Nuova tappa della Premier Meloni nel Golfo: dopo Bin Salman, in Qatar incontra Al Thani. Temi sicurezza, pace e petrolio

di

Carlo Longo
Nuova tappa della Premier Meloni nel Golfo: dopo Bin Salman, in Qatar incontra Al Thani. Temi sicurezza, pace e petrolio

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Link to La presidente del Consiglio prosegue il suo viaggio in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, avviato con il massimo riserbo per ragioni di sicurezza. Al centro degli incontri: il nuovo conflitto nell’area del Golfo, la ricerca di spiragli diplomatici per un cessate il fuoco, la protezione delle forniture energetiche e la difesa degli investimenti strategici italiani nella regioneLa presidente del Consiglio prosegue il suo viaggio in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, avviato con il massimo riserbo per ragioni di sicurezza. Al centro degli incontri: il nuovo conflitto nell’area del Golfo, la ricerca di spiragli diplomatici per un cessate il fuoco, la protezione delle forniture energetiche e la difesa degli investimenti strategici italiani nella regione

di Carlo Longo

Prosegue la missione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar, un viaggio avviato in modo riservato e reso noto soltanto dopo l’arrivo della delegazione italiana a Gedda. La scelta della riservatezza, spiegata con motivi di sicurezza, conferma la delicatezza del momento e la centralità della crisi in corso nel Golfo, che impone cautela diplomatica e rapidità d’azione.

L’obiettivo della visita è molteplice e insieme molto chiaro. Da una parte, la premier intende manifestare personalmente la vicinanza dell’Italia a tre protagonisti centrali dell’area, oggi esposti alle conseguenze dirette della nuova guerra del Golfo. Dall’altra, vuole verificare sul campo quali margini possano aprirsi per una de-escalation e per l’avvio di un percorso negoziale capace di condurre almeno a un cessate il fuoco. In parallelo, Roma punta a mantenere aperti tutti i canali utili, compresi quelli con Teheran, nella convinzione che nessuna soluzione diplomatica possa reggere senza un dialogo che coinvolga anche l’Iran.

Accanto alla dimensione politica e strategica, c’è poi un interesse nazionale molto concreto: mettere in sicurezza le forniture energetiche e garantire la continuità della presenza economica italiana nell’area. In un contesto attraversato da tensioni militari, instabilità dei mercati e timori per la navigazione marittima, il governo vuole evitare che la crisi si traduca in contraccolpi pesanti per famiglie, imprese e filiere industriali. Allo stesso tempo, Palazzo Chigi mira a rassicurare i partner del Golfo sulla solidità dell’impegno italiano, a partire dagli investimenti di grandi gruppi come Eni.

La prima tappa della missione si è svolta a Gedda, dove Meloni ha incontrato il principe ereditario e primo ministro saudita Mohammed bin Salman. Secondo quanto riferito da Palazzo Chigi, la presidente del Consiglio ha voluto esprimere all’Arabia Saudita la vicinanza dell’Italia in una fase di forte instabilità regionale. Il colloquio ha consentito ai due leader di affrontare diversi dossier: dal sostegno militare difensivo fornito dall’Italia, alle prospettive del conflitto, fino agli sforzi diplomatici in corso per arginare l’escalation e favorire una soluzione politica.

Il confronto con bin Salman non si è limitato all’emergenza immediata. Sul tavolo è finita anche la necessità di costruire un quadro regionale diverso, capace di sottrarre l’area all’attuale sequenza di crisi e contrapposizioni. In sostanza, Italia e Arabia Saudita hanno discusso non solo di come reagire agli sviluppi più recenti, ma anche di come contribuire a un assetto più stabile per il Medio Oriente, nel quale sicurezza, cooperazione e diplomazia possano prevalere sulla logica del confronto permanente.

Un capitolo fondamentale dell’incontro ha riguardato l’energia. Meloni e bin Salman hanno infatti esaminato le misure necessarie per tutelare gli approvvigionamenti e limitare l’impatto economico della crisi su cittadini e imprese. In questo quadro, particolare rilievo è stato attribuito alla libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, snodo decisivo per il transito energetico mondiale. La sicurezza di quella rotta viene considerata prioritaria, perché da essa dipende una quota essenziale dei flussi commerciali e petroliferi destinati anche all’Europa.

Nel colloquio è emersa inoltre la volontà di consolidare il partenariato strategico avviato tra Roma e Riad in occasione della precedente visita della presidente del Consiglio ad Al-Ula, nel gennaio 2025. In una fase internazionale segnata da guerre, instabilità e competizione geopolitica, i due governi ritengono importante rafforzare la cooperazione in settori chiave come economia, investimenti, infrastrutture strategiche, sicurezza e difesa. Un segnale che conferma come il rapporto con l’Arabia Saudita venga ormai letto da Roma non solo in chiave energetica, ma come parte di una più ampia architettura di relazioni politiche e industriali.

Conclusa la tappa saudita, Meloni si è poi spostata a Doha, seconda tappa della missione nel Golfo. Nella capitale qatariota è stata ricevuta dall’Emiro Sheikh Tamim bin Hamad Al-Thani. Anche in questo caso, il colloquio si è aperto con un messaggio politico preciso: la presidente del Consiglio ha ringraziato il Qatar per il supporto offerto nell’evacuazione di numerosi cittadini italiani, in particolare turisti in transito, che avevano scelto di lasciare il Paese allo scoppio del conflitto. Allo stesso tempo, ha voluto ribadire con la sua presenza la vicinanza italiana dopo gli attacchi iraniani contro il Qatar.

L’incontro con l’Emiro ha consentito di fare il punto sugli sforzi diplomatici in corso per uscire dalla crisi e per costruire un’architettura di sicurezza regionale più solida e sostenibile. Anche qui emerge il filo conduttore dell’intera missione: sostenere gli alleati, favorire il dialogo, contenere i rischi di allargamento del conflitto e proteggere gli interessi vitali dell’Italia in un’area cruciale per gli equilibri globali.

Il viaggio della premier assume così un significato che va oltre la semplice dimensione bilaterale. In queste ore Roma cerca di accreditarsi come interlocutore affidabile, capace di tenere insieme solidarietà politica, iniziativa diplomatica e realismo economico. La missione nel Golfo si muove infatti su tre livelli intrecciati: la gestione dell’emergenza, la tutela della sicurezza energetica e la difesa della proiezione strategica italiana nella regione.

In un Medio Oriente nuovamente attraversato dalla guerra, il governo punta dunque a far valere una linea pragmatica: vicinanza ai partner, dialogo aperto con tutti gli attori utili, attenzione agli interessi nazionali e sostegno a ogni tentativo di riportare il confronto sul terreno della diplomazia. È dentro questo equilibrio che si gioca il senso politico della missione di Giorgia Meloni.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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