Link to Mosca continua a colpire infrastrutture critiche in Ucraina, mentre il presidente Zelensky prepara l’incontro alla Casa Bianca per chiedere missili a lungo raggio. Tensione altissima: Medvedev avverte TrumpMosca continua a colpire infrastrutture critiche in Ucraina, mentre il presidente Zelensky prepara l’incontro alla Casa Bianca per chiedere missili a lungo raggio. Tensione altissima: Medvedev avverte Trump
La guerra in Ucraina entra in una nuova fase critica. Nelle ultime 24 ore, le forze russe hanno intensificato gli attacchi su diverse regioni, colpendo duramente Kharkiv e Kirovohrad, danneggiando ospedali e infrastrutture energetiche.
Nella regione di Kirovohrad, secondo il governatore Andriy Raykovych, sono stati colpiti gli impianti energetici di Dolynska e Novoprazska, lasciando cinque insediamenti senza elettricità. Diversi edifici risultano danneggiati, ma al momento non si segnalano vittime.
A Kharkiv, invece, un ospedale è stato colpito da un raid aereo, causando ingenti danni e interrompendo la fornitura elettrica a 30.000 persone.
Zelensky vola da Trump: “C’è speranza anche per noi”
In questo clima teso, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si prepara a volare venerdì a Washington per un incontro con Donald Trump. L’obiettivo è chiaro: ottenere missili a lungo raggio Tomahawk e maggiore supporto per la difesa aerea.
“Incontrerò il presidente Trump. Discuteremo i prossimi passi e parleremo soprattutto di difesa aerea”,
ha dichiarato Zelensky durante una conferenza stampa a Kiev con l’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas, che ha ribadito il sostegno europeo all’Ucraina.
Secondo Axios, Trump e Zelensky avrebbero già discusso telefonicamente della possibile fornitura dei Tomahawk, ma non è stata presa alcuna decisione definitiva.
Trump ha confermato l’incontro di venerdì alla Casa Bianca parlando con i giornalisti sull’Air Force One, di ritorno dal Medio Oriente:
“Credo di sì. Sì, lo incontrerò”, ha detto.
Mosca minaccia: “Così finisce male per tutti”
La prospettiva dell’invio di armi a lungo raggio all’Ucraina ha scatenato l’ira del Cremlino.
Dmitry Medvedev, ex presidente russo e attuale vicepresidente del Consiglio di sicurezza, ha dichiarato che
“la fornitura di Tomahawk avrà conseguenze negative per tutti, anche per Trump”.
Medvedev ha sottolineato che la Russia non potrà distinguere tra missili convenzionali e nucleari al momento del lancio, insinuando il rischio di una risposta militare devastante.
Anche il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, ha ribadito che la gestione dei Tomahawk richiederà la presenza di specialisti statunitensi, confermando l’interpretazione di un coinvolgimento diretto degli USA nel conflitto.
AIEA: “Serve una tregua per salvare la centrale di Zaporizhzhia”
Intanto, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) sta cercando di mediare una tregua locale tra Ucraina e Russia per ripristinare l’energia alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, attualmente alimentata solo da generatori diesel.
Il piano prevede due zone di cessate il fuoco temporanee per riparare le linee elettriche principali e di riserva, ma Mosca non ha ancora garantito il passaggio sicuro per i tecnici. L’impianto, sotto controllo russo, è spento, ma richiede energia per raffreddare i reattori e il combustibile esausto, evitando il rischio di incidenti nucleari.
Tra raid aerei, blackout e minacce incrociate, la guerra in Ucraina si complica ulteriormente. L’incontro di venerdì tra Zelensky e Trump potrebbe segnare un nuovo punto di svolta, ma il rischio di escalation resta altissimo, con Mosca che non esclude ritorsioni dirette contro gli Stati Uniti in caso di nuovo supporto militare.
In un conflitto dove anche le centrali nucleari sono a rischio, ogni scelta politica assume un peso globale.
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