Meloni al giro di boa , “Stabilità, lavoro e riforme. Ma la sfida è appena iniziata”

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Redazione
Meloni al giro di boa , “Stabilità, lavoro e riforme. Ma la sfida è appena iniziata”

In una lunga intervista all' Adnkronos, la premier  fa il bilancio dei primi due anni e mezzo di governo: rivendica la solidità dell’esecutivo, i risultati su occupazione e credibilità internazionale, ma ammette le difficoltà su natalità, energia e carceri. L’obiettivo resta attuare per intero il programma del centrodestra: “A fine legislatura voglio poter dire agli italiani: lo avevamo promesso, lo abbiamo fatto”

 

meloniA due anni e mezzo dall’insediamento, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha  traccia un bilancio della sua esperienza di governo in un’intervista ad Adnkronos. Un punto di svolta che, per la premier, segna un traguardo importante ma non ancora definitivo: “Se penso alle tante vicende che abbiamo vissuto, mi sembra lontano quel 22 ottobre 2022, ma per ciò che ancora vogliamo fare è come se avessimo appena cominciato”, afferma.

La premier ha toccato i principali temi dell’agenda politica, nazionale e internazionale. Un colloquio in cui ha riaffermato la sua intenzione di completare il programma di governo e candidarsi per un secondo mandato nel 2027: “Voglio poter dire agli italiani: ve lo avevamo promesso, lo abbiamo fatto”,  ha detto sottolineando come gli impegni spaziino “dall’economia all’immigrazione, dalla sicurezza alle riforme istituzionali, dal sostegno alle famiglie alla politica estera e al lavoro”.

Tra i passaggi più rilevanti, le parole sul rapporto con gli Stati Uniti, alla luce anche degli sviluppi sul fronte internazionale: “Siamo amici storici degli USA, ma non saremo mai subalterni. L’interesse nazionale va difeso con lealtà, ma anche con fermezza”, ha sottolineato Meloni ricordando che il principio dell’“America First” non era solo uno slogan, ma un progetto politico strutturato, sostenuto a lungo dai circoli repubblicani americani.

Sul fronte europeo, non sono mancate le riflessioni sui rapporti con il presidente francese Emmanuel Macron, spesso segnati da tensioni: “Italia e Francia - ha detto- sono due grandi nazioni con interessi comuni e una sana competizione. Le nostre relazioni sono fatte di sfumature, ma anche di consuetudine e collaborazione. Il mio approccio resta pragmatico: contano i risultati concreti”.

Meloni ha poi risposto alle critiche, soprattutto da sinistra, legate al suo mancato uso della parola “antifascismo” durante le celebrazioni del 25 aprile: “Rifuggo l’uso strumentale dell’antifascismo, che non è stato solo opposizione al regime. Il vero discrimine oggi è -ha spiegato-  tra chi difende sempre la libertà e chi lo fa a fasi alterne. A destra, da tempo, non abbiamo difficoltà a condannare ogni dittatura. A sinistra, invece, persistono doppi standard preoccupanti”.

La presidente ha concluso l’intervista con un accento personale, denunciando l’ipocrisia di certi ambienti politici sui temi del rispetto delle donne: Ho subito attacchi sessisti inaccettabili, spesso nel silenzio di chi si professa paladino dei diritti. Non voglio abituarmi a questo clima. Non è giusto, né per me né per nessuna donna”.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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