Link to Il grattacielo crollato a Bangkok, che ha sepolto numerosi operai, era un progetto in cui Italian-Thai Development partecipava con una quota del 51% in una joint-venture con la China Railway Engineering Corporation (CREC)Il grattacielo crollato a Bangkok, che ha sepolto numerosi operai, era un progetto in cui Italian-Thai Development partecipava con una quota del 51% in una joint-venture con la China Railway Engineering Corporation (CREC)
Nonostante il nome possa suggerire un legame con l’Italia, la Italian-Thai Development è oggi una realtà interamente thailandese. Fondata nel 1958 da Chaijudh Karnasuta e Giorgio Berlingieri, l’azienda ha progressivamente perso ogni connessione con il nostro Paese, affermandosi come uno dei principali attori del settore edile in Thailandia.
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Nel corso degli anni, il gruppo ha realizzato alcune delle infrastrutture più importanti del Paese, tra cui il Suvarnabhumi International Airport, il principale scalo thailandese situato a 25 chilometri dalla capitale e inaugurato nel 2006. Secondo l’ultimo rapporto finanziario, la maggioranza dell’azienda è ancora controllata dalla famiglia Karnasuta, che detiene il 22,3% delle quote, con una parte rilevante attribuita a Premchai Karnasuta, attuale presidente. Quest’ultimo, noto imprenditore, è stato protagonista di vicende giudiziarie, tra cui una condanna a 16 mesi per bracconaggio di una pantera nera, una specie protetta in Thailandia.
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Il grattacielo crollato a Bangkok, che ha sepolto numerosi operai, era un progetto in cui Italian-Thai Development partecipava con una quota del 51% in una joint-venture con la China Railway Engineering Corporation (CREC), una delle più grandi società di ingegneria e costruzione a livello globale. L’edificio era destinato a ospitare uffici governativi, ma il tragico incidente ha sollevato interrogativi sulla sicurezza del progetto. Le autorità thailandesi hanno già avviato un’indagine per chiarire eventuali responsabilità.
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L’incidente si inserisce in un momento di grande difficoltà economica per Italian-Thai Development. Negli ultimi anni, l’azienda, quotata alla Borsa di Bangkok dal 1994, ha subito un drastico calo del valore azionario, registrando una perdita del 90% dal 2021. Nel 2024, ha chiuso il bilancio con un passivo di 5,77 miliardi di Baht (circa 170 milioni di dollari), mentre il debito ha superato i 110 miliardi di Baht (oltre 3 miliardi di dollari).
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Solo pochi giorni prima della tragedia di Bangkok, Italian-Thai Development, in collaborazione con Vijitphan Construction Ltd, era stata coinvolta in un altro grave incidente. Durante i lavori per la costruzione di un’autostrada, un crollo ha provocato la morte di cinque persone, aggravando ulteriormente la reputazione del gruppo.
L’azienda si trova ora ad affrontare un futuro incerto, tra le difficoltà finanziarie e le indagini in corso, mentre la Thailandia si interroga sulle condizioni di sicurezza nei grandi cantieri del Paese.
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