Nuovo capitolo giudiziario per Daniela Santanchè. La Procura di Milano ha notificato all'ex ministra del Turismo e senatrice di Fratelli d'Italia l'avviso di conclusione delle indagini preliminari, atto che normalmente precede la richiesta di rinvio a giudizio. L'inchiesta riguarda i fallimenti di Ki Group Holding, Ki Group, Bioera e Umbria Srl e coinvolge complessivamente sedici persone, oltre a una società.
Per Santanchè si tratta del terzo procedimento giudiziario aperto nei suoi confronti, dopo il processo già in corso sul caso Visibilia e il procedimento relativo alla presunta truffa ai danni dell'Inps per la gestione della cassa integrazione durante il periodo Covid.
Link to Le accuse della ProcuraLe accuse della Procura
I magistrati milanesi contestano, a vario titolo, i reati di bancarotta, falso in bilancio e truffa aggravata ai danni dello Stato.
Secondo gli inquirenti, Santanchè avrebbe partecipato alla gestione delle società finite poi in liquidazione giudiziale, contribuendo a operazioni che avrebbero aggravato il dissesto finanziario dei gruppi coinvolti. Tra gli indagati figurano anche la sorella Fiorella Garnero, l'ex compagno Giovanni Canio Mazzaro e altri ex amministratori e sindaci delle società interessate.
L'avviso di conclusione delle indagini non rappresenta una condanna né un rinvio a giudizio, ma costituisce l'ultimo passaggio della fase investigativa prima delle eventuali richieste della Procura.
Link to Il caso Ki Group e BioeraIl caso Ki Group e Bioera
L'inchiesta ruota attorno ai dissesti finanziari che hanno interessato diverse società del gruppo Bioera-Ki Group.
Tra i principali rilievi formulati dalla Procura vi è la presunta costituzione della nuova Ki Group attraverso il conferimento di un ramo d'azienda che avrebbe lasciato la holding priva delle proprie attività principali. Gli inquirenti contestano inoltre operazioni societarie considerate irregolari, presunti falsi nei bilanci e l'utilizzo di finanziamenti pubblici garantiti dallo Stato per finalità diverse rispetto a quelle dichiarate.
Una parte delle contestazioni riguarda anche l'iscrizione in bilancio di valori ritenuti non corrispondenti alla reale situazione patrimoniale delle società e la distribuzione di dividendi in presenza di condizioni economiche già compromesse.
Link to I prossimi passaggiI prossimi passaggi
Con la chiusura delle indagini si apre ora la fase che potrebbe portare al processo.
La difesa avrà la possibilità di depositare memorie, produrre documenti, chiedere nuovi interrogatori o sollecitare ulteriori approfondimenti investigativi. Solo successivamente i pubblici ministeri decideranno se chiedere il rinvio a giudizio oppure archiviare in tutto o in parte alcune delle contestazioni.
Link to Gli altri procedimentiGli altri procedimenti
La nuova inchiesta si aggiunge a un quadro giudiziario già complesso.
Santanchè è infatti già a processo per il caso Visibilia, relativo alle false comunicazioni sociali, mentre è pendente anche il procedimento sulla presunta truffa aggravata ai danni dell'Inps per l'utilizzo della cassa integrazione Covid. Quest'ultimo fascicolo è ancora nella fase dell'udienza preliminare.
L'apertura di un terzo possibile processo potrebbe quindi ampliare ulteriormente il fronte giudiziario che coinvolge l'ex ministra.
Link to La presunzione di innocenzaLa presunzione di innocenza
L'avviso di conclusione delle indagini rappresenta esclusivamente un atto previsto dal codice di procedura penale e non implica alcun accertamento definitivo di responsabilità.
Santanchè, come tutti gli indagati, beneficia della presunzione di innocenza fino a un'eventuale sentenza irrevocabile di condanna. Nelle prossime settimane la Procura di Milano dovrà decidere se chiedere formalmente il rinvio a giudizio, aprendo così un nuovo processo destinato ad affiancarsi agli altri procedimenti già in corso.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati