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Nuovo capitolo nella guerra dei dazi di Donald Trump. Il presidente americano con un post su Truth ha confermato quanto trapelato nelle scorse ore, l’imposizione di dazi del 50% sulle importazioni di rame, che entreranno ufficialmente in vigore a partire dal 1° agosto 2025. Trump ha motivato la scelta parlando del ruolo strategico del rame in applicazioni fondamentali per la difesa e la sicurezza nazionale, ovvero semiconduttori, aeronautica, navi militari, munizioni, data center, batterie al litio, radar, sistemi antimissile e armi ipersoniche.
Von der Leyen: “Con Usa potrebbe non essere più come prima”
Mentre continua a oltranza la trattativa con l'Europa, il Financial Times dice che Bruxelles sarebbe pronta a siglare “un'intesa quadro temporanea” che fissi le tariffe reciproche al 10%, ma è probabile che gli Usa imporranno all’Ue dazi più elevati rispetto a quelli concordati con il Regno Unito. Sul punto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, al settimo Forum economico franco-italiano Confindustria-Mefed a Roma, ha detto: “Stiamo lavorando senza sosta per trovare un'intesa iniziale con gli Stati Uniti, per mantenere i dazi il più bassi possibile e per fornire la stabilità di cui le imprese hanno bisogno. Crediamo che i dazi siano una perdita per tutti. Una tassa sull'industria. Una tassa sulle persone. Ma non siamo nemmeno ingenui: sappiamo che il rapporto con gli Usa potrebbe non tornare più quello di una volta".
Di poche ore fa un'altra mossa del tycoon, ovvero l’invio della lettera al Brasile, in cui annuncia dazi per il Paese sudamericano dal primo agosto al 50%, minacciando di raddoppiarli in caso di ritorsioni. Il presidente Usa ha spiegato che si tratta di una misura adottata per come ha trattato l'ex presidente Jair Bolsonaro, "un leader altamente rispettato nel mondo durante il suo primo mandato", nonché "in parte per gli insidiosi attacchi del Brasile alle libere elezioni e ai diritti americani fondamentali della libertà di parola", citando "le centinaia di ordini segreti e illegali della corte suprema brasiliana sulle piattaforme social Usa". Il tycoon ha definito il caso Bolsonaro "una vergogna internazionale. Il (suo) processo non dovrebbe aver luogo. È una caccia alle streghe che dovrebbe finire immediatamente”. Trump continua dunque nell’uso delle tariffe come strumento per punire Paesi ritenuti non amici, interferendo peraltro negli affari interni di uno Stato sovrano: Bolsonaro è in attesa di processo per vari reati legati al presunto colpo di stato in Brasile nel 2023.
La replica del Brasile
Il presidente del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva, ha convocato una riunione di emergenza e ha replicato che risponderà ai dazi con "la legge della reciprocità”. "Il processo giudiziario contro chi ha pianificato il colpo di Stato è di competenza esclusiva della Giustizia brasiliana e, pertanto, non soggetto a nessun tipo di ingerenza o minaccia che possa ledere l'indipendenza delle (nostre) istituzioni", prosegue Lula riferendosi al processo contro Bolsonaro. Poi ha negato che nel "rapporto commerciale tra Brasile e Stati Uniti" ci sia un deficit Usa, come affermato da Trump. Il ministero degli Esteri brasiliano ha quindi “restituito” all'incaricato d'affari statunitense a Brasilia la lettera del presidente Donald Trump con l'annuncio sui dazi.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
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