La dodicesima edizione della Regata dei Cinque Fari si è conclusa con l'istituzione del Trofeo Emmanuele F. M. Emanuele, dedicato alla memoria del professore, già presidente onorario della Canottieri Palermo. Il nuovo riconoscimento, destinato al primo classificato assoluto della manifestazione, è stato consegnato nel corso della cerimonia di premiazione svoltasi nella sede del circolo.
Ad aggiudicarsi la prima edizione del trofeo è stata Anemos II, dell'armatore Marco Bono, con a bordo i velisti Mauro Pelaschier e Tommaso Chieffi.
Il presidente della Canottieri Palermo, Pasquale Giardina, ha ricordato la figura di Emmanuele Emanuele, sottolineando il significato dell'iniziativa: «Questa regata ha dimostrato ancora una volta come il mare sappia mettere tutti sullo stesso piano. Non ha vinto chi aveva semplicemente la barca più veloce, ma chi è riuscito a interpretare condizioni difficilissime senza mai arrendersi. Siamo orgogliosi di aver dedicato un premio al Prof. Emmanuele Emanuele, già Presidente Onorario della Società Canottieri Palermo. Un uomo che ha saputo unire cultura, solidarietà e visione, valori che vogliamo continuare a trasmettere anche attraverso il nostro sport».
L'istituzione del trofeo richiama anche il rapporto costruito negli anni tra la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale e la Canottieri Palermo. La collaborazione è iniziata nel 2020 con il progetto "Un remo per Asher", che ha introdotto il canottaggio come strumento di integrazione e sport-terapia per persone fragili, ed è proseguita con "Curarsi remando e veleggiando", iniziativa realizzata con il supporto della Breast Unit dell'Ospedale Civico di Palermo. Il programma offre corsi gratuiti di canottaggio e vela a donne operate di tumore al seno: la voga agisce come linfodrenaggio naturale contro il linfedema, mentre l'attività di squadra in mare favorisce anche il recupero emotivo e psicologico delle partecipanti.

Nel corso della cerimonia è intervenuta anche Alessandra Taccone, succeduta a Emmanuele Emanuele alla presidenza della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, che ha dichiarato: «Questo prestigioso Trofeo trasforma l’assenza dell’indimenticato Prof. Emanuele in memoria viva, ed è simbolo tangibile della sua eredità morale, che oggi ho la responsabilità e il privilegio di portare avanti. Egli amava la Canottieri Palermo, fiore all’occhiello della sua città natale che portava sempre nel cuore, e la considerava un presidio di civiltà per educare i giovani ai valori più alti. Se c’era infatti un valore che il Prof. Emanuele poneva sopra ogni cosa, nello sport come nella vita, era la disciplina, intesa come la massima espressione dell’impegno e del rispetto verso noi stessi e gli altri, valori che improntano ogni giorno anche l’operato della nostra Fondazione. Al vincitore di questo Trofeo, a me particolarmente caro, vanno dunque le mie più sincere congratulazioni, nel segno di un uomo che ha creduto nello sport e ha sempre guardato l'orizzonte con la certezza che, usando passione e disciplina, nessuna tempesta è insuperabile.»
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