Alta tensione a New York dopo che un agente dell'Ice, l'agenzia federale statunitense responsabile anche delle operazioni di controllo sull'immigrazione, ha aperto il fuoco durante un intervento a Marble Hill, nel Bronx, ferendo un uomo di 28 anni. All'interno dell'auto si trovava anche il figlio di cinque anni del ferito, rimasto illeso.
L'episodio è avvenuto giovedì intorno alle 16 locali, nei pressi dell'incrocio tra West 225th Street e Marble Hill Avenue. Secondo il Dipartimento di Polizia di New York, le ferite riportate dall'uomo non sarebbero tali da metterne in pericolo la vita.
Sul posto sono intervenuti numerosi agenti, mentre nelle ore successive sono scoppiate proteste contro la presenza dell'Ice in città.
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Secondo la ricostruzione fornita dal Dipartimento per la Sicurezza interna (Dhs), da cui dipende l'Ice, gli agenti stavano effettuando un'operazione mirata per arrestare il 28enne, identificato dalla polizia come Oscar Belgal.
Le autorità federali lo indicano come un cittadino della Repubblica Dominicana presente illegalmente negli Stati Uniti e sostengono che avrebbe legami con la gang dei Trinitarios. Si tratta di affermazioni attribuite al Dhs.
Durante l'intervento, per circostanze che dovranno essere ricostruite nel dettaglio, un agente dell'Ice ha esploso diversi colpi, ferendo Belgal. Secondo quanto riferito dal sindaco, l'uomo sarebbe stato raggiunto al collo.
Il 28enne è stato inizialmente ricoverato al NewYork-Presbyterian Allen Hospital. Mamdani ha riferito che sarebbe stato successivamente trasferito sotto la custodia dell'Ice.
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A rendere ancora più controverso l'episodio è la presenza di un bambino di cinque anni all'interno della Honda CR-V contro la quale sono stati esplosi i colpi.
Secondo la polizia, il minore sarebbe il figlio del 28enne. Non ha riportato ferite.
La governatrice dello Stato di New York, Kathy Hochul, ha chiesto alle autorità federali un resoconto «completo e trasparente» delle circostanze nelle quali si è verificata la sparatoria.
La dinamica dell'intervento e le ragioni che hanno portato l'agente a utilizzare l'arma da fuoco restano quindi al centro degli accertamenti.
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Durissima la reazione del sindaco di New York, Zohran Mamdani, che ha chiesto la fine delle operazioni dell'Ice in città.
«Stasera sono arrabbiato», ha scritto sui social, ricordando che nell'automobile si trovava un bambino di cinque anni. Secondo il sindaco, la presenza dell'agenzia federale rende New York «meno sicura».
In una successiva conferenza stampa nei pressi del luogo delle proteste, Mamdani ha alzato ulteriormente i toni, definendo l'Ice «marcia fino al midollo» e sostenendo che l'agenzia dovrebbe essere abolita.
Il sindaco ha inoltre riferito di aver avuto colloqui telefonici con il presidente Donald Trump e con un rappresentante dell'amministrazione federale nel tentativo di ottenere il rilascio dell'uomo ferito. Le trattative, secondo Mamdani, non avrebbero prodotto il risultato sperato.
La richiesta rivolta alla Casa Bianca sarebbe stata anche quella di far allontanare gli agenti dell'Ice dall'area e interrompere le operazioni di controllo dell'immigrazione nella città.
Mamdani ha contestato in particolare il ricorso alle armi da fuoco in presenza del bambino: a suo giudizio, dovranno essere chiarite le ragioni per cui siano stati esplosi diversi colpi contro un veicolo nel quale si trovava un minore.
L'episodio rischia così di alimentare ulteriormente lo scontro politico tra l'amministrazione cittadina e le autorità federali sulle operazioni dell'Ice a New York. Sul piano investigativo resta invece da ricostruire con precisione la sequenza degli eventi che ha portato alla sparatoria e verificare le diverse versioni sull'accaduto.
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