Raid USA in Yemen: oltre 30 morti tra gli Houthi

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Corinna Pindaro
Raid USA in Yemen: oltre 30 morti tra gli Houthi

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yemenAlmeno 31 persone hanno perso la vita nei massicci raid condotti dagli Stati Uniti contro obiettivi militari degli Houthi in Yemen. Secondo fonti ufficiali americane, l’operazione ha colpito basi strategiche e siti di lancio di droni e missili utilizzati dalla milizia sciita filo-iraniana.

Il Consigliere per la sicurezza nazionale, Michael Waltz, ha dichiarato che l’attacco ha eliminato “molti leader” del gruppo e ha lanciato un chiaro segnale a Teheran: “Li abbiamo colpiti con forza sovrastante e avvertito l’Iran che quel che è troppo è troppo.”

Anche il presidente Donald Trump ha rivendicato l’operazione, inviando un ultimatum agli Houthi e al governo iraniano. “Il vostro tempo è scaduto, cessate gli attacchi o su di voi s’abbatterà l’inferno come non avete mai visto prima”, ha scritto su Truth Social.

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Nonostante la pressione americana, gli Houthi hanno risposto denunciando l’attacco come un “crimine di guerra” e minacciando una reazione proporzionata. “Risponderemo all’escalation con l’escalation”, ha dichiarato un portavoce della milizia.

Israele, che negli ultimi mesi è stato ripetutamente bersagliato dagli attacchi degli Houthi in solidarietà con Hamas, ha rafforzato le misure di sicurezza. L’aeronautica militare di Tel Aviv è in stato di massima allerta, temendo nuovi lanci di missili e droni dallo Yemen.

Nella notte, un missile partito dallo Yemen ha colpito accidentalmente il territorio egiziano, aumentando il rischio di un coinvolgimento più ampio nella crisi.

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L’Iran ha immediatamente respinto l’ultimatum statunitense. Il comandante delle Guardie della Rivoluzione, Hossein Salami, ha avvertito che “se i nemici dell’Iran trasformano le minacce in azione, risponderanno in modo deciso e distruttivo.” Ha però precisato che gli Houthi “agiscono in piena autonomia nelle loro scelte strategiche e operative.”

Anche la Russia ha preso posizione, invitando alla de-escalation. Il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha esortato tutte le parti a cessare l’uso della forza e a intraprendere un dialogo politico, in una telefonata con il segretario di Stato americano Marco Rubio.

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Funzionari statunitensi hanno riferito a Reuters che l’operazione di ieri potrebbe essere solo l’inizio di un’offensiva più ampia. Se gli Houthi non cesseranno gli attacchi contro navi occidentali e Israele, la Casa Bianca potrebbe autorizzare ulteriori raid nelle prossime settimane.

Con la tensione alle stelle in Medio Oriente e il coinvolgimento di attori globali, la crisi in Yemen rischia di trasformarsi in un nuovo fronte di conflitto su scala regionale.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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