Maire, conti da primato: ricavi a 7,1 miliardi. Nextchem studia l’Ipo

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Ennio Bassi

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Maire, conti da primato: ricavi a 7,1 miliardi. Nextchem studia l’Ipo

Maire, conti da primato: ricavi a 7,1 miliardi. Nextchem studia l’Ipo

Link to Nel piano al 2035 il gruppo dell’ingegneria punta a superare 13 miliardi di fatturato e a rafforzarsi nella transizione energetica. La controllata tecnologica valuta la quotazione e l’ingresso di nuovi soci di minoranzaNel piano al 2035 il gruppo dell’ingegneria punta a superare 13 miliardi di fatturato e a rafforzarsi nella transizione energetica. La controllata tecnologica valuta la quotazione e l’ingresso di nuovi soci di minoranza

[caption id="attachment_84922" align="alignleft" width="300"] Alessandro Bernini, CEO di Maire[/caption]

Maire archivia il 2025 con numeri record e rilancia le ambizioni di lungo periodo. Il gruppo italiano dell’ingegneria, guidato dal fondatore e presidente Fabrizio Di Amato e dall’amministratore delegato Alessandro Bernini, ha presentato a Milano il piano industriale al 2035: l’obiettivo è raddoppiare i ricavi consolidati, portandoli oltre 13 miliardi rispetto ai 7,1 miliardi raggiunti nel 2025, e consolidare un posizionamento globale lungo l’intera filiera della transizione, dai nuovi combustibili ai processi di decarbonizzazione.

«Vogliamo essere protagonisti della nuova era dell’energia e della materia», è il messaggio di Di Amato, che richiama il ruolo storico della grande chimica italiana e indica la rotta: idrogeno circolare, fertilizzanti, soluzioni per il Gnl, tecnologie per l’industria estrattiva e, nel perimetro delle competenze, anche il nucleare. Una strategia che il mercato ha accolto positivamente, con il titolo in rialzo a Piazza Affari.

Il piano prevede margini in crescita e una struttura finanziaria robusta. Nel 2035 Maire mira a un Ebitda margin tra il 10% e l’11% e a investimenti cumulati compresi tra 1,2 e 1,4 miliardi, includendo anche risorse per acquisizioni. Il gruppo stima inoltre disponibilità nette adjusted attorno a 2,1 miliardi a fine periodo, tenendo conto di investimenti e dividendi. Bernini ha spiegato che la crescita del sistema energetico resterà sostenuta soprattutto nel Global South, dove la monetizzazione del gas e le soluzioni per la transizione continueranno a pesare in modo rilevante.

Intanto, i risultati 2025 hanno superato le attese: ricavi a 7,1 miliardi (+20,3%), Ebitda a 500,1 milioni (+29,4%) con margine al 7%, utile netto a 284,5 milioni (+33,9%). L’incidenza dell’utile sui ricavi sale al 4%, il livello più alto mai registrato dal gruppo. Il portafoglio ordini si attesta a 12,7 miliardi, a conferma della visibilità sul medio periodo.

Sul fronte della remunerazione, il consiglio di amministrazione ha proposto un dividendo di 0,585 euro per azione, in aumento del 64,3% rispetto all’esercizio precedente, per un esborso complessivo di 187,6 milioni. La società indica un ulteriore passo avanti nel 2027: ricavi attesi tra 7,5 e 7,7 miliardi ed Ebitda tra 545 e 575 milioni, con margine previsto tra 7,3% e 7,5%. Gli ordini sono stimati intorno ai 9 miliardi, con 4,7 miliardi già acquisiti nei primi due mesi dell’anno.

A trainare il 2025 sono stati sia il core business ingegneristico sia le tecnologie per la decarbonizzazione. Tecnimont ha generato ricavi per 6,6 miliardi (+19,1%), mentre Nextchem — il “braccio” tecnologico del gruppo — ha registrato 495 milioni di fatturato (+38,4%). Bernini ha rivendicato la solidità del modello industriale anche in un contesto energetico e geopolitico più instabile, citando in particolare il Medio Oriente, mentre Di Amato ha assicurato che le tensioni internazionali non modificano la traiettoria strategica.

Proprio Nextchem è al centro delle possibili novità più rilevanti. La società, controllata da Maire con l’82% del capitale e focalizzata su transizione energetica e chimica verde, valuta la strada della quotazione e non esclude l’ingresso di nuovi soci di minoranza, a fronte di una valorizzazione ritenuta adeguata. «Da tempo riceviamo interesse da potenziali investitori», ha spiegato Bernini, chiarendo che sul tavolo restano sia l’ipotesi Ipo sia quella di un accordo con uno o più partner.

Nel frattempo, Nextchem ha annunciato nuovi contratti per 485 milioni, tramite le controllate Stamicarbon e KT Tech, per licenze, pacchetti di ingegneria e apparecchiature proprietarie destinati a tre complessi industriali di larga scala in Nord Africa. Per il 2026 la controllata prevede ricavi tra 670 e 700 milioni e un Ebitda margin compreso tra 22% e 24%. Di Amato ha aggiunto che il gruppo sta valutando possibili acquisizioni nella prima metà dell’anno, mantenendo però un approccio “molto selettivo”. In un mosaico industriale che punta a crescere per linee interne e, dove serve, con operazioni mirate, Maire prova così a trasformare la fase di transizione energetica in una piattaforma di espansione di lungo periodo.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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