Melonellum, parte la sfida in tribunale: 300 ricorsi contro la legge elettorale

di

Redazione

Il gruppo «Costituzione e Democrazia» individua sette possibili profili di incostituzionalità. Il M5S facilita la raccolta delle firme per le forze politiche minori.

Melonellum, parte la sfida in tribunale: 300 ricorsi contro la legge elettorale

Contro la nuova legge elettorale, appena firmata dal presidente della Repubblica, sta per partire una raffica di ricorsi.  A promuovere l' iniziativa la rete di esperti che fa capo a Costituzione e Democrazia, guidato dall’ex presidente della Rai e giurista Roberto Zaccaria, che contesta sette possibili profili di incostituzionalità. Intanto, il Movimento 5 Stelle sostiene le forze politiche più piccole: il senatore Luigi Nave ha lasciato il partito per aderire al gruppo Misto e facilitare la raccolta delle firme necessarie alla presentazione delle liste.

Il costituzionalista Enrico Grosso sta intanto anche  preparando un modello di ricorso che gli avvocati potranno adattare ai singoli casi. Una raccolta fondi servirà a coprire le spese legali dei cittadini che dovessero perdere la causa.

La legge è stata pubblicata in Gazzetta ufficiale e, una volta trascorsi i termini previsti, sarà possibile avviare le azioni giudiziarie. L’obiettivo è ottenere dai giudici il rinvio delle questioni alla Corte costituzionale, che potrebbe pronunciarsi, nella migliore delle ipotesi, tra febbraio e marzo.

Link to I sette punti contestatiI sette punti contestati

Tra gli aspetti più controversi c’è l’obbligo per i partiti di indicare prima del voto il candidato alla presidenza del Consiglio e il programma elettorale. Secondo i promotori, questa disposizione potrebbe limitare la libertà dei partiti di decidere come presentarsi alle elezioni e interferire con le prerogative del presidente della Repubblica nella scelta del presidente del Consiglio.

I giuristi contestano inoltre il rischio di introdurre una sorta di «premierato di fatto» attraverso una legge ordinaria, senza seguire la procedura di revisione costituzionale prevista dall’articolo 138 della Carta.

Nel mirino anche il premio di maggioranza, ritenuto eccessivo dai promotori perché potrebbe alterare il peso dei voti espressi dagli elettori. Un ulteriore rilievo riguarda l’attribuzione dei seggi al Senato su base nazionale, anziché regionale, come previsto dalla Costituzione.

Gli altri punti contestati sono il mancato rispetto dell’alternanza di genere nelle candidature, le regole relative alla circoscrizione Estero per l’elezione del Senato e l’aumento delle firme necessarie per presentare liste che non dispongono già di una rappresentanza parlamentare. Per queste forze politiche, la soglia potrebbe arrivare a 6.000 sottoscrizioni per collegio.

Link to Il M5S aiuta le forze politiche più piccoleIl M5S aiuta le forze politiche più piccole

Sul piano politico, il senatore Luigi Nave ha lasciato il Movimento 5 Stelle, su richiesta del partito, per aderire alla componente di Alleanza Verdi e Sinistra all’interno del gruppo Misto del Senato.Il passaggio consentirà di creare una nuova componente autonoma, facilitando la raccolta delle firme per il Partito socialista italiano, guidato da Enzo Maraio, e per Progetto civico, promosso da Alessandro Onorato. In questo modo, le due formazioni potranno raccogliere 1.500 firme anziché affrontare una soglia più elevata.

Il Movimento 5 Stelle ha spiegato di voler contrastare una legge che, a suo giudizio, rischia di ostacolare la partecipazione delle nuove forze politiche alle elezioni.

La battaglia si sposta ora nelle aule giudiziarie. Saranno i tribunali a decidere se sottoporre le questioni alla Corte costituzionale, chiamata eventualmente a stabilire se le disposizioni contestate siano compatibili con la Car

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

Breaking News