È morto a 86 anni Sergio Erede, uno dei più autorevoli avvocati d'affari italiani, protagonista per oltre mezzo secolo delle operazioni che hanno ridisegnato gli equilibri economici e industriali del Paese. Il decesso è avvenuto nella notte tra venerdì 16 e sabato 17 ottobre 2026, in un ospedale di Genova, dove era stato ricoverato in seguito a una caduta accidentale nella sua abitazione.
Con la sua scomparsa, il mondo della finanza perde una figura che ha attraversato da protagonista la stagione delle privatizzazioni, delle grandi acquisizioni e delle battaglie per il controllo delle principali società italiane. Un professionista abituato a lavorare lontano dai riflettori, ma spesso presente nei momenti decisivi della storia di Piazza Affari.
Il suo nome resta legato soprattutto a BonelliErede, lo studio legale fondato nel 1999 insieme a Franco Bonelli e Aurelio Pappalardo, diventato negli anni una delle principali realtà italiane della consulenza legale alle imprese.
Dalla laurea a Milano alla formazione negli Stati Uniti
Nato a Firenze il 14 agosto 1940, Sergio Erede aveva scelto Milano per gli studi universitari, laureandosi in Giurisprudenza nel 1962 con il massimo dei voti e la lode.
La sua formazione era proseguita negli Stati Uniti, dove nel 1964 aveva conseguito un Master of Laws alla Harvard Law School. Un'esperienza che gli aveva permesso di entrare in contatto con un sistema giuridico e finanziario nel quale il ruolo dell'avvocato d'affari era già profondamente radicato.
Prima del rientro in Italia aveva maturato esperienze professionali in importanti studi legali americani, tra Boston e New York. Successivamente aveva lavorato nell'ufficio legale di IBM, acquisendo una conoscenza diretta delle esigenze delle grandi imprese.
Nel 1967 aveva avviato l'attività forense, scegliendo di specializzarsi nel diritto commerciale e societario.
Una scelta destinata a collocarlo al centro di un mercato che, negli anni successivi, avrebbe conosciuto trasformazioni radicali.
La nascita di BonelliErede e la rivoluzione dell'avvocatura d'affari
Nel 1969 Erede aveva fondato lo studio Erede Bianchi, divenuto Erede e Associati nel 1995.
La svolta arrivò nel 1999, quando decise di unire le proprie competenze a quelle di Franco Bonelli e Aurelio Pappalardo, dando vita a Bonelli Erede Pappalardo, successivamente diventato BonelliErede.
L'operazione rappresentò un passaggio significativo per il mercato legale italiano.
In un settore tradizionalmente caratterizzato da studi costruiti intorno alla figura del singolo professionista, Erede contribuì ad affermare un modello organizzativo più strutturato, capace di seguire operazioni complesse e competere con le grandi realtà internazionali.
Nel tempo, lo studio ha ampliato la propria attività, consolidando la presenza in Italia e all'estero.
Solo pochi giorni prima della sua scomparsa, il 12 ottobre, BonelliErede aveva inaugurato la nuova sede milanese nell'area di Porta Nuova. Un appuntamento che aveva segnato un ulteriore capitolo nella storia della realtà professionale da lui fondata.
Da Olivetti a Telecom, l'avvocato delle grandi scalate
Per comprendere il ruolo di Sergio Erede nella finanza italiana basta ripercorrere alcune delle operazioni che hanno segnato gli ultimi decenni.
Tra queste figura l'offerta pubblica di acquisto lanciata da Olivetti su Telecom Italia nel 1999, una delle più importanti scalate finanziarie della storia nazionale.
Erede partecipò inoltre a operazioni come l'acquisizione di Ina da parte di Generali, la scalata di Italenergia a Montedison e quella di Seat a Buffetti.
Il suo lavoro si intrecciò con la successiva evoluzione del settore delle telecomunicazioni, compreso il passaggio del controllo di Telecom Italia a Pirelli e al gruppo Benetton.
Furono anni nei quali le grandi imprese italiane cambiarono proprietari, dimensioni e strategie, mentre il mercato finanziario assumeva un ruolo sempre più importante negli assetti industriali.
Erede operava proprio nel punto di incontro tra diritto, economia e potere societario: quello nel quale un contratto, una struttura finanziaria o una controversia potevano determinare il futuro di un gruppo industriale.
Le privatizzazioni e le operazioni che hanno cambiato l'Italia
La carriera dell'avvocato fiorentino è stata strettamente legata anche alla stagione delle privatizzazioni.
Tra le operazioni seguite figurano quelle riguardanti Autostrade e Aeroporti di Roma, oltre alle quotazioni di Enel e Finmeccanica.
Il passaggio di importanti attività economiche dal controllo pubblico a quello privato rappresentò una delle trasformazioni più rilevanti dell'economia italiana tra gli anni Novanta e Duemila.
In quel contesto, il ruolo degli studi legali specializzati divenne centrale per la definizione delle operazioni, la gestione dei rapporti tra azionisti e il rispetto delle regole dei mercati finanziari.
Erede fu uno dei professionisti che contribuirono a consolidare questa specializzazione in Italia.
La sua attività dimostrò come il diritto societario non fosse soltanto una materia tecnica, ma uno strumento decisivo nella costruzione degli assetti economici del Paese.
Da Benetton a Del Vecchio, il rapporto con le grandi famiglie imprenditoriali
Accanto alle operazioni finanziarie, Sergio Erede ha costruito rapporti professionali con alcuni dei più importanti imprenditori italiani.
Tra i suoi assistiti figurano Gilberto Benetton e Leonardo Del Vecchio, fondatore di Luxottica.
Proprio al fianco di Del Vecchio, Erede ha seguito alcune delle più delicate vicende societarie legate a Generali e Mediobanca.
La sua esperienza è stata inoltre determinante in operazioni come la fusione tra Luxottica ed Essilor, che ha dato vita a uno dei principali gruppi mondiali dell'occhialeria.
Ha assistito anche Violetta Caprotti nell'arbitrato legato alla successione Esselunga, Pietro Salini nelle vicende del gruppo oggi conosciuto come Webuild e Urbano Cairo nelle operazioni relative a RCS.
Una clientela che racconta la posizione raggiunta dall'avvocato nel mondo degli affari: quella di un consulente chiamato a intervenire quando le decisioni riguardavano non soltanto singole aziende, ma interi gruppi industriali e patrimoni familiari.
Fino agli ultimi giorni al centro della finanza italiana
Nonostante l'età, Sergio Erede aveva continuato a seguire le principali vicende societarie del Paese.
Negli ultimi anni il suo lavoro era rimasto legato ai dossier di Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, e alle operazioni riguardanti Mediobanca e il settore bancario.
La sua presenza nelle trattative confermava il ruolo di riferimento mantenuto anche dopo decenni di attività.
In un mondo professionale sempre più specializzato e competitivo, Erede aveva conservato una posizione particolare, costruita sulla conoscenza dei meccanismi societari e su rapporti consolidati con imprenditori e istituzioni finanziarie.
La notizia della morte è arrivata pochi giorni dopo l'inaugurazione della nuova sede dello studio milanese, rendendo ancora più evidente il legame tra la sua vicenda personale e la realtà professionale che aveva contribuito a costruire.
Il ricordo dello studio: un maestro per generazioni di avvocati
BonelliErede ha ricordato il proprio fondatore come una figura determinante per lo sviluppo del mercato legale e finanziario italiano.
Nel messaggio di cordoglio, i soci hanno sottolineato il rigore professionale, l'indipendenza di pensiero e la capacità di affrontare operazioni considerate particolarmente complesse.
Ma il ricordo non si è limitato al professionista.
Dietro l'immagine dell'avvocato riservato e misurato, i colleghi hanno descritto un uomo di grande cultura, appassionato di lettura e di musica, curioso e attento a ciò che accadeva oltre i confini della professione.
Una personalità che aveva contribuito anche alla formazione di intere generazioni di avvocati, trasmettendo un'idea del lavoro fondata sulla preparazione, sulla precisione e sulla responsabilità.
L'eredità di Sergio Erede nella storia economica italiana
La morte di Sergio Erede chiude una stagione importante dell'avvocatura d'affari italiana.
La sua carriera ha accompagnato il passaggio da un capitalismo dominato da grandi gruppi industriali e partecipazioni pubbliche a un sistema sempre più caratterizzato da acquisizioni, fusioni, mercati finanziari e investitori internazionali.
In questo processo, Erede non è stato soltanto il consulente di alcune delle imprese più importanti del Paese. Ha contribuito a definire il ruolo stesso dell'avvocato nelle grandi operazioni economiche, anticipando un modello professionale che sarebbe diventato centrale negli anni successivi.
Resta lo studio che porta il suo nome, insieme a un percorso professionale strettamente intrecciato con la storia recente dell'economia italiana.
Un'eredità che va oltre le singole operazioni concluse: riguarda il modo in cui il diritto è diventato uno degli strumenti attraverso cui si decidono gli equilibri della grande finanza.
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