Link to L’obiettivo dichiarato è alleggerire il peso di procedure complesse e spesso ridondanti che caratterizzano il sistema burocratico italiano.Nessuna norma “salva-imprenditori”L’obiettivo dichiarato è alleggerire il peso di procedure complesse e spesso ridondanti che caratterizzano il sistema burocratico italiano.Nessuna norma “salva-imprenditori”
Via libera del Consiglio dei ministri, oggi 29 gennaio, al nuovo decreto Pnrr e Coesione. Un provvedimento ampio, composto in gran parte – 13 articoli – da misure di semplificazione amministrativa, tanto da essere già ribattezzato “decreto semplificazioni”. L’obiettivo dichiarato è alleggerire il peso di procedure complesse e spesso ridondanti che caratterizzano il sistema burocratico italiano, garantendo al tempo stesso il rispetto delle scadenze del Piano nazionale di ripresa e resilienza, a partire da quelle fissate al 30 giugno 2026. Il decreto interviene su numerosi ambiti della vita quotidiana e dell’attività economica: dalla validità della carta d’identità elettronica alla tessera elettorale digitale, dall’Isee automatico alle nuove regole sui pagamenti elettronici. Resta invece fuori dal testo qualsiasi norma di “scudo” per gli imprenditori in materia di lavoro sottopagato, ipotesi circolata nelle bozze ma mai approdata formalmente in Consiglio dei ministri.
Un tassello chiave per il Pnrr
«Un tassello fondamentale per il raggiungimento di tutti gli obiettivi del Pnrr concordati a livello europeo», lo ha definito il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione Tommaso Foti. La linea seguita dal governo è quella di accelerare l’attuazione dei progetti, riducendo al minimo gli ostacoli procedurali che rischiano di rallentare la spesa e il conseguimento dei target concordati con Bruxelles.Secondo una nota ufficiale, il decreto «prevede importanti misure volte a semplificare la vita di cittadini e famiglie e a ridurre la burocrazia per le imprese», intervenendo su adempimenti spesso considerati inutilmente gravosi.
Addio alle ricevute cartacee dei Pos
Tra le novità più immediate figura l’eliminazione dell’obbligo di conservare per dieci anni le ricevute cartacee emesse dai Pos. Una misura che alleggerisce imprese e cittadini da un onere considerato sproporzionato, dal momento che tali ricevute costituiscono una semplice prova di pagamento e non un documento contabile necessario ai fini fiscali o di bilancio.
Carta d’identità “a vita” per gli over 70
Il decreto introduce anche una rilevante novità per gli ultrasettantenni: le nuove carte d’identità elettroniche rilasciate a questa fascia di età avranno una validità di 50 anni, di fatto per tutta la vita, e potranno essere utilizzate anche per l’espatrio. Le Cie già rilasciate resteranno valide oltre i dieci anni, ma solo sul territorio nazionale.
Tessera elettorale digitale
Debutta poi la tessera elettorale in formato digitale, basata sui dati dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente. Le modalità operative saranno definite da un successivo decreto attuativo, atteso entro dodici mesi dall’entrata in vigore del provvedimento, anche in coordinamento con la normativa sul portafoglio digitale.
Isee automatico e meno adempimenti
Una delle innovazioni più attese riguarda l’introduzione dell’Isee automatico. Non sarà più necessario compilare la Dichiarazione sostitutiva unica: gli enti che devono verificare i requisiti per l’accesso a bonus e agevolazioni – Comuni, università, amministrazioni pubbliche – potranno acquisire direttamente i dati già in possesso dell’Inps, riducendo tempi e duplicazioni.
Semplificazioni a tutto campo
Il decreto interviene anche su numerosi altri fronti: dall’installazione dei mezzi pubblicitari su strada, per cui basterà una Scia al Comune, alla semplificazione degli esami di idoneità per gli autotrasportatori, che potranno essere sostenuti in qualsiasi provincia della Regione di residenza. Vengono inoltre soppressi alcuni adempimenti per le imprese soggette a autorizzazioni ambientali e rafforzata la conferenza dei servizi semplificata per accelerare i procedimenti amministrativi.
Meno burocrazia anche sul fronte della privacy per le imprese con meno di cinque dipendenti, che in caso di violazioni potranno attivare un meccanismo di notifica proporzionato alla loro dimensione. Previste infine ulteriori semplificazioni in materia di disabilità, con l’estensione territoriale dei progetti sperimentali per il riconoscimento.
Alloggi universitari e ricerca
Il provvedimento proroga fino al 31 dicembre 2029 l’incarico del Commissario straordinario per gli alloggi universitari, garantendo continuità nella realizzazione e nella gestione degli studentati a prezzi calmierati. Sul fronte universitario, arrivano anche meno vincoli di bilancio per l’assunzione di giovani ricercatori e procedure più snelle per l’accesso agli strumenti di diritto allo studio.
Trasporti e telecomunicazioni
In materia di telecomunicazioni viene rafforzata la trasparenza: le aziende dovranno indicare in modo esplicito le soluzioni tecnologiche disponibili per garantire il miglior servizio possibile agli utenti. Sul versante ferroviario, il decreto apre alla liberalizzazione dei collegamenti Intercity attraverso gare, affiancata dalla nascita della società pubblica Asset Ferroviari Italiani (Afi), pensata per garantire concorrenza e accesso non discriminatorio al materiale rotabile.
Nessuna norma “salva-imprenditori”
Nel testo non compare alcuna norma di tutela per gli imprenditori condannati per salari non conformi ai principi costituzionali. Un’ipotesi circolata nelle fasi preliminari ma mai arrivata all’esame del Consiglio dei ministri. «Nel testo che ho portato in Cdm quella norma non c’era», ha chiarito il ministro Foti, respingendo le ricostruzioni su presunti stralci dopo interlocuzioni con il Quirinale.
«Continua il percorso avviato per rendere le procedure più efficienti eliminando inutili duplicazioni», ha commentato il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo. «Abbiamo già semplificato oltre 400 procedure e con questo nuovo pacchetto proseguiamo nel percorso di modernizzazione per costruire una Pubblica amministrazione più semplice e più vicina ai bisogni di cittadini e imprese».
Listing Act
Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera, in esame preliminare, a un decreto che punta a rendere più attrattivi i mercati pubblici dei capitali. Il provvedimento recepisce le nuove norme europee del cosiddetto Listing Act e serve soprattutto a semplificare l’accesso ai finanziamenti, in particolare per le piccole e medie imprese. Tra le novità: una nuova disciplina della ricerca finanziaria, anche quella sponsorizzata dalle società, regole più chiare e trasparenti per la tutela degli investitori, la possibilità di pagare insieme servizi di ricerca ed esecuzione e un aggiornamento dei mercati di crescita per le PMI. Cambiano anche le regole per la quotazione: viene ridotto al 10% il flottante minimo, confermato il ruolo dei gestori dei mercati e affidati alla Consob i dettagli tecnici. Sul fronte dei prospetti informativi, arrivano modelli più semplici ed esenzioni più ampie, per ridurre costi e burocrazia senza abbassare le garanzie per chi investe.
Riforma legislazione farmaceutica
In esame definitivo, il Consiglio ha poi approvato una serie di provvedimenti già passati al vaglio di Parlamento, Regioni e Consiglio di Stato. Tra questi, la delega al Governo per la riforma della legislazione farmaceutica, che riguarda l’accesso ai farmaci, il controllo della spesa e il rafforzamento del ruolo delle farmacie sul territorio.
Attuazione direttiva Ue
Approvato anche l’adeguamento del Testo unico della finanza alle più recenti norme europee, l’attuazione della direttiva UE sui requisiti formativi minimi di infermieri, dentisti e farmacisti e la modifica del regolamento sugli interventi esclusi o semplificati dall’autorizzazione paesaggistica.
Niscemi, informativa del ministro Musumeci
Ampio spazio alle informative. Il ministro Nello Musumeci ha fatto il punto sulla situazione di Niscemi e sui danni causati dal ciclone Harry in Calabria, Sardegna e Sicilia: sono in corso il ripristino dei servizi essenziali e le verifiche sul rischio residuo, con il supporto di tecnici, droni e immagini satellitari. Roberto Calderoli ha invece illustrato le intese preliminari sull’autonomia differenziata con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, che riguardano sanità, protezione civile, professioni e previdenza.
Contratti collettivi
Via libera anche ai contratti collettivi. Il Governo ha autorizzato il parere favorevole a tre CCNL: quello per il personale non dirigente delle Funzioni locali, che introduce più flessibilità negli orari, nuove tutele sanitarie e aumenti medi di circa 136 euro lordi al mese; quello per l’area dirigenziale, con più spazio al lavoro agile per chi ha esigenze di salute o familiari e con il patrocinio legale in caso di aggressioni; e infine la sequenza contrattuale per i tecnologi della ricerca.
11 milioni a Stromboli
Sul fronte delle emergenze, è stato deciso un nuovo stanziamento di oltre 11 milioni di euro per gli interventi a Stromboli, colpita dagli eventi meteorologici dell’ottobre 2024. Approvato anche il Piano di bacino per la difesa del suolo dell’Appennino settentrionale, dedicato alla gestione del rischio idrogeologico.
Capitolo nomine
Il Consiglio ha nominato Antonino Geronimo La Russa presidente dell’Automobile Club d’Italia e ha deliberato una serie di promozioni ai vertici di Esercito e Marina.
Infine, esaminate sedici leggi regionali: per undici di queste è stata decisa la non impugnazione. Il Governo ha inoltre rinunciato del tutto al ricorso contro una legge della Regione Sardegna sul trasporto pubblico non di linea, alla luce di una recente sentenza della Corte costituzionale.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
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