Mondiali, Norvegia e Inghilterra ai quarti: Haaland abbatte il Brasile, Bellingham trascina i Tre Leoni

di

Ennio Bassi

Il Mondiale cambia volto: il Brasile di Ancelotti esce contro una Norvegia sempre più matura, guidata da Haaland e salvata da Nyland. L’Inghilterra supera il Messico in una battaglia spettacolare all’Azteca e ora sfiderà proprio i norvegesi nei quarti

Mondiali, Norvegia e Inghilterra ai quarti: Haaland abbatte il Brasile, Bellingham trascina i Tre Leoni

Il Mondiale ha cambiato geografia. Una volta la Norvegia che eliminava il Brasile sarebbe sembrata un’anomalia, quasi uno scherzo della storia. Oggi no. Oggi è il segnale di un calcio che si è ribaltato, dove la tradizione non basta più e il peso della maglia non salva nessuno.

Il Brasile di Carlo Ancelotti lascia il torneo agli ottavi, battuto 2-1 da una Norvegia solida, fisica e ormai consapevole della propria forza. La Seleçao, lontanissima dai giorni di Ronaldo e Ronaldinho, resta aggrappata alle invenzioni di Vinicius e ai lampi tardivi di Neymar, ma non trova continuità né una vera identità. Il digiuno mondiale, iniziato dopo il trionfo del 2002, continuerà ancora.

La Norvegia, invece, conferma di non essere più soltanto la squadra di Haaland. Certo, il centravanti resta il simbolo e il terminale perfetto: due gol nel finale, prima di testa e poi con una conclusione potente da fuori area, hanno distrutto le speranze brasiliane. Ma la vittoria porta anche la firma di Nyland, decisivo con il rigore parato a Bruno Guimaraes e con altri interventi su Martinelli, Vinicius ed Endrick.

Il Brasile ha avuto le sue occasioni, compreso un rigore sbagliato e un gol divorato da Endrick nella ripresa. Troppo poco, però, per una squadra che avrebbe dovuto comandare la partita e invece si è ritrovata spesso a rincorrere. Ancelotti ha provato a cambiare struttura, passando a un assetto più offensivo, ma il 4-2-4 non ha dato equilibrio. Vinicius è rimasto troppo isolato, Martinelli non ha inciso abbastanza e Neymar, entrato nel finale, ha solo accorciato su rigore.

La Norvegia ha saputo soffrire, abbassarsi, ripartire e colpire al momento giusto. Solbakken ha letto bene la gara, inserendo Schjelderup, decisivo nell’azione del vantaggio di Haaland. Il 2-1 finale manda i norvegesi ai quarti e conferma una sensazione ormai evidente: questa squadra non è più una sorpresa.

Dall’altra parte del tabellone avanza l’Inghilterra, uscita viva da una notte infuocata all’Azteca. Contro il Messico è finita 3-2 dopo una partita piena di tutto: ritardo per tempesta elettrica, cinque gol, due rigori, un’espulsione e un finale di pura resistenza.

La squadra di Tuchel ha colpito con Bellingham, autore di una doppietta in 98 secondi, prima con un colpo di testa su cross di Saka e poi dopo una combinazione con Kane. Il Messico ha reagito con orgoglio, riaprendo la gara con Quiñones prima dell’intervallo e poi con il rigore di Jimenez nella ripresa.

In mezzo, l’episodio che ha cambiato la partita: l’espulsione di Quansah, punito dopo revisione Var per un intervento duro su Gallardo. In dieci uomini, l’Inghilterra ha trovato comunque il terzo gol con Kane su rigore, poi si è chiusa nel finale resistendo all’assalto messicano con una difesa quasi d’emergenza.

Il Messico esce tra gli applausi, ma anche con il rimpianto di aver regalato troppo nel primo tempo. L’Inghilterra, invece, supera una prova complicatissima e ora si prepara alla sfida con la Norvegia di Haaland: un quarto di finale che promette forza, intensità e nervi saldi.

Stasera il programma continua con Spagna-Portogallo, altro incrocio pesante in un Mondiale che, giornata dopo giornata, sembra sempre meno disposto a rispettare le gerarchie.

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