Mattarella dal Giappone, "Per l'Ucraina una pace giusta che non si basi sulla forza delle armi"

Mattarella dal Giappone, "Per l'Ucraina una pace giusta che non si basi sulla forza delle armi"

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[caption id="attachment_65657" align="aligncenter" width="300"] Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella visita il Tempio Nanzen-ji (foto di Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)[/caption]

"Non siamo ancora a questo punto: non sono neanche iniziati i negoziati di pace. Parlare di quello che avverrà come soluzioni è totalmente fuori dal momento". Lo ha detto il presidente Sergio Mattarella in un'intervista alla rete giapponese NHK, rispondendo a una domanda sull'eventuale invio di truppe italiane di peacekeeping in Ucraina.

"Da tre anni l'Europa cerca di convincere la Russia a sedersi al tavolo dei negoziati, e tutti auspichiamo che ciò accada al più presto. È essenziale -ha aggiunto il presidente- raggiungere una pace giusta, che non si basi sulla forza delle armi, perché un accordo imposto con la sopraffazione non sarebbe stabile nel tempo e creerebbe rischi per l'ordine internazionale. La soluzione deve essere equa e rispettare i principi della Carta dell'Omu, garantendo stabilità e accettazione reciproca. Non si deve umiliare nessuna delle due parti, ma trovare un equilibrio che assicuri una pace duratura."

Mattarella ha parlato poi di economia globale e dei rapporti tra Tokyo e Roma. "Italia e Giappone sono due grandi Paesi esportatori - ha detto facendo riferimento alla  nuova politica dei dazi americana- che hanno la convinzione fondatissima che sia indispensabile avere delle economie aperte, delle collaborazioni economiche tra gli stati che creano integrazione e interdipendenza. Un mondo fatto di economie chiuse, in contrapposizione tra di loro, è un mondo invivibile. Invece un mondo fatto di economie aperte è quello che nella storia ha sempre accompagnato la pace. Quando sono prevalse economie contrapposte, in contrasto radicale, c'è sempre stata una conseguenza di scontri e qualche volta di conflitti".

Italia e Giappone hanno "una convinzione comune: quella che la vita internazionale è possibile soltanto se vi sono regole certe che tutti rispettino, regole che valgano per tutti a prescindere dalle dimensioni o dalla forza militare o economica di cui dispongono. Regole di questo genere sono indispensabili per una vita ordinata. Giappone e Italia pensano che le regole vadano rispettate e che quando vengono violate si realizzano condizioni drammatiche come in questo momento in Ucraina", ha rimarcato il presidente. ociated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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