Link to Un portavoce dei ribelli al potere: "Il nuovo governo in Siria non imporrà il velo alle donne, né introdurrà alcuna forma di limitazione alle libertà individuali"Un portavoce dei ribelli al potere: "Il nuovo governo in Siria non imporrà il velo alle donne, né introdurrà alcuna forma di limitazione alle libertà individuali"
Damasco è oramai in mano ai ribelli a guida islamica che annunciano l'inizio di una "nuova era" in Siria dopo 50 anni di governo del dittatore Bashar al Assad. Il leader degli insorti Al-Jolani si inginocchia e bacia la terra: "Il futuro è nostro, vittoria per tutta la nazione islamica". Tra le strade la festa e i saccheggi del gruppo armato, anche alla Banca centrale. Nel frattempo Biden avverte sulla formazione di uno Stato Islamico.
Biden: massima attenzione sui gruppi dell'Isis in Siria
Gli Usa non permetteranno all'Isis di ristabilire le proprie capacità in Siria. Lo ha detto il presidente Joe Biden parlando alla Casa Bianca a proposito del colpo di stato in Siria."Siamo consapevoli del fatto che l'Isis cercherà di approfittare di qualsiasi vuoto per ristabilire le proprie capacità (in Siria, ndr)...: non lo permetteremo", ha affermato il presidente che ha poi confermato che ieri "le forze statunitensi hanno condotto decine di attacchi aerei di precisione in Siria, colpendo accampamenti e operatori dell'Isis". In particolare, secondo il Pentagono, sono stati effettuati raid aerei contro "oltre 75 obiettivi" legati al cosiddetto Stato islamico nel Paese.
Hts: non imponiamo il velo alle donne né limitiamo libertà
Hayat Tahrir al Sham, la coalizione di milizie che ha rovesciato il potere di Assad, ha affermato attraverso un portavoce che il nuovo governo in Siria non imporrà il velo alle donne, né introdurrà alcuna forma di limitazione alle libertà individuali. "In tutti questi anni di amministrazione a Idlib e nelle altre zone liberate non abbiamo mai imposto il velo a nessuno, né ai musulmani né ai curdi, né ai drusi, né ai cristiani. Perché dovremmo cominciare a imporre adesso limiti alle libertà individuali?", si è chiesto retoricamente Mazen Jaber, uno dei portavoce di Hts.
Ong: nelle carceri di Sednaya non ci sono detenuti intrappolati
L'Associazione per i detenuti e gli scomparsi nella prigione di Sednaya (Admsp) ha affermato in una dichiarazione che non ci sono più prigionieri intrappolati né sopra né sottoterra del carcere-mattatoio vicino Damasco. Lo racconta la Bbc. "Non c'è verità sulla presenza di detenuti intrappolati sottoterra e le informazioni contenute in alcuni resoconti della stampa sono imprecise", afferma l'associazione secondo cui i suoi team hanno confermato che il carcere "è stato svuotato di tutti i detenuti in tutti i suoi edifici".
Ue: "Per ora i rimpatri in Siria sono insicuri"
"I rifugiati siriani sognano da 10 anni di poter tornare nel loro Paese e ci sono elementi che fanno ben sperare ma al momento è prematuro valutare gli effetti sulla dimensione migratoria". Lo ha detto un portavoce della Commissione Europea. "Il rientro o meno nel Paese è una decisione individuale, per ora giudichiamo che non ci siano le condizioni per rimpatri sicuri e dignitosi in Siria", ha precisato il portavoce dell'Ue.
Intanto, anche il ministro della Difesa Guido Crosetto ha parlato in merito alla situazione in Siria: "ora si apre una transizione difficile piena di incognite: da un lato, ribelli vittoriosi già spaccati in fazioni, dall'altro la volontà di ripristinare un sistema democratico. Ma anche divisioni nel mondo arabo, estremisti che si odiano tra loro, tensioni sui confini". Per il ministro la caduta del regime di Assad "è l'effetto di quanto accaduto non negli ultimi giorni, ma anni: l'indebolimento dell'Iran, dei suoi proxy, in primis Hezbollah, e della Russia, alle prese con il fronte ucraino". "Erdogan ha in mano un risultato che persegue da anni, ma non pensava così vicino", ha aggiunto, "e ora aumenta il suo potere di aprire e chiudere i rubinetti verso la Ue". A questo riguardo Crosetto ha sottolineato che "l'Ue è debole per molte cose, in primis la crisi economica, e la vittoria di Trump la mette, in modo impietoso, di fronte al nanismo politico di cui è affetta da decenni: non ha ruolo nel mondo ed è afona su ogni tema o crisi internazionale". "Parlano, semmai, le singole nazioni, per conto loro e spesso in modo diverso", ha osservato.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
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