Link to L'appello ai siriani all'estero: "Il loro capitale umano, la loro esperienza permetterà di far fiorire il Paese. Tornate, la Siria ora è un Paese libero"L'appello ai siriani all'estero: "Il loro capitale umano, la loro esperienza permetterà di far fiorire il Paese. Tornate, la Siria ora è un Paese libero"
Cosa succederà adesso in Siria? Il primo ministro del Governo di Salvezza nazionale Al Bashir ha dato al Corriere della Sera la sua prima intervista a un media occidentale. Ha 42 anni ed è il tecnocrate di punta del clan di Idlib, quello che per il momento ha vinto la guerra civile. Nella provincia sotto assedio, popolata da jihadisti e spie e, Bashir è riuscito da sindaco a far funzionare i servizi pubblici con mano ferma. Per questo motivo, lo stratega del Comitato per la Liberazione del Levante (Hts, in inglese) al Jolani ha scelto lui e non il coordinatore dell’opposizione, per traghettare la Siria nel dopo Assad.
Il nuovo governo entra in funzione
In Siria da ieri sembra essere iniziata la transizione politica. «Si sono presentati tutti gli ex ministri per cominciare il lavoro- ha spiegato Bashir-. Mancavano soltanto, per ovvie ragioni, quello dell’Interno e della Difesa, ma abbiamo rimediato con i direttori generali. Il clima è stato di collaborazione. Sappiamo di ereditare un’amministrazione elefantiaca tormentata dalla corruzione. In fondo il regime si è divorato da solo, ma nel frattempo la gente viveva male».
La situazione economica disastrosa
La situazione economica della Siria in questo momento è disastrosa. «Nei forzieri- spiega il capo del nuovo governo siriano-ci sono solo sterline siriane che valgono poco o niente. Con un dollaro americano si comprano 35 mila nostre monete. Non abbiamo valuta estera e per quanto riguarda prestiti e obbligazioni stiamo ancora raccogliendo i dati. Quindi sì, finanziariamente stiamo molto male». Bashir spiega poi che resterà al potere «solo fino a marzo 2025. Il debito è enorme, la sfida ciclopica, ma abbiamo l’esperienza di Idlib dove abbiamo avuto successo. Certo una provincia non è il Paese, eppure possiamo migliorare la Siria. Ci vorrà tempo, ma ce la faremo».
I crimini di guerra commessi dal regime di Assad
Il capo del Comitato di Liberazione del Levante, al Jolani, ha diramato 160 taglie per criminali di guerra del regime del presidente Bashar Assad. Bashir, in merito, ha spiegato quali sono stati i criteri con cui sono state selezionate. «Si tratta di responsabili di crimini prima e durante la rivoluzione siriana del 2011. Stiamo parlando di persone che hanno fatto sparire migliaia di cittadini nelle prigioni per decenni. Un numero enorme di siriani sono stati perseguitati e arrestati durante la rivoluzione. In quella lista ci sono i responsabili del bagno di sangue. Si tratta di personaggi ben noti, che hanno torturato e ucciso. Nella maggior parte dei casi le loro responsabilità sono documentate da istituzioni internazionali e organizzazioni non governative per i diritti umani. Molti sono anche sottoposti a sanzioni dai governi occidentali per grossolane violazioni dei diritti umani e crimini di guerra. Saranno giudicati secondo le leggi siriane correnti».
Gli obiettivi del governo ad interim
Quali sono gli obiettivi del nuovo governo, in carica da appena 24 ore? «Il primo- spiega il premier siriano- è ristabilire la sicurezza e la stabilità in tutte le città della Siria. La gente è esausta di ingiustizia e tirannia. L’autorità dello Stato deve essere ristabilita per permettere alla gente di tornare al lavoro e alla vita normale». In secondo luogo sarà essenziale «far tornare i milioni di profughi siriani che sono all’estero. Il loro capitale umano, la loro esperienza permetterà di far fiorire il Paese. Il mio è un appello a tutti i siriani all’estero: la Siria ora è un Paese libero che ha guadagnato il suo orgoglio e la sua dignità. Tornate. Dobbiamo ricostruire, rinascere e abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti». Da ultimo, spiega ancora Bashir, riguarda i servizi essenziali.«I siriani non possono vivere nella precarietà di servizi essenziali come l’elettricità, il pane, l’acqua. Siamo un governo di transizione, ma bisogna cominciare a lavorarci. Quando siamo entrati ad Aleppo, a Hama e a Damasco i siriani vivevano in una doppia oscurità: le tenebre del regime e il buio dei black out elettrici. È assolutamente inaccettabile».
Il rapporto controverso con il jihadismo
A sollevare dubbi in queste ultime ore riguardo a i "ribelli siriani" adesso al poter è stato soprattutto il passato jihadista di molti militanti: alcuni hanno fatto parte di Al Qaeda, altri dello Stato Islamico di Al Bagdadi. Su questo punto Bashir ha detto:«I comportamenti sbagliati di alcuni gruppi islamisti hanno portato molte persone soprattutto in Occidente ad associare i musulmani al terrorismo e l’Islam all’estremismo. Si è trattato di comportamenti errati e di mancanza di comprensione. Così è stato travisato il significato di Islam, che è “religione della giustizia”. Noi proprio perché islamici garantiremo i diritti di tutte le genti e tutte le sette della Siria». E, sulla nuova Costituzione, sarà islamica «a Dio piacendo», «chiariremo tutti questi dettagli durante il processo costituente»
Politica esteraSulla politica estera del nuovo governo rimango tanti punti da chiarire. Il nuovo premier ha semplicemente detto: «sin dall’inizio delle operazioni militari ci siamo rivolti a Paesi come Iraq, Repubblica popolare cinese e tanti altri per spiegare che la nostra rivoluzione mirava a liberare i siriani da Bashar Assad. E siamo stati compresi. Quindi non abbiamo problemi con nessuno, Stato, partito o setta, che si sia tenuto lontano dal regime di Assad assetato di sangue». Nessuna risposta, invece, sui rapporti con Iran, Russia e Israele.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati