Link to Tre mesi dopo la fuga di Assad, il Paese sprofonda in una spirale di violenza. Miliziani sunniti filo-governativi compiono esecuzioni sommarie, mentre i rastrellamenti e i bombardamenti colpiscono civili e villaggi alawiti. Il bilancio delle vittime continua a salireTre mesi dopo la fuga di Assad, il Paese sprofonda in una spirale di violenza. Miliziani sunniti filo-governativi compiono esecuzioni sommarie, mentre i rastrellamenti e i bombardamenti colpiscono civili e villaggi alawiti. Il bilancio delle vittime continua a salire
Tre mesi dopo la caduta di Bashar al-Assad, la Siria è ripiombata in un vortice di violenza e instabilità. Nelle ultime ore, miliziani sunniti siriani e stranieri, affiliati alle nuove forze governative, hanno eseguito esecuzioni di massa nella regione costiera di Latakia e nell'entroterra di Hama. Decine di uomini, accusati di aver fatto parte dell’ex regime, sono stati brutalmente giustiziati. Secondo testimonianze dirette e video verificati, tra le vittime ci sarebbero anche donne e bambini.
Link to L’appello di Sharaa agli alawiti: “Deporre le armi prima che sia troppo tardi”L’appello di Sharaa agli alawiti: “Deporre le armi prima che sia troppo tardi”
Ahmad Sharaa, leader siriano noto come Jolani, ha lanciato un monito agli insorti della minoranza alawita, un tempo fedele ad Assad, esortandoli ad arrendersi per evitare ulteriori spargimenti di sangue. Secondo l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, almeno 162 civili sciiti sarebbero stati uccisi dalle forze di sicurezza. “Abbiamo assistito a un errore imperdonabile. Deponete le armi e arrendetevi prima che sia troppo tardi”, ha dichiarato Sharaa, promettendo di ristabilire il monopolio delle armi sotto il controllo statale.Link to Rastrellamenti e violenze nelle città costiereRastrellamenti e violenze nelle città costiere
A Jabla e Baniyas, miliziani filo-governativi hanno condotto rastrellamenti casa per casa, uccidendo civili nelle loro abitazioni. Tra le vittime si contano almeno quattro donne e due bambini. Video diffusi sui social mostrano uomini in uniforme che percuotono prigionieri e impartiscono ordini in arabo con accenti stranieri, segno della presenza di combattenti jihadisti affiliati al nuovo governo di Damasco. Un miliziano, in un video girato a Latakia, afferma con orgoglio: “Jabla non esiste più. Bruciata e cancellata”.Link to Il ritorno dei barili-bomba contro i villaggi alawiti in SiriaIl ritorno dei barili-bomba contro i villaggi alawiti in Siria
Dopo anni di utilizzo da parte del regime di Assad contro le zone sunnite ribelli, i barili-bomba tornano a seminare morte, stavolta lanciati dai miliziani sunniti filo-governativi su villaggi alawiti della costa siriana. Immagini autentificate mostrano due uomini all’interno di un elicottero che annunciano l’imminente sgancio degli ordigni. Altri video documentano le devastanti esplosioni che distruggono abitazioni civili.Link to Il bilancio delle vittime: oltre 180 morti in 24 oreIl bilancio delle vittime: oltre 180 morti in 24 ore
L’escalation di violenza ha causato almeno 185 morti in poco più di un giorno, secondo quanto riferito dall’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani. Tra le forze governative si contano almeno 37 vittime. Gli scontri nella città di Jableh e nei villaggi costieri sono considerati gli attacchi più violenti contro le nuove autorità dalla caduta di Assad. Mustafa Kneifati, funzionario della sicurezza a Latakia, ha dichiarato che le operazioni sono mirate a neutralizzare gruppi armati fedeli all’ex regime. “Ripristineremo la stabilità e proteggeremo il nostro popolo”, ha assicurato.La Siria, tre mesi dopo la fuga di Assad, è ancora intrappolata in un conflitto feroce, dove vendette e massacri continuano a dettare il futuro di un Paese devastato dalla guerra.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati