Siria, l'Onu: "1,1 milioni di sfollati in due settimane"

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Annachiara Mottola Di Amato
Siria, l'Onu: "1,1 milioni di sfollati in due settimane"

Link to "La maggior parte degli sfollati sono donne e bambini", ha dichiarato l'ufficio per gli affari umanitari dell'ONU (Ocha)"La maggior parte degli sfollati sono donne e bambini", ha dichiarato l'ufficio per gli affari umanitari dell'ONU (Ocha)

Nel corso di solo due settimane il numero degli sfollati in partenza dalla Siria sarebbe aumentato di più di un milione di persone. Lo afferma l'agenzia umanitaria delle Nazioni Unite che ha dichiarato che "1,1 milioni di persone sono sfollate nel Paese dall'inizio delle ostilità il 27 novembre. La maggior parte sono donne e bambini". Lo ha reso noto l'ufficio per gli affari umanitari dell'ONU (Ocha) in un comunicato.

Jolani: "Scendete in piazza per celebrare vittoria"

Nel frattempo, il leader dei ribelli islamisti che hanno preso il potere in Siria la scorsa settimana ha invitato i siriani a scendere in piazza per celebrare "la vittoria della rivoluzione". "Vorrei congratularmi con il grande popolo siriano per la vittoria della benedetta rivoluzione e li invito a scendere in piazza per esprimere la loro gioia", ha detto Abu Mohammed al-Jolani, che oggi si fa chiamare con il suo vero nome Ahmed al-Sharaa, in un videomessaggio su Telegram.

Oggi G7 virtuale: domani vertice in Giordania

Proprio per parlare della situazione in Siria, oggi il G7 terrà una riunione virtuale nel tentativo di mettere a punto un approccio comune nei confronti del nuovo governo siriano. Il G7 ha sottolineato di essere pronto a sostenere la transizione verso un governo "inclusivo e non settario" in Siria. Chiedendo la protezione dei diritti umani nel paese, compresi quelli delle donne e delle minoranze, i sette grandi della Terra hanno evidenziato "l'importanza di ritenere il regime di Assad responsabile dei suoi crimini" e hanno poi affermato di voler "collaborare e supportare pienamente" un governo siriano che rispetti i principi suddetti. Domani sarà invece la Giordania ad ospitare un vertice sulla crisi siriana con i ministri degli Esteri di numerose nazioni occidentali e arabe, nonché della Turchia.

Blinken: "Imperativo continuare lavoro contro Is"

Tuttavia, in Siria, in questa fase di transizione, rimangono tanti i fattori da non sottovalutare, primo fra tutti quello religioso. A tal proposito, visto il passato da militanti di organizzazioni jihadiste di tanti ribelli oggi al potere, il segretario di Stato americano Antony Blinken ha definito "un imperativo" continuare il lavoro contro il sedicente Stato islamico (Is) per evitare che sfrutti la caduta di Bashar al-Assad per riprendere slancio in Siria. "Il nostro Paese ha lavorato molto duramente per garantire l'eliminazione del califfato dell'Is, per garantire che questa minaccia non si ripresenti. Ed è imperativo continuare questi sforzi", ha dichiarato Blinken ad Ankara durante una conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan.

Katz: "Le forze dell'Idf resteranno nella zona cuscinetto durante l'inverno"

Altro elemento causa di tensioni è la presenza israeliana nella zona cuscinetto delle alture del Golan. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato di aver ordinato all'esercito di prepararsi a rimanere sul versante siriano del monte Hermon durante i prossimi mesi invernali. "A causa di quanto sta accadendo in Siria, restare sul monte Hermon è di enorme importanza per la sicurezza e si deve fare tutto il possibile per mantenere le Idf nella zona pronte, per consentire alle truppe di rimanere lì nonostante le difficili condizioni meteorologiche", afferma Katz in una nota.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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