Link to L’ex CTO di OpenAI raduna un team d’élite e fonda una startup dedicata a un’intelligenza artificiale più trasparente, umana e collaborativaL’ex CTO di OpenAI raduna un team d’élite e fonda una startup dedicata a un’intelligenza artificiale più trasparente, umana e collaborativa
È diventato quasi un rituale nella Silicon Valley: si lascia OpenAI, si fonda una startup, si promette un’intelligenza artificiale migliore. Questa volta a fare il grande passo è Mira Murati, ex Chief Technology Officer della società guidata da Sam Altman, che annuncia la nascita di Thinking Machines Lab, un nuovo laboratorio d’innovazione che ambisce a ridefinire i valori alla base dello sviluppo dell’AI.
Murati non è sola in questa nuova avventura. Accanto a lei ci sono circa 30 ricercatori e ingegneri di primo piano, provenienti da giganti del settore come OpenAI, Meta, Google, Mistral e Character.AI. Tra i nomi più noti spiccano John Schulman, cofondatore di OpenAI e ora Chief Scientist della nuova realtà, e Barret Zoph, ex ricercatore senior di OpenAI, che ricopre il ruolo di Chief Technology Officer.
Il manifesto programmatico di Thinking Machines Lab è chiaro: creare sistemi di intelligenza artificiale che riflettano valori umani e siano applicabili in una gamma più ampia di contesti rispetto alle soluzioni attuali. A differenza di molte big tech, la nuova startup punta a un approccio aperto e collaborativo, impegnandosi a condividere codice, dataset e specifiche dei modelli, favorendo una cultura della trasparenza nella ricerca AI.
Un cambio di rotta non casuale, considerando che Murati aveva lasciato OpenAI con segnali di disagio per la trasformazione dell’azienda da no-profit a realtà sempre più focalizzata sul profitto. Non a caso, nella dichiarazione ufficiale, si legge:
«Il progresso scientifico è uno sforzo collettivo. Crediamo di poter far progredire in modo più efficace la comprensione dell’AI collaborando con una comunità più ampia di ricercatori e costruttori».
Murati, che in passato aveva anche ricoperto temporaneamente il ruolo di CEO di OpenAI durante la crisi interna che vide un tentativo di estromettere Sam Altman, sembra voler costruire un’alternativa credibile e solida al modello dominante. Un percorso che ricalca quello di Ilya Sutskever, anche lui ex OpenAI, oggi a capo di Safe Superintelligence, startup che ha già raccolto un miliardo di dollari per sviluppare AI sicure e allineate ai valori umani.
Con Thinking Machines Lab, Murati si candida a diventare uno dei punti di riferimento nella nuova stagione dell’intelligenza artificiale: più umana, più trasparente, più condivisa.
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