Link to Una fonte delle Nazioni Unite afferma che Israele ha nuovamente aperto il fuoco contro un posto di osservazione delle Nazioni Unite nel Libano meridionale, ferendo due persone. L'Idf "stiamo indagando"Una fonte delle Nazioni Unite afferma che Israele ha nuovamente aperto il fuoco contro un posto di osservazione delle Nazioni Unite nel Libano meridionale, ferendo due persone. L'Idf "stiamo indagando"
L'esercito israeliano continua a fare fuoco sulle basi dei peacekeepers dell'Unifil nel Libano meridionale. Altri due i feriti questa mattina dai colpi dell'Idf, secondo quanto riferisce una fonte Onu. Colpite anche due basi italiane. L'Idf dichiara: "stiamo indagando sull'incidente".
ALTRI DUE SOLDATI UNIFIL FERITI DAL FUOCO ISRAELIANO
Una fonte Onu afferma che Israele ha di nuovo aperto il fuoco contro un posto di osservazione delle Nazioni Unite nel Libano meridionale ferendo due persone. A riferirlo è il quotidiano israeliano Haaretz. La notizia è confermata anche dai media libanesi riportano che l' Idf avrebbe sparato contro una torre Unifil, ferendo un numero imprecisato di caschi blu del battaglione cingalese. Colpi d'artiglieria, secondo tv libanesi vicina a Hezbollah, sarebbero stati sparati contro l'ingresso principale del centro di comando Unifil a Naqura.
IDF: "STIAMO INDAGANDO SULL'INCIDENTE"
L'esercito israeliano dichiara di aver ricevuto segnalazioni di danni a un avamposto dell'Unifil e di feriti tra due soldati delle forze di peacekeeping: "L'incidente è in fase di indagine e i suoi dettagli sono in fase di esame". "Da poco abbiamo ricevuto un report di danni all'Unifil nell'area di A-Nakura", ha detto l'Idf al Times of Israel, "due membri della forza di Pace dell'Onu sono rimasti feriti. L'incidente è in fase di indagine".
L'allerta per i militari dell'Unifil era molto alta da giorni. Perfino da prima che Israele il 29 settembre decidesse di entrare con le sue truppe in Libano. L'ordine per i caschi blu, schierati lungo la Linea blu al confine, infatti, era di restare protetti e non uscire dalle basi, ma di continuare a presidiare le loro postazioni. E di ignorare quindi i ripetuti moniti dell'Idf a spostarsi per facilitare le sue azioni contro Hezbollah.
COLPITE DUE BASI ITALIANE, LA REAZIONE DEL GOVERNO
Il pericolo per i soldati Unifil però è arrivato proprio dall'esercito israeliano che ha "deliberatamente" preso di mira la forza di pace dell'Onu. In diversi punti: nel suo quartier generale a Naqura, dove sono rimasti feriti due militari indonesiani, e nelle due basi italiane 1-31 e 1-32A. La reazione dell'Italia, che con circa 1.200 soldati schiera il contingente più numeroso dell'Unifil, è stata immediata. "Inammissibile", ha commentato la premier Giorgia Meloni, in contatto con Guido Crosetto che ha convocato l'ambasciatore designato di Israele, Jonathan Peled, per esprimergli l'indignazione e la protesta del governo e dell'intero Paese. Ma, soprattutto, per ricordargli che "né l'Onu né l'Italia prendono ordini da Israele", che continua ad intimare ai caschi blu di ritirarsi.
CHARLES MICHEL (UE):
Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha condannato gli attacchi alle operazioni di pace delle Nazioni Unite. Infatti, dopo che i peacekeeper hanno dichiarato che le forze israeliane hanno aperto il fuoco sul loro quartier generale nel Libano meridionale Michel si è espresso così: "Un attacco contro una missione di pace delle Nazioni Unite è irresponsabile e non è accettabile, ed è per questo che invitiamo Israele e tutte le parti a rispettare pienamente il diritto umanitario internazionale".
LA RICOSTRUZIONE DI QUANTO ACCADUTO
Secondo la ricostruzione del portavoce dell'Unifil, Andrea Tenenti, un carro armato Merkava dell'Idf "ha sparato verso una torre di osservazione presso il quartier generale di Naqura", colpendola e facendo cadere i due caschi blu che sono rimasti feriti. "Le ferite sono fortunatamente, questa volta, non gravi, ma rimangono in ospedale", ha aggiunto Tenenti. L'esercito israeliano ha quindi colpito la posizione Unp 1-31, colpendo l'ingresso del bunker dove si erano rifugiati i caschi blu italiani. Perfino dopo l'attacco, l'ambasciatore israeliano all'Onu, Danny Danon, ha "raccomandato" ai peacekeeper di "spostarsi di 5 km a nord per evitare pericoli mentre i combattimenti si intensificano e mentre la situazione lungo la Linea Blu rimane instabile a causa dell'aggressione di Hezbollah". Un invito che dopo quanto accaduto suona più come una minaccia e che, ancora una volta, l'Unifil ha respinto.
UNIFIL: DECISO IL TRASFERIMENTO TEMPORANEO DI 300 CASCHI BLU IN ZONE PIÚ SICURE
Il contingente di peacekeeping è determinato a resistere: "In questo momento l'unica cosa che possiamo fare è proteggerci. Restiamo nelle nostre basi a fare il nostro dovere, nel perimetro della nostra sicurezza, fin quando ci sarà consentito dall'Onu e dalla Difesa", hanno affermato fonti militari italiane. La condanna di quanto accaduto per mano dell'esercito israeliano è arrivata anche dall'Ue e dagli altri Paesi che contribuiscono all'Unifil, come la Spagna (nelle postazioni attaccate c'erano anche 49 spagnoli) e la Francia che ricordano a Israele "il dovere di proteggere i caschi blu". Durante la riunione tenutasi ieri sera al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dopo gli attacchi israeliani alle basi Unifil, il capo delle forze di peacekeeping delle Nazioni Unite Jean Pierre Lacroix ha detto che Unifil ha deciso di trasferire temporaneamente 300 peacekeeper degli oltre 10 mila schierati in Libano in basi più grandi per la loro sicurezza.
LA RIUNIONE DEI PAESI UE
Roma e Parigi hanno deciso, dopo un colloquio tra Crosetto e il francese Sebastien Lecornu, di riunire i Paesi europei che partecipano alla missione in una videoconferenza per la settimana prossima. Segnali anche dagli Stati Uniti, che hanno espresso "preoccupazione" per quanto sta avvenendo in Libano alle missioni Unifi. Nel sud del Paese dei cedri intanto continuano i combattimenti tra l'esercito israeliano e Hezbollah: l'Idf annuncia di aver ucciso due comandanti delle milizie filoiraniane e aver colpito depositi di armi a Beirut e nel sud del Paese. Mentre il partito di Dio invece rivendica di aver colpito carri armati israeliani nel sud, proprio lungo la linea di demarcazione tra i due Paesi. Nuovi raid di Israele hanno colpito anche il centro della capitale libanese con numerose vittime. Secondo le autorità locali, il bilancio dall'inizio dei combattimenti è salito a 2.169 morti e oltre 10 mila feriti.
IDF: UCCISO IN CISGIORDANIA IL COMANDANTE DELLA JIHAD ISLAMICA PALESTINESE
Le Forze di difesa israeliane, intanto, hanno dichiarato oggi di aver ucciso il comandante supremo della Jihad islamica palestinese, Mohammad Abdullah, nel raid aereo che ieri ha colpito il campo profughi di Nur Shams a Tulkarem, in Cisgiordania. Abdullah era stato nominato capo della milizia a Tulkarem dopo che il suo predecessore Mohammed Jabber era stato ucciso in uno scontro a fuoco a fine agosto ed era responsabile dell'organizzazione delle attività della Jihad islamica tra cui "molti attacchi" con l'utilizzo di esplosivi contro le truppe israeliane, spiegano le Idf.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
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