Nuovo monito di Draghi: "Il modello di crescita dell'Europa si sta dissolvendo"

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Redazione
Nuovo monito di Draghi:  "Il modello di crescita dell'Europa si sta dissolvendo"
 

Link to A un anno dal Rapporto sulla competitività, l’ex premier e presidente della Bce invita Bruxelles a superare tabù, accelerare gli investimenti e colmare il divario tecnologico per salvaguardare crescita e sovranità.A un anno dal Rapporto sulla competitività, l’ex premier e presidente della Bce invita Bruxelles a superare tabù, accelerare gli investimenti e colmare il divario tecnologico per salvaguardare crescita e sovranità.

 

A un anno dalla pubblicazione del suo Rapporto sulla competitività europea, Mario Draghi ha lanciato un duro monito durante la conferenza a Bruxelles convocata dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen per fare il punto sulle priorità dell’Ue: "L’Europa si trova in una situazione più difficile. Il nostro modello di crescita si sta dissolvendo, le vulnerabilità stanno aumentando e non c’è un percorso chiaro per finanziare gli investimenti necessari. Questa inazione minaccia non solo la nostra competitività, ma anche la nostra stessa sovranità". Secondo Draghi, il Rapporto individua tre priorità fondamentali: colmare il divario di innovazione nelle tecnologie avanzate, tracciare un percorso di decarbonizzazione a sostegno della crescita e rafforzare la sicurezza economica. Come ha sottolineato von der Leyen, queste rimangono al centro dell’agenda della Commissione, ma «i cittadini e le imprese europee esprimono frustrazione per la lentezza dell’azione dell’Ue».

L’ex premier ed ex presidente della Bce ha denunciato l’inerzia burocratica dell’Unione, spesso giustificata come rispetto dello Stato di diritto, e ha invitato a superare "tabù di lunga data". "Per la sopravvivenza dell’Europa dobbiamo fare ciò che non è mai stato fatto prima e rifiutarci di lasciarci frenare da limiti autoimposti".

Draghi ha ricordato come la concorrenza globale, soprattutto di Stati Uniti e Cina, non sia vincolata dagli stessi limiti: "Continuare come al solito significa rassegnarsi a rimanere indietro". Nonostante alcuni progressi, come la realizzazione di cinque gigafabbriche di IA e investimenti in infrastrutture digitali, "il divario resta netto". Gli Stati Uniti hanno prodotto 40 grandi modelli di IA, la Cina 15, l’Ue solo 3, mentre l’adozione tra le PMI europee è ancora limitata al 13-21%. Sulla politica economica, Draghi ha sottolineato che il debito pubblico Ue è destinato a crescere di 10 punti percentuali nel prossimo decennio, raggiungendo il 93% del Pil, "anche assumendo ipotesi di crescita ottimistiche". Ha inoltre denunciato la limitata capacità di risposta dell’Europa di fronte a dazi e pressioni internazionali, come l’accordo commerciale con gli Stati Uniti "in gran parte alle loro condizioni".

Infine, Draghi ha insistito sulla necessità di agire rapidamente, concentrando risorse dove l’impatto è maggiore e producendo risultati misurabili entro mesi, non anni. Il modello da seguire, ha ricordato, è quello del Mercato Unico e dell’euro: progetti europei di successo avanzati grazie a fasi chiare, traguardi precisi e impegno politico costante.

 

 

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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