 27 Stati membri, evitando un mosaico di regole nazionali differenti.

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La Commissione europea presenterà il testo ufficiale dopo la pausa estiva, con ogni probabilità nel discorso sullo Stato dell'Unione previsto a settembre.

Successivamente inizierà il negoziato con Parlamento europeo e Consiglio dell'Unione europea, che dovranno approvare il provvedimento prima della sua entrata in vigore.

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La futura riforma rappresenterebbe uno dei più importanti interventi europei sulla sicurezza dei minori nell'ambiente digitale.

L'idea di Bruxelles è costruire un modello che non si limiti a vietare l'accesso ai social, ma introduca un utilizzo progressivo e più sicuro delle piattaforme, accompagnato da sistemi di verifica affidabili e da maggiori responsabilità per le aziende tecnologiche.

Se approvata, la nuova normativa potrebbe cambiare profondamente il modo in cui milioni di bambini e adolescenti europei accedono ai social network, segnando una svolta nella regolazione del mondo digitale e nella tutela dei più giovani.

 

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