M.O. Nuovo scambio di prigionieri, tre israeliani in cambio di 183 palestinesi

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Redazione
M.O. Nuovo scambio di prigionieri, tre israeliani in cambio di 183 palestinesi

Link to L’accordo potrebbe complicarsi dopo le parole del presidente statunitense Donald Trump, che martedì scorso, durante la visita di Benjamin Netanyahu alla Casa Bianca, ha annunciato l’intenzione di prendere il controllo della Striscia di Gaza, trasferire la popolazione palestinese nei paesi arabi confinanti e trasformare l’area in una località turisticaL’accordo potrebbe complicarsi dopo le parole del presidente statunitense Donald Trump, che martedì scorso, durante la visita di Benjamin Netanyahu alla Casa Bianca, ha annunciato l’intenzione di prendere il controllo della Striscia di Gaza, trasferire la popolazione palestinese nei paesi arabi confinanti e trasformare l’area in una località turistica

 

 

Nuovo scambio di prigionieri tra Israele e Hamas, come previsto dagli accordi per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Questa mattina sono stati liberati tre ostaggi israeliani rapiti durante gli attacchi del 7 ottobre 2023. Si tratta di Ohad Ben Ami, 56 anni, ed Eli Sharabi, 52, entrambi sequestrati nel Kibbutz Be’eri, e di Or Levy, 34, catturato al festival musicale Supernova.

In cambio, Israele si prepara a rilasciare 183 prigionieri palestinesi, tutti  tra i 20 e i 61 anni. Tra loro, alcuni erano stati incriminati per atti di terrorismo, 18 condannati all’ergastolo e 111 arrestati negli ultimi 15 mesi di guerra.

Le immagini dalla Striscia di Gaza mostrano decine di miliziani di Hamas schierati a Deir al Balah, nel centro dell’enclave. Attorno alle 10 (ora italiana), una delegazione della Croce Rossa ha preso in consegna gli ostaggi per trasferirli sugli elicotteri dell’esercito israeliano. Sul palco, davanti a combattenti e mediatori, sono stati firmati i documenti ufficiali dello scambio.

Questo è il quinto rilascio previsto dagli accordi siglati il 19 gennaio. Il cessate il fuoco, giunto alla seconda fase, prevede la liberazione progressiva degli ostaggi israeliani in cambio di prigionieri palestinesi, insieme al ritiro completo delle truppe israeliane dalla Striscia. La terza fase dovrebbe includere la restituzione dei corpi degli ostaggi morti e l’avvio di un piano di ricostruzione di Gaza, ancora oggetto di trattative.

Finora, Hamas ha restituito 16 ostaggi israeliani e 5 thailandesi, mentre Israele ha rilasciato 583 prigionieri palestinesi. Ma nella Striscia restano circa 70 ostaggi, e si teme che almeno un terzo di loro sia rimasto ucciso nei bombardamenti o in altre circostanze. Hamas ha confermato la morte di alcuni prigionieri, ma non ha fornito numeri precisi.

L’accordo potrebbe complicarsi dopo le parole del presidente statunitense Donald Trump, che martedì scorso, durante la visita di Benjamin Netanyahu alla Casa Bianca, ha annunciato l’intenzione di prendere il controllo della Striscia di Gaza, trasferire la popolazione palestinese nei paesi arabi confinanti e trasformare l’area in una località turistica. Un piano che ha sollevato forti critiche, anche all’interno della sua stessa amministrazione.

 

ù(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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